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L’Europa teme un massacro

Di James Morrison

 Washington Times, 28 ottobre – Struan Stevenson, membro eminente del Parlamento Europeo, sembrava disperato nel chiedere all’amministrazione Obama di impedire una catastrofe umanitaria presso gli Iraniani esiliati in Iraq. L’America lascia dietro di sé il più grande disordine che io abbia mai visto. Ha dichiarato ad Embassy Row questa settimana, deplorando la decisione del Presidente Obama di ritirare le truppe statunitensi da qui alla fine dell’anno.

Stevenson, che si è recato spesso in Iraq, sottolinea la debolezza del governo iracheno, le altissime tensioni settarie, e il fatto che l’Iran sia sul punto di trasformare l’Iraq in uno Stato satellite.
Pertanto, egli è preoccupato principalmente per la sorte dei 3400 oppositori disarmati, che vivono in un vecchio campo militare, a circa 60 km a nord di Baghdad.

Il primo ministro iracheno, Nouri al-Maliki, considera gli esiliati come terroristi ed ha ordinato la chiusura del campo da qui alla fine dell’anno.

Struan Stevenson, presidente della Delegazione per le relazioni con l’Iraq, in seno al Parlamento Europeo, così come 120 altri membri della branca legislativa dell’UE, hanno fatto esplicita e formale richiesta, questa settimana, alle Nazioni Unite e agli USA, di premere su al-Maliki affinché ritardi la chiusura del campo di Ashraf.

Stevenson ha spiegato che il rappresentante dell’ONU ha bisogno di più tempo per prepararsi al trasferimento degli esiliati iraniani verso un altro Paese, temendo che Maliki finisca per deportarli in Iran, o per giustiziarli.

Queste persone finiranno per essere massacrate. Ha affermato Stevenson.

Gli esiliati rappresentavano l’ala militare della resistenza iraniana finché le forze americane li disarmarono nel 2003, dopo l’invasione dell’Iraq. Gli Stati Uniti e l’ONU hanno riconosciuto gli esiliati come persone protette in virtù delle Convenzioni di Ginevra, al fine d’impedirne la deportazione.

Questa dichiarazione tuttavia, ha perso ogni importanza quando le forze americane hanno trasferito il controllo del campo di Ashraf al governo iracheno, nel 2009.

Stevenson ha comunque fatto appello al Segretario di Stato Hillary Rodham Clinton: Noi le chiediamo di fare una dichiarazione pubblica, che sia critica nei confronti di Maliki, affinché questi lasci fare all’ONU il suo lavoro. Ha dichiarato.

Maliki usa la designazione del Dipartimento di Stato degli esiliati come terroristi, per giustificare la chiusura del campo.

Gli esiliati, noti come Organizzazione dei Mujaheddin del Popolo dell’Iran (OMPI), sono stati inseriti nella lista delle organizzazioni terroriste internazionali dal Dipartimento di Stato nel 1997, per soddisfare una richiesta di capitale importanza dell’Iran, che la presentava come condizione preliminare ad un’apertura di dialogo con gli Stati Uniti.

Essi rappresentano un’organizzazione terrorista sena alcuna base legale. Ha detto al-Maliki all’agenzia Reuters questo mese. E attaccano l’Iran.

Le forze irachene hanno attaccato i residenti disarmati del campo di Ashraf a più riprese, uccidendo 31 persone e ferendone 320, durante il loro ultimo assalto avvenuto lo scorso aprile.

Il Dipartimento di Stato ha accusato la resistenza di aver ucciso alcuni cittadini americani negli anni ’70, durante i sollevamenti contro lo Shah.

I simpatizzanti della resistenza lamentano la trasgressione del Dipartimento di Stato di un’ordinanza della Corte degli Stati Uniti, la quale prevede di rivedere lo status della resistenza iraniana, dal momento in cui l’Unione Europea ha ritirato il nome di questo gruppo dalla propria lista delle organizzazioni terroriste.

Nonostante questo, il gruppo riceve un largo sostegno dal Congresso, dove numerosi membri hanno chiesto che venga radiato dalla lista.

Allo stesso modo, diversi ex responsabili provenienti da amministrazioni repubblicane e democratiche, apportano la loro difesa ai Mujaheddin. Fra questi, Tom Ridge, ex Segretario di Stato alla Sicurezza del Territorio durante la presidenza Bush (junior), e Howard Dean, ex Presidente del Partito Democratico.

I simpatizzanti hanno organizzato un forum, venerdì, per discutere sui modi necessari ad impedire quello che loro chiamano massacro imminente al campo di Ashraf. Tra gli oratori si rilevavano Dell L. Dailey, coordinatore per l’antiterrorismo al Dipartimento di Stato sotto Bush; il Generale (in pensione) Hugh Shelton, capo di stato maggiore dell’esercito sotto Clinton e il Generale William Wallace (anche lui in pensione), che ebbe in carico il campo di Ashraf dopo l’invasione dell’Iraq.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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