mercoledì, Novembre 30, 2022
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Messaggio di Maryam Rajavi al seminario Italia-Iran al Senato della Repubblica

Signor Ministro Giulio Terzi, illustri Senatori e deputati, cari amici, Vi ringrazio tutti per la vostra attenzione sulla questione iraniana.

Dopo l’accordo tra il regime iraniano e i paesi 5+1 la questione dei contratti commerciali con l’Iran ha suscitato alcune domande:

• Il commercio con l’Iran, sia con le compagnie del Corpo dei pasdaran sia con altri enti che comunque sono coinvolti nel riciclaggio di denaro e nella sponsorizzazione  del terrorismo, che risultati legali e finanziari potrebbe procurare? 

• Le relazioni commerciali con l’Iran che rafforzeranno il massacro della popolazione siriana da parte del regime dei mullà, che conseguenze potranno avere per il Medio Oriente e per la sicurezza europea?

• Infine,  il commercio con il regime iraniano, vista la situazione socio-politica dell’Iran, avrà un futuro?

La verità è che il regime iraniano è ora immerso in una crisi polidimensionale. 

Prima di tutto l’instabilità finanziaria. La crisi economica iraniana non era iniziata con le sanzioni e quindi non finirà con la fine di queste. Perciò nonostante la revoca della gran parte delle sanzioni e il raddoppio dell’esportazione del petrolio, oggi la stagnazione economica e la conseguente disoccupazione si sono approfondite. Una parte importante del sistema bancario del paese è fallita e le spese del Corpo dei pasdaran, per le operazioni interne e per la guerra in Siria, divorano buona parte del reddito nazionale. Il caos delle decisioni, l’instabilità e la mancanza di sicurezza giuridica non fanno prevedere alcuna  garanzia sistematica per il commercio e gli investimenti in Iran.

Secondo, l’instabilità dovuta al coinvolgimento del regime iraniano nella guerra siriana e le operazioni guerrafondaie e terroristiche in Iraq e Yemen e in altre zone risucchiano il regime nella palude mediorientale. Queste guerre hanno trascinato il regime dei mullà in uno stato di perpetua tensione in instabilità.

Terzo, l’instabilità del regime nasce dai conflitti tra le varie correnti dello stesso regime. E questo  parallelizza il governo di Rouhani. In tutto il paese oltre 80 mila progetti iniziati sono stati  abbandonati. Ogni corrente spende la maggior parte delle proprie energie contro l’altra. 

Quarto, l’instabilità deriva dall’accerchiamento provocato al regime dal malcontento diffuso nel paese, che quotidianamente si esprime nei movimenti e raduni di protesta di lavoratori, insegnanti, studenti e di tutti i ceti della società. 

I mullà per  imbrigliare le continue proteste effettuano impiccagioni pubbliche. Recentemente il vice ministro degli Esteri nei riguardi dei negoziati con l’Unione Europea ha dichiarato che “l’impiccagione è la nostra linea rossa e noi non la possiamo abbandonare”. 

In questa situazione il commercio con il regime dei mullà:

• impoverisce economicamente la popolazione iraniana e politicamente la espone alla repressione, perché sostiene i pasdaran;  

• fomenta e intensifica le guerre dei mullà in Medio Oriente e alimenta l’insicurezza nel mondo, soprattutto mina la sicurezza dell’Europa e sollecita il flusso dell’immigrazione;

• non ha alcun futuro;

• una politica corretta e lungimirante è che la comunità internazionale, soprattutto i governi occidentali, prenda le distanze dal regime teocratico iraniano che è  guerrafondaio e fonte di instabilità e che  riconosca la Resistenza Iraniana per la libertà e la democrazia in Iran.

Vi ringrazio tutti.

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