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Mohammad Mehdi Zalieh un prigioniero politico curdo è morto dopo aver subito due decenni di prigionia

Appello per un’indagine internazionale e riferendo il caso di violazioni dei diritti umani in Iran al Consiglio di Sicurezza dell’ONU
Mohammad Mehdi Zalieh un prigioniero politico curdo e uno sportivo, quasi 46 anni, è deceduto dopo aver sofferto due decenni di prigionia e torture, nel carcere di Gohardasht il 4 giugno. E’ stato condannato al carcere a vita. Ha trascorso la sua prigionia nelle carceri di Mahabad, Oromieh e Gohardasht. Soffriva di una malattia polmonare, e la sua malattia è deteriorata a causa della terribile condizione della sezione 4 della prigione. Ma per imporre una maggiore pressione, i carnefici di Gohardasht, hanno rifiutato di fornire cure mediche per Mehdi Zalieh, e solo quando non c’era alcuna speranza, hanno trasferito il suo corpo malato in un ospedale fuori dal carcere per giustificare la sua morte.

Era il secondo prigioniero politico della sezione 4 della prigione di Gohardasht, deceduto nel corso di due ultime settimane.
Il 21 maggio, Mansour Radpour, 44 anni, un prigioniero politico e attivista dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI), dopo cinque anni di reclusione e resistendo alle più orribili torture, è morto nella prigione di Gohardasht mentre il suo corpo era interamente pestato.
Sua moglie e sua figlia sono state arrestate dopo aver protestato per la morti sospetta di Radpour.
Fare soffrire i prigionieri politici fino la morte o ucciderli con una medicina avvelenata è un metodo noto utilizzato dai mullah per eliminare i prigionieri politici.

La Resistenza Iraniana si appella a tutti gli organismi internazionali e alle organizzazioni per i diritti umani in particolare all’Alto Commissario per i Diritti Umani e del Relatore Speciale sui diritti umani per l’Iran ed ai relatori sugli arresti arbitrari e le torture per inviare una commissione di inchiesta per indagare sulla situazione dei prigionieri politici in Iran e in particolare quelli uccisi sotto tortura o privazione di cure mediche.

Questo circolo vizioso di criminalità e repressione non verrebbe fermato, se non riferendo il caso delle violazioni fondamentali dei diritti umani in Iran al Consiglio di Sicurezza dell’ONU e l’espulsione di questo regime criminale della famiglia delle Nazioni Unite.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
7 giugno 2012
 

 

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