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L’UNHCR esprime la sua preoccupazione per la sicurezza degli iraniani a Camp Liberty

Comunicato emesso dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati il 19 Luglio 2013:

I residenti di Campo Nuovo Iraq (già Campo Ashraf) e le procedure per la soluzione dei loro casi

L’UNHCR ha espresso una continua, profonda preoccupazione per la sicurezza e l’incolumità dei residenti del Luogo di Transito Temporaneo (TTL) di Hurriya dopo il secondo mortale attacco del 15 Giugno. l’UNHCR ribadisce l’urgente necessità di una maggiore protezione fisica, chiedendo al Governo dell’Iraq di fare tutto ciò che è in suo potere per garantire la sicurezza dei residenti. Appellandosi alle loro preoccupazioni per la sicurezza a seguito dei  due attacchi a Camp Hurriya, molti residenti hanno deciso di non partecipare alle interviste programmate con l’UNHCR riguardanti i loro casi.

Ciononostante, sulla base del Memorandum di Intesa siglato dalle Nazioni Unite e dal Governo dell’Iraq il 25 Dicembre 2011 sulla situazione dei residenti di Campo Nuovo Iraq, l’UNHCR continua a valutare le richieste dei residenti che si sono trasferiti, volontariamente, a Camp Hurriya impegnandosi con l’UNHCR.

I residenti del campo che hanno presentato richiesta di protezione internazionale sono formalmente richiedenti asilo secondo le leggi internazionali. In assenza di un sistema di valutazione nazionale in Iraq, l’UNHCR sta considerando queste richieste su base individuale con una procedura adeguata. Si stanno svolgendo interviste individuali – con coloro che si sono impegnati a parteciparvi – in una località sicura e neutrale ed in totale riservatezza. La trasmissione negli Stati Uniti dei casi di coloro che necessitano di determinata protezione internazionale, è in corso. In attesa della loro risistemazione fuori dall’Iraq, i residenti sono in transito a Camp Hurriya dove le loro richieste vengono valutate, come previsto nel succitato Memorandum di Intesa.

Le leggi internazionali prevedono che i richiedenti asilo debbano poter beneficiare della protezione fondamentale dela loro sicurezza ed incolumità. Ciò comprende la protezione contro ogni espulsione o ritorno alle frontiere di territori nei quali le loro vite o la loro libertà verrebbe minacciata (principio del non-refoulement) e di un trattamento secondo gli standards umanitari fondamentali, tra cui, principalmente, la loro sicurezza. La responsabilità primaria nell’assicurare il rispetto di questi standards spetta al Governo dell’Iraq. La libertà di circolazione è la condizione più auspicabile durante lo svolgimento di questo processo.

L’UNHCR, insieme al Governo dell’Iraq, all’UNAMI e agli altri attori coinvolti, compresa soprattutto la comunità internazionale, resta impegnato a fare la sua parte per trovare soluzioni pacifiche a questo annoso problema. Di conseguenza, UNHCR ed UNAMI stanno continuando con i loro sforzi congiunti per trovare soluzioni, comprese le opportunità di risistemazione, per i residenti che desiderino lasciare l’Iraq. A tutt’oggi un totale di 135 residenti e partito verso altri paesi.

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