
In una dimostrazione di solidarietà senza precedenti, oltre 4.000 legislatori provenienti da 84 parlamenti di 50 Paesi hanno rilasciato una dichiarazione di sostegno al Piano in dieci punti di Maryam Rajavi, presidente eletta del Consiglio nazionale della resistenza iraniana (CNRI), chiedendo la designazione del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) come entità terroristica. Questa approvazione collettiva include le maggioranze di 34 organi legislativi, sottolineando il consenso globale a sostegno del cambiamento democratico in Iran.
Tra i principali firmatari figurano membri della Camera dei Comuni e della Camera dei Lord del Regno Unito, del Senato e della Camera dei Rappresentanti italiani e dei parlamenti di Norvegia, Slovenia, Islanda, Estonia, Lituania, Malta, Moldavia, Costa Rica, Yemen e Giordania. La dichiarazione sottolinea la condanna collettiva delle violazioni dei diritti umani del regime iraniano e delle sue azioni repressive contro i dissidenti, in particolare quelli associati al MEK (Mujahedin-e Khalq) nel campo Ashraf-3 in Albania.
La dichiarazione si sviluppa in 5 punti chiave.
1. Condanna delle violazioni dei diritti umani: i legislatori denunciano le gravi violazioni dei diritti umani da parte del regime iraniano, in particolare l’oppressione delle donne, e chiedono che si assuma le responsabilità del massacro di 30.000 prigioniere e prigionieri politici avvenuto nel 1988.
2. Sostegno a un Iran democratico: sottolineando il diritto del popolo iraniano a un governo democratico, la dichiarazione sollecita il sostegno globale al Piano in 10 punti di Maryam Rajavi, che auspica una repubblica democratica, laica e basta sulla parità di genere.
3. Protezione dei dissidenti iraniani: i firmatari condannano fermamente le azioni del regime iraniano contro i dissidenti in Albania e sottolineano i loro diritti ai sensi delle convenzioni internazionali sui diritti umani.
4. Riconoscimento del diritto alla resistenza: appurato l’ostruzionismo del regime al cambiamento politico, la dichiarazione afferma la legittimità della rivolta del popolo iraniano e della lotta delle unità di resistenza del MEK contro l’IRGC.
5. Richiesta di sanzioni internazionali e designazione dell’IRGC come organizzazione terroristica.
L’IRGC viene identificato come una delle principali fonti di instabilità regionale e globale, e se ne richiede quindi la designazione come organizzazione terroristica; si domanda inoltre l’imposizione di sanzioni petrolifere all’Iran.
La dichiarazione sottolinea inoltre che le tattiche del regime iraniano, tra cui i processi farsa e la persecuzione dei membri del MEK all’estero, sono tentativi di soffocare l’opposizione e devono essere condannati a livello internazionale.
Ribadisce che l’unica soluzione alla dittatura iraniana è un cambio di regime guidato dal popolo iraniano e dai suoi movimenti di resistenza.
Questa dichiarazione, sostenuta da una coalizione eterogenea di legislatori da tutto il mondo, segna un momento cruciale per quanto concerne la posizione della comunità internazionale sull’Iran, segnalando un allontanamento dall’ accondiscendenza e lo spostamento in direzione di un sostegno attivo alla transizione democratica e ai diritti umani nella regione.

Dichiarazione sull’Iran
Sostenere la libertà e la resistenza in Iran per la pace e la sicurezza globale
La dichiarazione di 4.000 legislatori di 84 Camere dei Parlamenti di 50 Paesi, inclusa la maggioranza dei rappresentanti di 34 assemblee legislative, a sostegno del Piano in 10 Punti della signora Maryam Rajavi, della designazione dell’IRGC come organizzazione terroristica e della lotta delle Unità di Resistenza del MEK contro l’IRGC
Tra i firmatari di questa dichiarazione figurano la maggioranza dei membri di entrambe le Camere del Regno Unito e dell’Italia, della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti e del Parlamento norvegese.
Il Comitato internazionale “In Cerca di Giustizia” (In Search of Justice – ISJ) ha ricevuto copie delle dichiarazioni di oltre 4.000 rappresentanti dei popoli di 50 Paesi dell’Europa, del Nord America, dell’Australia e di Paesi arabi in 81 assemblee legislative, che sostengono la rivolta del popolo iraniano per una repubblica democratica e il Piano in Dieci Punti della signora Maryam Rajavi, presidente-eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran (CNRI) per il periodo di transizione, e inoltre chiedono la designazione del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) come entità terrorista e il riconoscimento della rivolta del popolo iraniano e della lotta delle Unità di Resistenza del MEK contro l’IRGC.
In aggiunta alla risoluzione approvata dal Senato belga e alla risoluzione 1148 della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, registrata con il sostegno della maggioranza dei suoi membri, tra i firmatari di questa dichiarazione figura la maggioranza dei membri di altre 32 camere legislative: fra queste, le Camere dei Comuni e dei Lord del Regno Unito, la Camera dei Deputati e il Senato italiani, i Parlamenti di Norvegia, Slovenia, Islanda, Estonia, Lituania, Malta, Moldavia, Costa Rica, Giordania, le due Camere dello Yemen e i Senati di Paesi Bassi e Irlanda.
Più di 4.000 legislatori affermano che “il regime iraniano detiene il record di esecuzioni in proporzione alla popolazione nel mondo. Nel solo 1988, con l’ordine della ‘Guida Suprema’ Khomeini di giustiziare il MEK, nel giro di poche settimane furono massacrati 30.000 prigionieri politici”, e aggiungono: “Il regime iraniano ha organizzato un processo farsa in contumacia per 104 membri dell’opposizione del MEK che si trovano” in Europa da anni. Intende gettare le basi per atti terroristici emettendo falsi ordini di arresto e fare pressione sull’Europa per limitare l’opposizione, soprattutto ad Ashraf-3 in Albania”.
La dichiarazione dei legislatori afferma che “la dittatura religiosa al potere non può essere riformata. Nella rivolta del 2022, il popolo iraniano ha rifiutato qualsiasi dittatura monarchica o religiosa e ha chiesto un cambio di regime per instaurare una repubblica democratica”.
I legislatori di oltre 80 assemblee parlamentari hanno formulato le loro richieste in cinque articoli:
1. Condanniamo le flagranti violazioni dei diritti umani, in particolare la repressione delle donne, e chiediamo che gli autori del massacro del 1988 siano ritenuti responsabili dei crimini contro l’umanità tuttora in corso.
2. Il popolo iraniano merita un sistema democratico. Esortiamo tutti i governi a sostenere il Piano in Dieci Punti della presidente-eletta del CNRI Maryam Rajavi per una repubblica democratica basata sulla separazione tra Stato e religione e sull’uguaglianza di genere.
3. Condanniamo fermamente le azioni del regime iraniano contro i dissidenti iraniani nel campo Ashraf-3, in Albania, e riaffermiamo i loro diritti ai sensi della Convenzione di Ginevra del 1951 e della Convenzione Europea sui Diritti Umani.
4. Poiché il regime iraniano ha bloccato tutte le strade politiche per il cambiamento, il mondo libero deve riconoscere il diritto del popolo iraniano a sollevarsi e il diritto delle Unità di Resistenza del MEK a confrontarsi con l’IRGC.
5. Condanniamo fermamente il ruolo distruttivo del regime iraniano in Medio Oriente e le sue politiche belligeranti. Chiediamo la designazione dell’IRGC come gruppo terroristico e l’applicazione di sanzioni petrolifere contro il regime.
La dichiarazione di oltre 4.000 parlamentari di 50 Paesi del mondo non fornisce la minima scusa e legittimità per continuare la politica di condiscendenza e mostra chiaramente che il tempo per trattare e negoziare con questo regime è passato. L’unico modo per sbarazzarsi di una dittatura religiosa che può dotarsi di una bomba atomica è il rovesciamento di questo regime da parte del popolo iraniano e della Resistenza. Pertanto, sostenere il Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran e il Piano in 10 Punti della sua presidente per il futuro dell’Iran e riconoscere il diritto delle Unità di Resistenza del MEK nella loro lotta contro l’IRGC è la necessità della regione e del mondo per la pace, la sicurezza e la tranquillità.
