mercoledì, Dicembre 7, 2022
HomeNotizieResistenza IranianaRapporto speciale: Conferenza internazionale in occasione del Ramadan, lotta per la solidarietà,...

Rapporto speciale: Conferenza internazionale in occasione del Ramadan, lotta per la solidarietà, la pietà e la fraternità

Lunedì 4 aprile, in occasione dell’inizio del mese sacro del Ramadan, considerato dai musulmani di tutto il mondo un mese di digiuno, preghiera, riflessione e comunità, il Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran ha organizzato la conferenza dal titolo “Uniti contro il fondamentalismo e l’incitamento alla guerra, per la pace e la fraternità”, nella sua sede ad Auvers-sur-Oise presso Parigi.
Migliaia di membri dei Mujahedin-e Khalq (OMPI/MEK) residenti ad Ashraf-3 in Albania hanno partecipato alla conferenza online.
Numerose personalità politiche, sociali, accademiche e religiose di vari Paesi di tradizione musulmana, tra cui Giordania, Algeria, Tunisia, Kuwait, Iraq, Yemen, Palestina e della Coalizione dell’opposizione siriana, si sono uniti a rappresentanti delle comunità musulmana, cristiana ed ebraica francesi rivolgendosi alla conferenza.
Collegandosi in diretta dall’Ucraina dilaniata dalla guerra, Kira Rudik, membro del Parlamento e leader del partito “Golos” (“Voce”), e l’ex ministro dell’economia e consigliere presidenziale Tymofiy Mylovanov hanno partecipato alla conferenza e hanno tenuto discorsi commoventi.
Come relatore principale dell’evento, la presidente-eletta del CNRI, Maryam Rajavi ha aperto il suo intervento sul vero spirito del Ramadan, in cui i musulmani evitano i desideri istintivi naturali ed esercitano l’autocontrollo e la disciplina per acquisire consapevolezza e coscienza costanti – cose riassumibili nella parola pietà o, in termini coranici, Taqwa. Princìpi che sono stati portati e insegnati dal Profeta Maometto (pace e benedizione su di Lui) per migliorare la pace, la fraternità e la prosperità tra le persone.
“Se il digiuno si limita all’astensione dal mangiare e dal bere per alcune ore, e se non risveglia la coscienza della società a ribellarsi contro l’oppressione, la povertà e la fame, non raggiunge il suo obiettivo” – ha detto la signora Rajavi. “Quindi come potrebbero coloro che digiunano rimanere in silenzio e ambivalenti di fronte alla teocrazia dominante che sta distruggendo la ricchezza e il popolo dell’Iran ed è l’incarnazione dell’ingiustizia, del saccheggio e della corruzione?”
Ricordando le politiche disumane stabilite dai religiosi al potere in Iran, ha aggiunto: “L’anno scorso, il bilancio delle vittime del Coronavirus in Iran ha superato il mezzo milione. Se Khamenei non avesse deliberatamente spianato la strada alla diffusione della malattia e se avesse speso una frazione della fortuna di 1 trilione di dollari delle sue fondazioni predatorie per contenere il Covid-19, il bilancio delle vittime in Iran sarebbe stato molte volte inferiore”.
Fornendo statistiche scioccanti sulla moltitudine di problemi che affliggono la società iraniana, tra cui la crescente povertà assoluta, l’aumento del numero di suicidi, la vendita di parti del corpo, la vendita di neonati, la malnutrizione, il lavoro minorile, i senzatetto e l’inquietante numero di persone senza assistenza sanitaria, la signora Rajavi ha evidenziato: “Rispetto a tutte le altre nazioni del Medio Oriente, l’Iran ha il maggior numero di miliardari che, direttamente e indirettamente, traggono profitto dal loro legame con il capo del regime. Khamenei costringe a lavorare gratuitamente e ha trasformato la forza lavoro iraniana nella più economica del mondo. Riduce alla fame gran parte della popolazione e depreda i beni e le proprietà pubbliche, spinge alla morte i malati e costringe molti a perdere le proprie case”.
Recitando diversi versetti del Corano che avvertono come l’avidità e il saccheggio dei figli di Dio suscitino l’ira di Dio, la presidente-eletta del CNRI ha affermato: “Adempiere alle promesse fatte a Dio e al popolo per la difesa dei diritti e delle libertà degli oppressi e per il raggiungimento della libertà, della giustizia e dell’uguaglianza è il più grande atto di pietà del nostro tempo. Questo spiega perché i Mojahedin del Popolo hanno condotto una lotta contro lo scià e i mullah per cinque decenni. Per trent’anni hanno rinunciato a casa e famiglia per condurre una battaglia incessante contro il sessismo e l’individualismo autocelebrativo. Hanno abbracciato questa grande prova di pietà nel nostro tempo per rovesciare il fascismo religioso dominante e stabilire la libertà e la sovranità popolare”.
“La situazione esplosiva dell’Iran rafforza i movimenti della rivolta e i valorosi membri delle Unità di Resistenza” – ha detto la signora Rajavi, prevedendo la strada da percorrere. “Senza dubbio, la tirannia religiosa, avendo fallito in tutte le sfere intellettuali e ideologiche, non sopravviverà di fronte a questa forza enorme, le Unità di Resistenza e il grande Esercito della Libertà. Ed è così che si deciderà il destino del popolo iraniano” – ha affermato.
“Il regime iraniano infligge costantemente dolore al popolo palestinese mentre afferma di essere al loro fianco” – ha detto all’incontro l’ex capo del sistema giudiziario palestinese Sheikh Taisir Al-Tamimi. “Siamo con la resistenza iraniana per liberare il popolo iraniano dalle grinfie di questo regime. Questo regime abusa dell’Islam e pretende di essere un alleato dei Paesi islamici. Uccide indiscriminatamente persone nella regione e diffonde la guerra. Pertanto, è responsabilità di tutti i popoli della regione opporsi a questo regime.”
La deputata ucraina e leader del Partito politico “Golos” Kira Rudik ha dichiarato: “Voglio che ogni criminale di guerra sia perseguito. Ho sentito di quello che vi è successo ad Ashraf in Iraq e voglio dirvi che ora so cosa avete passato. Quello che sta succedendo all’Ucraina non può essere dimenticato. Sto parlando con molti leader e organizzazioni mondiali. Devono agire ora. Sono passati quaranta giorni. Dovrebbero sapere dove sono le linee rosse. Ci sono piccole città come Bucha, dove i bambini vengono uccisi e le donne violentate. Questo deve essere fermato. Vogliamo porre fine a questa guerra e alle cose orribili che stiamo vedendo. Vorrei ringraziarvi e condivido il dolore che sta attraversando la vostra nazione”.
Tymofiy Mylovanov, ministro ucraino dello Sviluppo economico e del Commercio nel 2019-2020 e consigliere del capo dell’ufficio presidenziale, ha osservato: “La tirannia può essere combattuta solo quando tutte le nazioni si uniscono e la combattono insieme. Fino a quando non sono stato sotto i bombardati, a quando sono iniziati a Kyiv, e ho visto le famiglie massacrate, non ho capito la difficile situazione delle altre nazioni. La lezione di oggi è che non ci sono confini quando si tratta di combattere la tirannia. Se esco da questa situazione, mi concentrerò su qualcosa di più della sola Ucraina. Mi occuperò del vostro popolo, del popolo di Siria, Georgia, Afghanistan. Questa è una malattia e deve essere fermata”.
“L’opposizione in Iraq ha lottato per liberare Baghdad dalle grinfie delle Guardie Rivoluzionarie del regime iraniano, che stanno distruggendo l’Iran e il suo popolo” – ha detto all’incontro Aiham Alsammarae, ex ministro dell’Elettricità iracheno. “Siamo con voi e con la vostra lotta e vi auguriamo la vittoria. La vostra vittoria è anche la nostra. L’Iran deve essere liberato e restituito al suo popolo.”
Ahmed Jarallah, giornalista kuwaitiano, caporedattore di Kuwaiti Al-Seyassah e Arab Times, ha dichiarato: “La gente in tutto il mondo sta assistendo alle attività della signora Rajavi per porre fine a questo regime, un regime che ha causato sofferenza al popolo dell’Iran, a quelli del mondo arabo e in tutto il mondo. Spero che entro il prossimo Ramadan avrete superato questo regime”.
L’ex capo dell’Ufficio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani in Iraq (UNAMI) e consigliere del Rappresentante speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite (SRSG) in Iraq, Tahar Boumedra, ha dichiarato: “I residenti di Ashraf sono stati uccisi, privati dei servizi medici, ma nessuno parlava di loro. AP, Reuters… la stampa taceva. Le persone ad Ashraf sono state uccise in silenzio, erano indifese. Gli Ashrafiti hanno combattuto molto duramente. Hanno resistito e la loro resistenza ha dato i suoi frutti. Ha aperto loro la strada per uscire dall’inferno dell’Iraq e andare in Albania per iniziare la propria vita ad Ashraf 3”.
“Tutti questi ricordi sono lì per mostrare che quando le persone vogliono la libertà, si sacrificano per essa e la raggiungono” – ha aggiunto Boumedra. “Avete fatto molta strada nella vostra lotta e nella vostra resistenza per cambiare la situazione. Ora avete uno status internazionale. State ottenendo vittorie ogni giorno. E con la saggezza e il coraggio della vostra leadership, otterrete sicuramente più vittorie. Certamente consegnerete alla giustizia coloro che vi hanno perseguitato. Il processo è già iniziato. Uno degli autori del massacro di prigionieri politici del 1988 è già stato processato davanti a un tribunale svedese. Questo è l’inizio. Presto arriveranno altre prove. Siete un movimento di resistenza che non si arrende. Non solo otterrà la vittoria, ma assicurerà anche alla giustizia gli autori dei crimini.”
Il rabbino Moshe Levin, vice rabbino capo dalla Francia, ha dichiarato: “Per molti anni ho assistito alla vostra lotta per la pace e l’uguaglianza nella regione. Tutte le religioni rispettano la separazione tra Stato e religione e auguro la pace a tutte le persone nel mondo”.
“Il popolo siriano è fianco a fianco con il popolo iraniano contro il regime. Il regime iraniano ha sempre esportato terrorismo e fondamentalismo in tutto il mondo. Il popolo siriano ha sofferto molto per mano del regime iraniano e dei suoi delegati in Siria. Il nostro popolo ha sofferto molto a causa delle atrocità che ha compiuto nei nostri Paesi. Sfortunatamente, la comunità internazionale ha chiuso gli occhi su ciò che sta accadendo nel mio Paese” – ha osservato Salem Al-Meslet, presidente della Coalizione di opposizione siriana.
“Siamo al vostro fianco, al fianco di coloro che si oppongono al regime terroristico dell’Iran” – ha affermato Ahmad Al-Mosabli, consigliere del ministro degli Affari pubblici yemenita. “I nostri desideri sono gli stessi, di sbarazzarci del nostro nemico comune. Per questo vi sosteniamo e voi ci sostenete. Le milizie manovrate dall’Iran stanno infliggendo sofferenza e dolore al nostro popolo. Vogliamo liberare la popolazione da questo nemico comune. Sono sicuro che la vittoria è a portata di mano. Se le milizie iraniane nello Yemen saranno sconfitte, i mullah di Qom e Teheran saranno rovesciati. Riceviamo energia da voi e dalle vostre attività in Iran. La libertà non è regalata a nessuno. Bisogna guadagnarla.”
Il deputato giordano Ahmad al-Khalayeleh ha dichiarato: “Il popolo giordano e quello iraniano sono fratelli. Spero che la nostra fratellanza e amicizia continuino e che la prossima volta che ci incontreremo avrete raggiunto il vostro obiettivo e la signora Rajavi avrà realizzato il Piano in dieci punti per l’Iran. Speriamo che presto questo regime venga rovesciato e noi nel mondo arabo saremo liberati dalle sue ingerenze nei nostri Paesi”.
Jalal Ganjei, presidente del Comitato delle religioni e delle denominazioni del CNRI, ha osservato: “Il sostegno alla Resistenza iraniana invia un messaggio importante al mondo. I musulmani hanno bisogno di una nuova interpretazione dell’Islam, che denunci il fondamentalismo che viene predicato sotto il nome di Islam. Sostenere una donna musulmana che difende l’uguaglianza tra tutte le religioni e, in particolare, l’uguaglianza tra uomini e donne è un’alternativa importante al fondamentalismo dei mullah che governano l’Iran”.
“Il popolo in Iran e in altri Paesi deve essere unito”, ha affermato Cheikh Dhaou Meskine, segretario generale del Consiglio degli Imam di Francia. “L’Iran deve svolgere il suo ruolo nella comunità internazionale e assumere la posizione che merita nel mondo. Il popolo dell’Iran e il mondo hanno bisogno di voi, signora Rajavi. Dobbiamo schierarci e lottare al vostro fianco contro la dittatura al potere in Iran. Questo regime è un regime terroristico. Il Corano è contro la dittatura e l’autocrazia.”
“Sono 42 anni che il massacro è in corso in Iran” – ha lamentato Khalil Merroun, direttore della Grande Moschea di Avery a Parigi. “Non sono iraniano, ma odio vedere la mia religione abusata per questo tipo di attività. Liberando l’Iran, libereremo l’Islam. Dobbiamo impegnarci per realizzare questa libertà il prima possibile. Il regime ha falsificato l’Islam.”
Jacques Gaillot, un famoso ecclesiastico e attivista sociale francese, ha detto all’incontro: “Molti iraniani si sono sollevati e stanno lottando per i loro diritti. Il loro sogno permetterà all’Iran di sbarazzarsi dei mullah e di diventare una nazione libera”.
“Il Corano dice che se uccidi una persona, hai ucciso l’umanità” – ha affermato Sadek Abrous, presidente del Consiglio Regionale dei Musulmani dell’Ile-de-France. “Questo è ciò che fa il regime iraniano. Il regime iraniano ruba al popolo. Promuove il terrorismo e la violenza nella regione. Quando lottate contro questo regime, difendete le nostre convinzioni. Vi auguro successo nella vostra lotta per rovesciare il regime iraniano.”

FOLLOW NCRI

70,088FansLike
1,633FollowersFollow
40,475FollowersFollow