lunedì, Febbraio 6, 2023
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Maryam Rajavi: “Gli attacchi terroristici di Parigi sono fondamentalmente incoerenti con l’Islam che difende la tolleranza e la coesistenza pacifica”

Onorevoli Rappresentanti, Onorevole Sindaco, Cari Amici,

mi felicito con tutti voi per questo 2015 e vi auguro successo, prosperità e salute.

Voglio anche porgere i miei migliori auguri a nostri cari concittadini della Val d’Oise ed in particolare ai nostri cari vicini di Auvers-sur-Oise. Porgo anche i miei migliori auguri al popolo della Francia, ai miei compatrioti in Iran e ai residenti di Camp Liberty per la vittoria della libertà e della democrazia sul fascismo religioso.

Mi auguro che quest’anno sia un anno di pace e di tolleranza per i popoli di tutto il mondo.

Sono molto addolorata che nei primi giorni del Nuovo Anno, Parigi sia stata bagnata di sangue dai crudeli e sanguinosi attacchi contro Charlie Hebdo ed altre vittime.

Ci auguriamo tutti che attraverso la nostra solidarietà e l’unione di tutte le forze democratiche, possiamo trasformare quest’anno nell’anno della sconfitta del terrorismo, del fondamentalismo e dell’estremismo che agisce sotto la bandiera dell’Islam, sia in Medio Oriente, che in Francia, che in tutto il mondo.

La Resistenza Iraniana, che ha visto 120.000 dei suoi membri perdere la vita nella lotta contro il fascismo religioso, è vicina alle famiglie delle vittime.

Questo crimine abominevole ha una caratteristica particolare: l’assassinio selvaggio di scrittori e giornalisti in nome dell’Islam. Per questa ragione, a nome del popolo iraniano e della Resistenza, io condanno questo crimine in maniera categorica ed affermo, come musulmana, che la religione dell’Islam e la condotta del suo grande Profeta rifiutano tali atti di barbarie.

Oggi il popolo della Francia ha tenuto un’enorme manifestazione di solidarietà, alla quale anche noi abbiamo partecipato, e noi esprimiamo loro la nostra solidarietà.

François Holland, Presidente della Francia, ha detto: “Oggi Parigi è la capitale del mondo”.

Laurent Fabius, Ministro degli Esteri francese ha detto: “Parigi sarà la capitale mondiale della resistenza contro il terrorismo e della difesa della libertà”.

Sì, hanno tutti condannato ad una sola voce il fondamentalismo sotto la bandiera dell’Islam.

I fondamentalisti combattono contro la democrazia, la libertà e la luce per imporre la tirannia e le tenebre. Ma non ci riusciranno.

E’ stato solo Khomeini che ha posto le basi per un simile terrorismo e una tale barbarie nel nostro tempo, attraverso la scioccante ed incredibile fatwa contro Salman Rushdie e i suoi editori. La sua concezione è divenuta la fonte del male che ora ha inzuppato le nazioni del Medio Oriente di sangue e tragedia e che, il 7 Gennaio, ha violentemente colpito Parigi e i valori della Repubblica di Francia.

Davvero l’esistenza del potere del terrore, della barbarie e del fondamentalismo a Tehran è la forza trainante di tutte le correnti estremiste che invocano il nome dell’Islam.

Chi ha reso pratica comune la lapidazione, l’amputazione degli arti e persino l’estrazione degli occhi? Il regime dei mullah in Iran!

Ora gli esponenti del regime sono rimasti in silenzio di fronte a questo crimine odioso. Tutti loro, dal portavoce del parlamento al leader dalla preghiera del venerdì, vogliono sfruttare questo crimine terroristico per ricattare e fare accordi, chiedendo alla Francia di cambiare la sua politica in Siria e di appoggiare la dittatura di Assad se vuole salvaguardare la sua stessa sicurezza.

Cari Amici,

per ciò che riguarda l’Iran e la regione mediorientale, l’anno scorso è stato tumultuoso.

In patria, la cosiddetta “avventura moderata” è miseramente fallita, con:

1200 esecuzioni negli ultimi 18 mesi

Un’ondata di aggressioni con l’acido contro le donne

Una valanga di disoccupazione e aumento dei prezzi 

E la consegna delle ricchezze della nazione al dittatore siriano

Perciò dobbiamo ancora una volta ricordare le sagge parole del leader della Resistenza Iraniana Massoud Rajavi: “Una vipera non dà mai alla luce una colomba”, cioè “il fascismo religioso non può portare la moderazione”.

Circa 14 anni fa, alcuni pensavano che se avessero fatto delle concessioni a questo nemico dell’umanità, si sarebbe moderato.

Tutti voi ricordate l’enorme caso montato contro la Resistenza Iraniana in Francia. Abbiamo visto il gravissimo attacco del 17 Giugno 2003, la persecuzione, le pressioni e tutte le accuse che seguirono.

Fortunatamente siamo rimasti fermi e orgogliosi. Abbiamo imparato una grande lezione politica: quando i governi occidentali definiscono terrorista ed opprimono il movimento musulmano più grande, ben organizzato e terribilmente anti-fondamentalista e anti-terrorista ed impiegano le risorse della loro polizia, nonché gli apparati politici e giudiziari contro di esso, il fondamentalismo islamico, l’estremismo e il terrorismo che ne scaturiscono, trovano spazio per crescere e manovrare.

Fortunatamente nel 2014, la magistratura francese ha chiuso il caso del 17 Giugno 2003 contro la Resistenza Iraniana. Ma in seguito a questo i mullah hanno presentato appello, ma hanno fatto un errore madornale perché hanno presentato il loro appello a nome di una persona morta nove anni prima.

Come ha scritto il giornale “Le Canard Enchaîné”: “Alla Corte di Appello di Parigi dobbiamo dire ai morti di risorgere”.

Cari Amici,

nel 2014 l’ascesa dell’ISIS ha creato un problema internazionale. Da un punto di vista ideologico l’estremismo sotto la bandiera dell’Islam, che minaccia oggi l’intera regione, è un prodotto del regime iraniano, il quale sta cercando di diffonderlo da 36 anni.

Il regime iraniano e i suoi governi complici in Iraq e Siria, opprimendo e massacrando il popolo ed emarginando i sunniti, ha aperto la via alla crescita e all’espansione dell’estremismo in quei paesi. E ora i mullah al potere in Iran stanno cercando di approfittare della lotta contro l’estremismo per sconfiggere la loro crisi. La loro lobby parla continuamente della necessità di includere il regime iraniano nella coalizione mondiale contro l’ISIS.

Come ha detto Massoud Rajavi: “La dittatura religiosa e terrorista al potere in Iran, è la fonte della tensione, dell’esportazione del terrorismo e dell’arretratezza di quella regione del mondo”.

Cari Amici, 

vi avverto in particolare del fatto che il regime iraniano è la maggiore fonte di instabilità della regione e che la sua cacciata da Iraq e Siria è indispensabile per la stabilità regionale. La forza terroristica Qods e le milizie affiliate al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche sono impegnate quotidianamente in atrocità in Siria e Iraq, come il massacro di sunniti in Iraq. Guardate i rapporti di Amnesty International e delle maggiori agenzie di stampa. I funzionari curdi iracheni dicono che queste milizie si comportano proprio come l’ISIS e persino peggio. Sono esperti di omicidi, incendi e saccheggi.

C’è un’unica soluzione a questa tragedia: combattere la fonte principale di questa crisi, cioè il regime iraniano.

Molto è stato detto sull’estremismo sotto la bandiera dell’Islam.

Ma poco viene detto sulla soluzione intellettuale, culturale ed essenziale al fondamentalismo.

Qual’è l’antitesi? Un Islam democratico e tollerante.

In Iran, che è ora il fulcro del fondamentalismo e il vanto di un califfato reazionario sotto la bandiera dell’Islam, questa soluzione è rappresentata dai Mojahedin del Popolo Iraniano. Essi rappresentano un Islam che rifiuta il dispotismo e l’obbligo nella religione.

Un Islam che vede nel voto popolare una fonte di legittimità, legge e rispetto dei diritti dei cittadini.

Un Islam che considera l’uccisione di una persona innocente equivalente all’uccisione dell’umanità intera.

Due settimane fa abbiamo celebrato la nascita di Gesù Cristo. E questa settimana celebriamo la nascita del Profeta Maometto.

Considerando questi due giorni cruciali, devo sottolineare la coesistenza pacifica tra i seguaci di diverse religioni.

Davvero, lo scopo principale è la tolleranza, la libertà e la pace. Quelli che diffondono il dispotismo e la crudeltà dietro la facciata dell’Islam, sono i peggiori nemici dell’Islam.

Quelli che massacrano i giornalisti con il pretesto di difendere il Profeta dell’Islam, non hanno nessuna cognizione dell’Islam.

Né il rapimento delle studentesse in Nigeria, o l’omicidio dei bambini in Pakistan, o le impiccagioni quotidiane di detenuti, o gettare acido sulle donne in Iran, o decapitare i cittadini occidentali, né la pulizia etnica dei sunniti in Iraq o gli attacchi di Parigi hanno niente a che fare con l’Islam.

Cari Amici,

voglio approfittare di questa opportunità per chiedere a tutti i cittadini della Francia e a tutte le nazioni occidentali di trasformare questa solidarietà in una solidarietà mondiale contro la barbarie fondamentalista e la brutalità sotto la bandiera dell’Islam, il cui fulcro è il regime in Iran. Dovranno combattere la teocrazia al potere in Iran la quale fornisce l’ispirazione, i finanziamenti economici e le armi agli estremisti, sia sciiti che sunniti.

All’interno di questo fronte di solidarietà mondiale, il popolo iraniano e i popoli dei paesi musulmani occupano un posto speciale.

Voglio anche rivolgermi ai musulmani in Francia e in tutto il mondo perché sostengano questo fronte unito contro il fondamentalismo islamico, in particolare contro il regime del velayat-e faqih al potere in Iran.

Le basi per la formazione di questo fronte sono semplici ma fondamentali: il rifiuto della dittatura religiosa, il rifiuto della discriminazione religiosa, il rifiuto di qualunque utilizzo della forza o della violenza sotto la bandiera di una religione e la lotta al regime iraniano in quanto nemico principale delle nazioni della regione.

Questo messaggio ha la straordinaria capacità e il potere di porre fine una volta per tutte all’estremismo sotto la bandiera dell’Islam, perché è fondato sui desideri e sulla fede della maggioranza quasi unanime dei musulmani.

Devo anche parlare della terribile condizione degli abitanti di Ashraf a Camp Liberty, in Iraq.

Nei mesi scorsi il regime dei mullah e i suoi complici iracheni hanno inasprito l’assedio ai Mojahedin del Popolo che dura ormai da sei anni. Queste pressioni sono la reazione dei mullah all’antitesi del fondamentalismo, perché i Mojahedin credono in un Islam vero e tollerante e stanno lottando per la creazione di una repubblica basata sulla sovranità popolare e sulla separazione tra religione e stato.

Voglio chiedere a ciascuno di voi, grandi amici di Ashraf, di incoraggiare la leadership francese a mettersi a capo di una nuova iniziativa per porre fine al disumano assedio a Camp Liberty.

Mi scuso per aver parlato tanto, ma non posso esimermi dall’esprimere il mio apprezzamento per la lunga amicizia, solidarietà e appoggio dei nostri cari amici francesi nei confronti dei miei compagni di lotta a Liberty.

A nome del popolo iraniano vi ringrazio dal profondo del mio cuore e vi auguro ancora il meglio per questo Nuovo Anno.

 

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