mercoledì, Febbraio 8, 2023
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Sciopero della fame dei prigionieri politici nel carcere Gohar-dasht in Iran per protestare contro la trasmissione delle onde di disturbo in carcere

I prigionieri politici della sala 12 della IV sezione del carcere di Gohar-dasht stanno effettuando uno sciopero della fame, dal 2 novembre, per protestare contro la trasmissione delle onde di disturbo all’interno del carcere.

 

Gli aguzzini del regime dei mullà da qualche tempo trasmettono le onde di disturbo all’interno del carcere, in particolare nelle sezioni dove si trovano i prigionieri politici. Questo atto disumano mette in grave pericolo i prigionieri che soffrono dei dolori articolari, mal di testa, disturbi alla vista, vomito e stanchezze croniche. 

Queste onde sono cancerogene e portano i prigionieri alla morte, sono un in più rispetto ad altri maltrattamenti e oppressioni attuate sistematicamente in quel carcere.

Secondo le dichiarazioni del capo del sistema penitenziario iraniano la capienza ufficiale del carcere di Gohar-dasht è di 5000 persone, mentre ora ci sono oltre 22.000 persone ammassate. La mancanza dello spazio è tale che i prigionieri non hanno la possibilità di sedersi. Devono sdraiarsi a turno o farlo nei bagni. 

La pessime situazione igienica del carcere, l’acqua inquinata e l’impossibilità di lavarsi hanno causato malattie contagiose e di pelle tra i prigionieri. L’ambulatorio del carcere è privo delle più elementari strumenti sanitari e la direzione del carcere ha proibito ai prigionieri che soffrono  di diverse malattie l’uso delle visite e cure specialistiche. I prigionieri, oltre alla sofferenza subita dal terribile freddo stagionale, soffrono anche di malnutrizioni a causa del razionamento del cibo fornito.  

La Resistenza Iraniana lancia l’appello alle organizzazioni internazionali, in particolare al Consiglio supremo dei Diritti Umani e all’Alta commissariato per i Diritti Umani dell’ONU di intervenire per la liberazione dei prigionieri politici e per fermare pressioni e torture disumane in carcere. 

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

2 novembre 2013    

 

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