mercoledì, Dicembre 7, 2022
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Rajavi chiede la condanna internazionale dell’aggressione ad Ashraf

E la fine delle  turture psicologiche  nei confronti dei residenti e lo scioglimento del comitato di repressione di Ashraf

CNRI – La signora Maryam Rajavi, presidente eletta del CNRI, ha dichiarato che l’ennesima aggressionem ai residenti del Campo Ashraf del 7 gennaio palesa la paura del regime iraniano e dei suoi sanguinari mercenari in Iraq  nei confronti di Ashraf. Il regime iraniano in difficoltà impicca spietatamente  in Iran e perpetua le aggressioni ad Ashraf.

La presidente del CNRI denuncia  che l’aggressione del 7 gennaio ha ferito 176 residenti di Ashraf e che  gli aggressori hanno impedito i soccorsi e cacciato i feriti dall’ospedale. Da mesi vengono  impedite le cure ai malati gravi ad Ashraf,  inoltre 180 potenti altoparlanti producono una costante tortura nei confronti dei residenti di Ashraf, e  tutto questo è in chiaro contrasto con la IV Convenzione di Ginevra. Gli atti crininosi contro Ashraf, seconso lo statuto della Corte penale internazionale e secondo la recente sentenza della Corte spagnola, sono considerati crimini contro l’umanità, i cui responsabili devono essere processati e puniti.

L’aggressione del 7 gennaio si è verificata dopo la visita del ministro degli Esteri iraniano e i documenti fotografici e video hanno registrato la partecipazione attiva delle forze militari irachene e degli agenti del comitato di repressione di Ashraf dipendenti a al-Maliki.

Per Mayam Rajavi  l’attacco del 7 gennaio è un ammonimento ai governi europei che hanno riaperto nuovi negoziati con il regime dittatoriale di Teheran, in questo modo il regime dei mullà sfrutta il periodo prenegoziale per decimare i prigionieri politici e i residenti di Ashraf. I fallimentari negoziati dei governi occidentali con il regime sanguinario di Teheran costano pene e sangue al popolo iraniano.

La leader della Resistenza iraniana ammonisce che il vile attacco di ieri ha messo in chiaro come siano  necessità urgenti la tutela di Ashraf da parte delle forze statunitensi e il monitoraggio permanente di una squadra dell’ONU al Campo Ashraf. Gli Stati Uniti d’America sono responsabili dell’ incolumità dei residenti di Ashraf, sia per i loro  impegni internazionali che per il contratto firmato con ogni singolo membro del Campo.

Maryam Rajavi ha chiesto al Segretario generale dell’ONU, al Consiglio di Sicurezza, all’Unione Europea, agli Stati Uniti e a tutte le organizzazioni di difesa dei diritti umani di condannare almeno  l’aggressione e  un intervento urgente per porre fine all’inumana tortura prodotta anche dai  180 altoparlanti, nonché lo  scioglimento del famigerato e illegale comitato di repressione di Ashraf presso il primo ministro iracheno.

Per Maryam Rajavi  “questo comitato  che è il principale esecutore dei nefasti piani del regime dei mullà contro i residenti di Ashraf deve essere sciolto e i suoi responsabile devono essere processati e puniti”.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
8 gennaio 2011

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