venerdì, Febbraio 3, 2023
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«Gli iraniani sono in grado di riportare la democrazia nel Paese»

OSVALDO MIGOTTO

Parla Farideh Karimi, membro della Commissione Esteri del Consiglio Nazionale della Resistenza iraniana, organizzazione che riunisce gruppi e personalità iraniane all’estero che si battono per la democrazia in Iran

Domani a Parigi si svolge un grande raduno di iraniani residenti all’estero con il quale si vuole ribadire il sostegno a una svolta democratica nel Paese degli ayatollah. Abbiamo sentito il parere di Farideh Karimi, membro della Commissione Esteri del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (una sorta di parlamento in esilio ndr), sulle aspettative degli iraniani che si battono per la democrazia. La Signora Karimi vive in esilio in Francia.

 

Signora Karimi i rapporti tra il regime iraniano di Ahmadinejad e la comunità internazionale sono molto tesi. Come vede il futuro del suo paese?

«La signora Maryam Rajavi (designata futuro presidente dell’Iran libero dal Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana ndr), ha detto che noi non abbiamo bisogno né di questo regime, né dell’ ingerenza di potenze straniere, in quanto il popolo iraniano è capace da solo di portare avanti il cambiamento in Iran; l’importante è che ci lascino liberi di agire. Finora la resistenza iraniana è per così dire rimasta paralizzata, in quanto  l’Unione europea ha messo i Mojaheddin sulla lista dei gruppi terroristici, bloccando così la loro capacità operativa ».

E dunque cosa chiedete all’Unione europea?

«Avrà sentito che recentemente un tribunale in Gran Bretagna ha stabilito la cancellazione dei Mojahedin dalla lista dei gruppi terroristici. Ora attendiamo che l’Unione europea faccia la stessa cosa, visto che  l’inserimento dei Mojahedin sulla lista dei gruppi terroristici era avvenuto proprio su richiesta del RegnoUnito ».

Attualmente che tipo di rapporti esistono tra la vostra organizzazione e l’UE?Avete dei contatti diretti?

«Siamo in attesa che si apra un dialogo con ivertici UE, in quanto noi abbiamo sempre avuto delle buone relazioni con il parlamento europeo e con i parlamenti di vari paesi del mondo. LaSignora Rajavi è stata invitata diverse volte dal parlamento europeo, da quello britannico e da quelli di altri Paesi ».

A cosa è dovuto secondo lei il fatto che la vostra organizzazione ha delle buone relazioni con il Parlamento europeo ma non con il Consiglio e la Commissione UE?

«Purtroppo bisogna dire che non sempre i diritti umani e i diritti democratici sono al centro dell’attenzione; sono piuttosto l’economia  e il petrolio che muovono le scelte dei politici. Dunque per i rappresentanti del popolo, ossia i parlamenti, i diritti umani e i diritti democratici rappresentano una priorità, mentre i governi hanno altri parametri di valutazione ».

Alivello internazionale chi profitta del commercio del petrolio iraniano in questo momento?

«Purtroppo bisogna dire tutti. Perchè il regime iraniano è ancora al potere? Perchè indirettamente riceve l’appoggio di diversi Paesi europei. In questi anni Teheran ha avuto buone relazioni economiche con Paesi quali l’Italia, la Francia e la Gran Bretagna. Fortunatamente in Francia con l’arrivo al potere di Sarkozy le cose sono molto cambiate e credo che diciò il regime iraniano non si acontento.Ma il popolo iraniano apprezza molto la svolta di Sarkozy che ha preso una posizione più critica nei confronti di Teheran ».

Come giudica le relazioni tra la Svizzera e l’Iran?

«Io credo che la consigliera federale Calmy-Rey in occasione del suo recente viaggio in Iran si èmessa nel torto per il suo atteggiamento nei confronti delle autorità di Teheran.
Noi donne iraniane siamo rimaste scioccate dalla sua decisione di andare in Iran per stringere accordi e perilfatto che si èmessa anche il foulard durante la sua visita nel nostro Paese. L’accento avrebbe dovuto essere messo sulla questione dei diritti umani ».

Cosa dovrebbe fare la comunità internazionale per favorire una svolta in Iran?

«Siamo convinti che il cambiamento rientri nel dovere degli iraniani. Ma gli europei e gli americani possono aiutarci molto sostenendoci.
In particolare chiediamo che i governi europei non aiutino in nessun modo il regime. Occorre un’offensiva globale contro gli uomini al poterea Teheran».

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