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Ministero iracheno pone le basi per un’ulteriore repressione degli iraniani a Campo Liberty, Ashraf

Il cosiddetto Ministero iracheno dei Diritti Umani ha pubblicato una dichiarazione piena di bugie circa i residenti iraniani di Campo Ashraf e Campo Liberty in Iraq.

Con la pubblicazione di queste menzogne, il Ministero dei Diritti Umani di Nouri al-Maliki si propone di giustificare e di insabbiare i crimini commessi dal governo iracheno contro i rifugiati iraniani, e di preparare il terreno per un altro massacro. La dichiarazione è stata resa pubblica appena gli appelli internazionali per l’immediato ritorno dei residenti di Campo Ashraf sono diventati molto più forti e diffusi dopo i tre attacchi missilistici contro Campo Liberty – che hanno portato all’uccisione di 10 residenti e al ferimento di oltre 170 altri -e la mancanza delle minime garanzie di sicurezza a Campo Liberty.  La dichiarazione è stata anche resa pubblica nel momento in cui le forze irachene hanno tagliato il pompaggio di acqua, la fornitura di energia elettrica e cibo a Campo Ashraf per ordine del Primo Ministro iracheno e del regime iraniano, con l’intenzione di costringere i restanti 100 residenti a lasciare il campo e ad abbandonare le proprietà e le attività che proteggono.

Con questa misura, che costituisce un flagrante delitto contro l’umanità, il governo iracheno sta pateticamente cercando di scoraggiare coloro che sostengono che i residenti di Campo Liberty debbano tornare a Campo Ashraf.

La dichiarazione del Ministero iracheno dei diritti umani inizia con una pura menzogna per cui “il governo iracheno agisce secondo il Protocollo d’Intesa (MoU) firmato dalle Nazioni Unite, dai residenti del campo e dal governo iracheno”.

Il Protocollo d’Intesa è stato firmato solo da Martin Kobler e dal rappresentante del governo iracheno, e gli abitanti non hanno firmato né sono d’accordo con esso. Inoltre, lo stesso Protocollo d’Intesa è stato violato centinaia di volte dal governo iracheno.

Secondo il Protocollo d’Intesa, Campo Liberty è una posizione temporanea di transito e un luogo pensato per poche settimane o mesi di permanenza. Tuttavia, 18 mesi sono passati e solo il 5 per cento dei residenti sono stati trasferiti fuori dall’Iraq e non vi è alcuna prospettiva per il trasferimento di quelli restanti.

Secondo il Protocollo d’Intesa, Campo Liberty deve soddisfare gli standard dei diritti umani e umanitari, ma è chiaramente lontano dal soddisfare tali standard.

Un rapporto di un esperto dell’UNHCR del 19 gennaio 2012 – che Martin Kobler ha coperto e distorto – stabilisce che Campo Liberty non riesce a soddisfare gli standard umanitari per i rifugiati, gli standard fissati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e SPHERE.

Il cosiddetto Ministero dei Diritti Umani definisce la L’OMPI come organizzazione terroristica e aggiunge: ” Il governo iracheno ha l’obbligo di attuare la Costituzione, e non di mantenere i membri di questa organizzazione sul suolo iracheno”.

Ripetendo un’etichettatura che è stata revocata da decine di corti europee e americane, nonché dagli Stati Uniti, dal Regno Unito, dal Canada e dai 27 Stati membri dell’Unione europea, la dichiarazione non ha alcun altro scopo che ricorrere a pretesti per un altro massacro. In particolare come viene ripetuto da coloro le cui mani sono inzuppate del sangue di 74 membri dell’OMPI a Campo Ashraf e Campo Liberty, che sono stati uccisi in quattro attacchi terroristici ed a causa di un assedio disumano.

Per preparare il terreno ad un altro massacro dei residenti, l’affermazione del Ministero dei Diritti Umani cita le bugie di Martin Kobler come “violazioni dei diritti umani nel campo e vigenti restrizioni sui residenti dell’OMPI”. Questa menzogna viene utilizzata da Martin Kobler per coprire il suo ruolo criminale per sfrattare i residenti, o comunque questo Ministero dei Diritti Umani molto umano, nel 2009, ha intervistato tutti e ognuno dei residenti al di fuori di Campo Ashraf e sotto la supervisione della Croce Rossa e degli Stati Uniti, come ha anche promesso loro di lasciare Ashraf e l’OMPI. Tuttavia, solo 11 dei 3.400 residenti hanno lasciato Ashraf e se ne sono andati dall’Iraq.

La Resistenza Iraniana richiama l’attenzione delle Nazioni Unite, del governo degli Stati Uniti e dell’Unione Europea sulle subdole intenzioni del Ministero Iracheno per i Diritti Umani, e chiede loro un intervento urgente per il ritorno dei residenti a Campo Ashraf e la fornitura di misure minime di sicurezza e di misure di protezione di Campo Liberty.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

23 agosto 2013

 

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