lunedì, Dicembre 5, 2022
HomeNotizieResistenza IranianaLe comunità iraniane in Occidente ricordano il 30° anniversario del massacro dei...

Le comunità iraniane in Occidente ricordano il 30° anniversario del massacro dei prigionieri politici

Le comunità iraniane di 20 importanti città e capitali di tutta Europa e America del Nord hanno ricordato il 30° anniversario del massacro dei prigionieri politici avvenuto in Iran nel 1988 con una conferenza interattiva simultanea, durante la quale chiederanno alla comunità internazionale di appoggiare l’incriminazione dei mullah responsabili del massacro e le attuali proteste in Iran.

La conferenza si è tenuta sabato alle ore 17:00 CEST e alle ore 11:00 EST. È stata trasmessa in persiano, inglese, francese e arabo sui social network e i siti web della Resistenza Iraniana, riunendo migliaia di membri della Resistenza Iraniana e di loro sostenitori in tutto il mondo.
Questo evento rientra nella campagna per ottenere giustizia per le 30.000 vittime del massacro, perlopiù membri e sostenitori del gruppo di resistenza, l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK), lanciata dalla leader della Resistenza Iraniana Maryam Rajavi nel 2016.
La campagna vuole ottenere un’inchiesta indipendente dell’ONU sul massacro, che porti davanti alla Corte Penale Internazionale i responsabili di un crimine che gli esperti in diritti umani hanno unanimemente definito “uno dei peggiori crimini contro l’umanità dalla Seconda Guerra Mondiale”.

Il massacro

Nel 1988 il leader supremo Ruhollah Khomeini emise una fatwa per far giustiziare 30.000 prigionieri politici, molti dei quali avevano già scontato la loro pena detentiva ed erano in attesa di rilascio.
Il regime creò delle commissioni della morte nelle maggiori città di tutto l’Iran per sottoporre i prigionieri a processi-farsa per le loro affiliazioni politiche. Non era permessa alcuna difesa e la maggior parte dei processi durarono meno di un minuto. Dopo l’esecuzione della sentenza di morte i corpi vennero sepolti in fosse comuni che il regime, come riportato da Amnesty International, ha distrutto e continua a distruggere per nascondere le prove del massacro.
Persino l’allora successore di Khomeini, Hossein Ali Montazeri criticò il massacro, come dimostra una registrazione audio resa pubblica, definendolo il peggior crimine della storia della Repubblica Islamica. Montazeri per questo venne estromesso e sottoposto agli arresti domiciliari per il resto della sua vita.

Le proteste

Gli autori di questo massacro ricoprono ancora oggi importanti incarichi all’interno del regime iraniano e sono responsabili della repressione delle proteste scoppiate a Dicembre 2017. I mullah spesso lanciano brutali attacchi contro i manifestanti, ma questo non ha fermato il popolo iraniano che chiede a gran voce un cambio di regime.
Questi manifestanti, proprio come le vittime del massacro del 1988, stanno mettendo in gioco la loro vita per riportare la libertà e la democrazia in Iran.
La conferenza si è tenuta nelle seguenti città: Parigi, Londra, Berlino, Francoforte, Stoccolma, Amsterdam, Roma, Oslo, Bruxelles, Berna, Ottawa, Toronto, Vancouver, Bucarest, Helsinki, Goteborg, Aarhus, Stoccarda. Sono stati presentati i racconti dei sopravvissuti al massacro, i discorsi dei rappresentanti delle associazioni iraniane, insieme a quelli di illustri politici e personalità che hanno condannato il regime iraniano per le sue violazioni dei diritti umani ed incoraggiato la comunità internazionale ad adottare una politica decisa nei confronti del regime iraniano.

FOLLOW NCRI

70,088FansLike
1,633FollowersFollow
40,448FollowersFollow