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L’UNAMI: Fino a che non ci sarà la rimozione dalla lista negli U.S.A., la risistemazione dei residenti di Liberty in paesi terzi non sarà praticabile

La Resistenza Iraniana chiede alle Nazioni Unite di dichiarare Liberty un campo per rifugiati e all’UNHCR di assumerne il controllo
L’Iraq si rifiuta di far trasferire le proprietà, i veicoli di servizio, le roulottes e i veicoli accessibili ai disabili del quinto gruppo

Mercoledi 16 Maggio, il comandante iracheno responsabile del trasferimento dei residenti di Ashraf a Liberty e il rappresentante del governo iracheno, in presenza dei rappresentanti dell’UNAMI, ancora una volta hanno ripetuto ai rappresentanti di Ashraf di non essere disposti a trasferire a Liberty tre veicoli e sei roulottes per pazienti paraplegici, sei autobotti per l’acqua, cisterne per il carburante e per i liquami appartenenti al quinto gruppo a altre loro proprietà, ma solo il cibo. Hanno detto anche che il cibo deve essere tenuto fuori dai containers e messo sul pianale dei rimorchi. I rappresentanti dell’UNAMI hanno detto che da ora in poi il governo iracheno non permetterà ai residenti di portare i loro beni con i loro containers e che nessun container potrà uscire da Ashraf.
Prima del trasferimento del quinto gruppo, le autorità irachene avevano acconsentito al trasferimento di sei cisterne, ma con una manovra predatoria le hanno fatte tornare indietro a metà strada da Liberty. Il comandante iracheno aveva anche promesso, in presenza dei rappresentanti dell’UNAMI, che immediatamente dopo il trasferimento del quinto gruppo 25 rimorchi sarebbero tornati ad Ashraf il 7 Maggio per trasferire il resto delle proprietà del gruppo.
Il governo iracheno si è anche opposto al ritorno ad Ashraf di due containers di articoli come: apparecchiature elettriche ed elettroniche, computers, stampanti, macchine fotocopiatrici, amplificatori, parabole satellitari ecc. Questi due containers erano stati trasferiti circa tre settimane fa nella zona di carico, ma le forze irachene si ertano rifiutate di trasferirli. Alcune cose sono state danneggiate dal caldo che arriva a 40°C e altre sono state rubate.
Il comandante iracheno in risposta alle proteste dei residenti in merito ai commercianti iracheni mandati via senza averli fatti entrare ad Ashraf, ha detto che nessuno può entrare ad Ashraf per acquistare qualunque cosa a meno che non abbia l’autorizzazione scritta del comandante in capo delle forze militari rilasciata dall’ufficio del Primo Ministro, e nessun accordo è stato fatto dal comitato nominato dal Primo Ministro sulla vendita delle proprietà.
Riguardo alla centrale elettrica di proprietà dei residenti, alla quale gli viene negato l’accesso da più di un mese, il rappresentante del governo iracheno ha detto che, nonostante abbiano i documenti di proprietà per il luogo e i generatori, il dipartimento dell’energia della provincia di Diyala dice che la centrale appartiene a loro. Quindi non potete usarla. E questo in un momento in cui, in vista della stagione calda, i residenti hanno assolutamente bisogno di avviare i generatori per poter far funzionare gli apparecchi refrigeratori.
Nonostante sia più di un anno che non arrivi carburante ad Ashraf, il rappresentante del governo iracheno respinge le richieste dei residenti di consentire l’arrivo del carburante per avviare i generatori per poter conservare il cibo, per assistere i pazienti e per i luoghi delle persone disabili, e ha detto che Ashraf non ha bisogno di carburante.
Sfortunatamente i rappresentanti dell’UNAMI chiudono gli occhi di fronte a tutte queste misure illegali e disumane del governo iracheno che sono chiaramente in violazione delle lettere del Rappresentante Speciale del 28 Dicembre 2011, del 15 Febbraio, del 16 Marzo e del 21 Aprile 2012 e delle disposizioni del MOU stipulato tra le Nazioni Unite e il governo iracheno, e non protestano per questo comportamento. Inoltre mentre questa delegazione sottolineava che fintanto che l’OMPI rimarrà nella lista delle organizzazioni terroristiche nessun Paese sarà disposto a risistemare i residenti di Liberty, allo stesso tempo voleva discutere del trasferimento del sesto gruppo di residenti. Ma i rappresentanti dei residenti hanno detto che fintanto che tutti gli accordi riguardanti il trasferimento del quinto gruppo non verranno attuati in pieno, non sono disposti a discutere del trasferimento di un sesto gruppo.
In un’altra occasione Sadeq Mohammad Kazem, il rappresentante del governo iracheno a Liberty, citato in giudizio dalla Corte spagnola per i massacri dei residenti di Ashraf del Luglio 2009 ed Aprile 2011, ha detto ai rappresentanti dell’UNAMI, che non avrebbe permesso neanche ad un metro delle reti che i residenti hanno comprato due mesi fa per fare i tendoni parasole per i containers, di entrare el campo.
Considerando che sono già quattro mesi che i membri dell’OMPI sono a Liberty, nonostante gli standards umanitari riconosciuti come minimi e il rispetto dei diritti umani non esistano in questo campo, e considerando che non c’è una prospettiva a breve termine per il trasferimento dei residenti presso paesi terzi, la Resistenza Iraniana chiede alle Nazioni Unite di dichiarare Camp Liberty un campo per rifugiati e all’UNHCR di assumerne il controllo e di non permettere al governo iracheno di imporre limitazioni disumane e repressive nei confronti dei residenti per conto del regime iraniano e con la scusa del luogo di transito temporaneo.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
17 Maggio 2012

 

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