martedì, Novembre 29, 2022
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Manifestazione degli iraniani-americani contro Rouhani fuori dal Palazzo dell’ONU

Reportage fotografico dell’Associated Press sulla manifestazione di migliaia di irano-americani contro la presenza di Hassan Rouhani alle Nazioni Unite di New York il 28 Settembre 2015.

Un manifestante, che indossa una grossa maschera con le sembianze del presidente iraniano Hassan Rouhani, partecipa alla protesta anti-Rouhani fuori dalla sede delle Nazioni Unite prima del discorso del leader iraniano alla 70a sessione dell’Assemblea Generale dell’ONU, lunedì 28 Settembre 2015 a New York. (Foto AP/Jason DeCrow)

Mort Zadeh, di Indianapolis, al centro, grida durante la manifestazione contro il presidente iraniano Hassan Rouhani prima del discorso del leader iraniano alla 70a sessione dell’Assemblea Generale dell’ONU, lunedì 28 Settembre 2015 a New York. (Foto AP/Jason DeCrow)

La manifestazione degli irano-americani nei pressi delle Nazioni Unite

Associated Press

NEW YORK (AP) – I manifestanti irano-americani hanno detto lunedì che l’attuale regime al potere nel paese ha giustiziato circa 2000 dissidenti in meno di due anni, rendendo quella dei diritti umani una questione-chiave nelle relazioni Stati Uniti-Iran.

A migliaia di sono riuniti in Dag Hammerskjold Plaza, fuori dalle Nazioni Unite, proprio mentre il presidente iraniano Hassan Rouhani si accingeva a parlare all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

I manifestanti vogliono destituirlo.

“Noi vogliamo dimostrare che il regime iraniano non è solo una minaccia per la comunità internazionale, ma anche una minaccia per il popolo dell’Iran”, dice Ben Borhani, studente all’Irvine Valley College nella California del sud.

Borhani ha sottolineato che le esecuzioni spesso seguono arresti compiuti con “accuse arbitrarie di traffico di droga. …. La maggior parte delle volte, queste persone sono prigionieri politici”.

La diaspora iraniana sta esaminando l’accordo con l’Iran appena approvato dal Congresso, che alleggerirà le sanzioni economiche in cambio di restrizioni sul programma nucleare iraniano.

Bill Richardson, ex-ambasciatore americano all’ONU, che ha parlato alla manifestazione, dice di appoggiare la parte sul nucleare dell’accordo, ma che è molto preoccupato per una possibile escalation degli armamenti. Richardson dice che con la rimozione delle sanzioni, l’Iran avrà più denaro per comprare armi che potrebbero essere usate in Siria e Yemen, nonché per Hamas ed Hezbollah, due gruppi che vogliono la distruzione di Israele.

La manifestazione di lunedì è stata indetta dall’Organizzazione delle Comunità Irano-Americane e dal Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana.

Borhani dice che vorrebbe vedere “una vera democrazia”, nella quale gli iraniani possano esprimersi liberamente.

La Presidente eletta del parlamento iraniano in esilio con sede a Parigi, Maryam Rajavi, ha rilasciato una dichiarazione che sollecita l’espulsione degli illegittimi rappresentanti del regime di Rouhani dalle istituzioni internazionali.

Rouhani fa parte di un regime la cui sopravvivenza è garantita solo dalle esecuzioni quotidiane, dalla tortura dei prigionieri, dalla repressione delle donne e dal saccheggio delle ricchezze del popolo, nonché dal terrorismo e dalla distruzione della regione”, ha detto.

 

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