martedì, Dicembre 6, 2022
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Manifestazione di migliaia di iraniani a Washington D.C. di fronte al Dipartimento di Stato

Appello per la cancellazione dell’ingiusta etichettatura contro i Mojahedin del popolo e per impedire una catastrofe umanitaria ad Ashraf

Migliaia di iraniani provenienti da 41 Stati degli USA hanno dato luogo, il 26 agosto, ad un corteo di fronte al Dipartimento di Stato a Washington in cui hanno chiesto l’immediata cancellazione dei Mojahedin del popolo, gruppo principale d’opposizione al regime iraniano, dalla lista dei gruppi terroristici degli USA e la garanzia della protazione per i residente del Campo Ashraf. Tra i manifestanti erano presenti centinaia di docenti universitari, ricercatori e molti medici specializzati.
Nella manifestazione, moderata dall’On. Patrick Kennedy, il figlio del compianto senatore Eduard erano presenti e preso parola molte personalità, tra cui Louis Freeh già responsabile dell’Ufficio centrale di indagini FBI (1993-2001), Ed Rendell,  già presidente del partito Democratico e governatore della Pennsylvania (2003-2011), John Sano, già primo vice della sezione operativa CIA, colonnello Wesley Martin (Ret.), già comandante dell’anti terrorismo delle forze alleate in Iraq e comandante delle forze per la tutela di Ashraf. Gli oratori, tutti hanno affermato che ogni indugio nel depennamento dei Mojahedin del popolo dalla lista nera non ha alcuna giustificazione. 
Brian Binley deputato conservatore della Camera dei comuni britannica ha presentato i 4000 rappresentanti dei vari parlamenti di ogni parte del globo, tra cui numerosi membri dei ambedue rami del Parlamento britannico che chiedevano la cancellazione dei Mojahedin del popolo dalla lista dei gruppi terroristici degli USA.

 La signora Maryam Rajavi, presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana è intervenuta da Parigi, via satellitare e indiretta ha detto: “passa più di un anno dalla sentenza della Corte d’Appello di Washington in cui ordina al Dipartimento di Stato di revisionare l’inserimento dei Mojahedin del popolo. Il prezzo del ritardo viene pagato dal popolo iraniano e dalla sua resistenza organizzata e con il sangue. I prigionieri politici, come Ali Saremi e quei 36 eroi della libertà caduti ad Ashraf su ordine di velayat-e faghih ( capo supremo religioso ), ne sono solo una parte. I mullà criminali di Teheran e il governo iracheno al soldo dei mullà si giustificano palesemente che l’inserimento nella lista. Perci? il popolo iraniano chiede agli Stati Uniti d’America  perché non abolisce la licenza del massacro dei suoi figli? … questo scandaloso inserimento definisce il fronte dei difensori del regime iraniano e quello della libertà e democrazia”.

Leader della Resistenza Iraniana ha aggiunto: “. E chiaro che gli Stati Uniti d’America hanno le responsabilità specifiche nei riguardi di ogni singolo membro del Campo Ashraf, con i quali hanno firmato l’impegno.  Cosi come hanno confermato i membri del Congresso, l’Amministrazione statunitense è responsabile di eventuale catastrofe  ad Ashraf”.
I rappresentanti delle comunità iraniane e centinaia di iraniani residenti negli USA che hanno i loro parenti ad Ashraf hanno lanciato il monito sulla possibilità del nuovo massacro dei residenti di Ashraf da parte del governo iraniano. Questi hanno rammentato che l’inserimento del nome dei Mojahedin del popolo nella lista nera del Dipartimento di Stato è stato un atto politico di compiacimento al regime dei mullà ed è un serio ostacolo al cambiamento democratico in Iran, mentre l’onda del cambiamento arriva ogni parte del Medio Oriente. Non ci sono alcuna giustificazione per continuare questa politica completamente fallita.

Diritti umani e Democrazia internazionali

 

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