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La Resistenza Iraniana lancia il monito per il proseguito del massacro ad Ashraf e chiede l’intervento urgente del presidente degli USA per impedire un nuovo genocidio

L’assordante silenzio e lassismo statunitense, vista la sua responsabilità per la sicurezza dei residenti è il semaforo verde per attaccare e decimare

Aggressione armata ad Ashraf, numero 31

Secondo le relazioni dall’interno dell’interno dell’Iran il regime iraniano e del governo iracheno in assenza di una forte presa di posizione da parte degli Stati Uniti d’America hanno intenzione di realizzare un nuovo crimine contro l’umanità ed uccidere i superstiti al campo Ashraf.

Il rappresentante dei residenti di Ashraf e Liberty ha detto che: il governo e il presidente degli Stati Uniti d’America sono, giuridica e politica e morale, responsabili per la salvaguardia e la sicurezza dei residenti di Ashraf e Liberty. Ha chiesto al presidente e al segretario del Dipartimento dello Stato degli USA di condannare il governo e il primo ministro iracheno per il genocidio del 1° settembre 2013 e ammonire perentoriamente al-Maliki per il massacro e lanciare gli ultimatum. Questo l’unica via per impedire stage e l’ultimatum di domani.

Il silenzio di 6 giorni delle alte autorità statunitensi di fronte all’eccidio di persone di cui il governo americano è responsabile verrà interpretato da al-Maliki e Khamenei e dai loro assassini come il semaforo verde e li incoraggerà a continuare il loro atti criminali.

Il rappresentante dei residenti ha continuato che: non c’è dubbio che il governo statunitense sia al corrente della nefasta intenzione del governo iracheno per commettere il crimine per cui se non interverrà per impedirlo avrà doppiamente e direttamente responsabilità e sarà complice di fronte il sangue versato ad Ashraf. Il passivismo di fronte un tale crimine è complicità.

100 residenti di Ashraf di cui sono stati martirizzati 52 e 7 presi in ostaggio, sono tutti “persone protette” dalla IV Convenzione di Ginevra e l’Amministrazione americano ha firmato un contratto con ognuno di loro e ha accettato responsabilità per la loro protezione. I 100 residenti sono rimasti ad Ashraf in base un accordo tra gli USA e l’ONU e il governo iracheno e i rappresentanti dei residenti nell’agosto 2012 e secondo il documento del 29 agosto 2012 del Dipartimento dello Stato erano garantito la loro salvaguardia e la sicurezza. Il consigliere speciale del segretario dello Stato americano, il 3 ottobre 2012 ha dichiarato all’AFP che per i 100 residenti di Ashraf non ci sono il limite temporale fino a risolvere la problematica del patrimonio del campo.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

6 settembre 2013

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