sabato, Dicembre 3, 2022
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La Resistenza Iraniana rivela nuove trame del regime dei mullah contro i residenti dei campi Liberty e Ashraf

Rapporti dall’interno del regime dei mullah indicano che il Ministero dell’Intelligence e della Sicurezza (MOIS) ha avviato nuovi schemi e cospirazioni contro i residenti di Camp Liberty. Tali rinnovati sforzi giungono dopo che i grandi investimenti di Teheran con l’obiettivo di ottenere la resa, l’abbandono della lotta e il ritorno in Iran di un gran numero di residenti di Ashraf (attraverso l’espulsione, la delocalizzazione nella prigione di Camp Liberty e l’intensificazione delle pressioni e dell’assedio) sono falliti e si sono rivelati controproducenti.

Secondo questi rapporti,
1.      Gli agenti del MOIS nell’ambasciata del regime a Baghdad dicono a coloro che hanno lasciato Camp Liberty per consegnarsi alle forze irachene e sono attualmente residenti nell’hotel Mohajer di Baghdad, controllato dall’ambasciata iraniana, che prima di essere rimpatriati in Iran essi devono andare ad Ashraf, partecipare alle molestie e alla tortura psicologica dei residenti di quel campo e prendere parte a programmi della televisione controllata dallo Stato. L’ambasciata ha promesso di facilitare il loro ritorno in Iran. Questo è esattamente ciò che hanno fatto agenti come Ghorban Ali Hossein Nejad, Maryam Sanjabi e altri.
2.      Il MOIS ha chiesto a queste persone di rivolgersi ripetutamente all’ACNUR e all’UNAMI e sostenere che l’OMPI eserciti un severo controllo sui residenti di Camp Liberty e non consenta ad alcuno di lasciare il campo.
3.      Proprio in tale contesto, nelle ultime settimane, personale dell’ONU si è recato regolarmente all’hotel Mohajer e ha parlato con tali persone. Seguendo le direttive del MOIS, alcuni hanno detto al personale dell’ONU di avere avuto l’intenzione di lasciare Camp Liberty molto tempo prima ma di non averlo fatto temendo l’OMPI e che attualmente vi sarebbero molti altri che vorrebbero lasciare il campo ma hanno paura di annunciare la propria defezione.
4.      Usando questi individui e attraverso di loro, il MOIS ha detto al personale dell’ONU che nelle ultime settimane 300 residenti avrebbero lasciato l’OMPI, ma che questa avrebbe sconsigliato la loro partenza da Camp Liberty perché non sarebbe nei loro interessi e avrebbe chiesto loro di rimanere fino a quando l’organizzazione risolva la loro situazione.
5.      Il regime iraniano e il governo dell’Iraq hanno chiesto all’ACNUR e all’UNAMI di cercare di inviare numerosi agenti del MOIS che risiedono all’hotel Mohajer, fra i quali Ghorban Ali Hossein Nejad, in Europa il più presto possibile per mostrare ai residenti di Camp Liberty che chiunque abbandoni l’OMPI e lasci Camp Liberty avrebbe una migliore possibilità di andare in Europa e che l’ONU accelererebbe il suo caso. In questo modo, cercano di incoraggiare i residenti a defezionare.
6.      Il MOIS è molto preoccupato per il fatto che l’OMPI smaschera i suoi agenti a Baghdad e in Europa ed è furente perché l’OMPI rivela i dettagli dei legami fra tali agenti e i collaboratori del ministero in Iraq.
7.      In questo quadro, nella seconda metà di dicembre l’ACNUR ha distribuito a Camp Liberty un opuscolo in lingua farsi che ha fatto adirare i residenti. L’opuscolo suggeriva loro: “Se intendete tornare volontariamente in Iran, l’ACNUR vi affiderà al governo dell’Iraq in modo che questo governo, in cooperazione con le pertinenti organizzazioni, organizzi il vostro ritorno sicuro e dignitoso nel vostro Paese”. L’opuscolo affermava: “Alcuni ex residenti di questo campo… vivono ora in un altro luogo preparato dalle autorità irachene… Durante le visite ispettive quotidiane da parte di impiegati dell’ACNUR nel campo, potete sempre parlare con loro circa le vostre particolari necessità e altre questioni”.“Un altro luogo” è l’hotel Mohajer; che è una diramazione del MOIS.
8.      Per conto dei residenti di Camp Liberty, William Bourdon e il professor Guy Goodwin-Gill, due eminenti giuristi, hanno scritto all’Alto Commissario il 24 gennaio 2013 che numerose persone a Camp Liberty “hanno riferito che quando essi hanno espresso punti di vista che l’intervistatore non gradiva è stato loro chiesto di firmare un modulo abbandonando le proprie domande per lo status di rifugiati… Sfortunatamente, sembra che rimuovere la protezione internazionale sia un sistema ancora usato da funzionari dell’ACNUR per mettere a tacere i rifugiati”. La lettera aggiunge: “Abbiamo ricevuto diversi rapporti dai nostri clienti secondo i quali essi sono stati sollecitati a rispondere a domande che non hanno nulla a che fare con la determinazione dello status di rifugiato… domande come: ‘Ricorrete alla tortura nella vostra organizzazione?’ o domande che possono implicare aspetti di intelligence… Negli ultimi due mesi abbiamo ricevuto 25 rimostranze da parte di residenti per il fatto che rappresentanti dell’ACNUR hanno chiesto loro se essi abbiano lamentele contro l’OMPI che vogliano condividere con l’ACNUR”.
Le trame disperate del regime clericale e la deplorevole collaborazione dell’UNAMI e di molti impiegati dell’ACNUR avvengono nonostante il fatto che il 14 novembre 2012 l’OMPI ha notificato per l’ennesima volta a tutti i residenti a Camp Liberty che, se non sono in grado di sopportare le difficoltà della lotta contro il regime iraniano, essi saranno indirizzati all’ACNUR alla prima opportunità e, dopo avere ricevuto assistenza economica dall’OMPI, potranno lasciare Camp Liberty. Seguendo questa direttiva, e avendo ricevuto tale assistenza finanziaria dall’OMPI, 11 residenti si sono affidati alle forze irachene entro la fine del 2012. (I relativi documenti sono disponibili.) Questa materia è stata quindi trasmessa dai rappresentanti e consulenti legali dei residenti al personale dell’ACNUR e dell’UNAMI, all’Alto Commissario per i Rifugiati, al Segretario Generale dell’ONU e alle autorità irachene.
Tutti coloro che negli ultimi dieci anni sono stati in contatto con i residenti di Ashraf – governo o forze degli Stati Uniti, UNAMI o ACNUR – sanno molto bene che i membri dell’OMPI sono volontari che, nell’esercizio della propria libera volontà, hanno unito le forze per rovesciare il regime clericale e stabilire la democrazia in Iran. In tutti questi anni, nessuno è stato trattenuto lì contro la propria volontà.
Molti ufficiali degli Stati Uniti, come il generale David Phillips, i colonnelli Wesley Martin e Gary Morsch e i tenenti colonnelli Julie Norman e Leo McCloskey, che sono stati responsabili per la protezione di Camp Ashraf fra il 2003 e il 2009, hanno o testimoniato sotto giuramento o rilasciato dichiarazioni scritte che confermano questo. Varie agenzie degli Stati Uniti intervistarono individualmente tutti i residenti di Ashraf nel 2003-2004. In seguito, le forze statunitensi condussero interviste individuali annuali per accertare la natura volontaria della permanenza dei residenti ad Ashraf.
Dopo che la protezione di Ashraf fu trasferita alle forze irachene, rappresentanti di quel governo intervistarono individualmente tutti i residenti all’esterno di Ashraf, dove era stanziato un battaglione iracheno, in presenza di rappresentanti del Comitato Internazionale della Croce Rossa, fra il febbraio e l’aprile 2009. Durante il processo di interviste, essi offrirono una serie di lusinghe e incentivi, suggerendo ai residenti di lasciare Ashraf cosicché il governo iracheno avrebbe facilitato il loro trasferimento in Europa. Solo 11 residenti lasciarono Ashraf e il restante 99.5% di loro vollero rimanere.
Dal 18 febbraio 2012, quando il primo gruppo di residenti di Ashraf fu trasferito a Camp Liberty, 2.700 residenti sono stati individualmente registrati dall’ACNUR e 1.920 sono stati individualmente intervistati una o più volte – e occasionalmente 17 volte – nell’ufficio dell’ACNUR all’esterno di Camp Liberty, con l’assistenza di interpreti dell’ACNUR.
Qualsiasi falsa affermazione in senso contrario è un futile tentativo di coprire il fallito progetto di Luogo di Transito Temporaneo (TTL), che è un’impresa congiunta del governo dell’Iraq e del Rappresentante Speciale del Segretario Generale Martin Kobler per rendere i residenti di Ashraf dei senzatetto. Questo è avvenuto mentre, secondo le norme dell’ACNUR, un TTL è destinato a un soggiorno per poche settimane o al massimo per alcuni mesi. Un anno dopo il trasferimento dei residenti a Camp Liberty, solo cinque di loro sono stati ristabiliti in Paesi terzi e la grande maggioranza rimarrà in Iraq nel 2013 e nel 2014. Quindi, come precedentemente spiegato da residenti di Camp Liberty, o tale struttura dovrebbe essere immediatamente dichiarata un campo per rifugiati oppure, ora che le interviste da parte dell’ACNUR sono completate, i residenti dovrebbero essere riportati prontamente ad Ashraf.
Nel mettere in guardia circa le trame contro i residenti dei campi Ashraf e Liberty e le interferenze nella loro situazione critica da parte del regime iraniano attraverso il governo dell’Iraq e Martin Kobler, la Resistenza Iraniana esorta le Nazioni Unite e l’ACNUR a respingere tali interferenze e impedire che l’ONU e le sue pertinenti agenzie diventino strumenti nelle mani del regime iraniano e del governo dell’Iraq nella repressione del movimento di opposizione che sta lottando contro il fascismo religioso al potere in Iran.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran
30 gennaio 2013

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