HomeNotizieIran NewsLa dimenticata esecuzione di massa di prigionieri del 1988 in Iran

La dimenticata esecuzione di massa di prigionieri del 1988 in Iran

Di Struan Stevenson – Fonte: The Diplomat

Il massacro dei prigionieri politici per mano del regime iraniano, avvenuto nell’estate del 1988, non è stato mai riconosciuto da Tehran e rimane una delle pagine più oscure della storia recente, sebbene sia relativamente sconosciuta in Occidente.  Le esecuzioni iniziarono alla fine di Luglio e continuarono per diversi mesi. Oltre 30.000 prigionieri politici, la stragrande maggioranza dei quali attivisti dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI), furono massacrati.

Il leader supremo dell’Iran, l’ayatollah Khomeini, emise un decreto nel Luglio 1988: “Chiunque, a qualunque livello, continui ad appartenere al PMOI dovrà essere giustiziato. Annientate i nemici dell’Islam immediatamente.” E continuava aggiungendo: “… Quelli che sono nelle prigioni di tutto il paese e rimangono fermi nel loro appoggio al PMOI stanno dichiarando guerra a Dio e sono condannati all’esecuzione.. E’ ingenuo mostrare pietà verso quelli che dichiarano guerra a Dio.”

Ben presto iniziarono le esecuzioni e ogni giorno centinaia di prigionieri politici furono impiccati e i loro cadaveri frettolosamente seppelliti in fosse comuni senza nome in tutte le maggiori città dell’Iran, in particolare nel cimitero di Khavaran nella zona sud di Tehran.

L’ayatollah Hossein-Ali Montazeri, un religioso che per dieci anni era stato designato successore del leader supremo ayatollah Khomeini, protestò energicamente contro

queste esecuzioni di massa e chiese una moratoria, ma Khomeini insistette che non doveva essere mostrata alcuna pietà e ordinò che tutti i prigionieri, inclusi persino i ragazzi e le donne incinte,venissero messi a morte immediatamente.

A causa della sua opposizione alle uccisioni, l’ayatollah Montazeri perse velocemente il favore di Khomeini e alla fine fu destituito nel Marzo 1989. Nel Dicembre 2000 Montazeri pubblicò le sue memorie rivelando dettagli scioccanti su questo massacro e la brutalità di Khomeini.

Nel 2008, nel 20° anniversario di questo massacro, Amnesty International ha rinnovato il suo appello perché i responsabili del “massacro delle prigioni” venissero imputati, affermando: “… non dovrebbe esserci impunità per tali enormi violazioni dei diritti umani, a prescindere da quando siano state commesse.”

Il regime iraniano continua a negare l’eliminazione dei prigionieri politici del 1988. Nessuno dei colpevoli è stato ancora assicurato alla giustizia e nessuno fra le alte autorità del regime, compreso il leader supremo Ali Khamenei, è stato chiamato a risponderne.

Il cosiddetto nuovo presidente “moderato” dell’Iran, Hassan Rouhani, era vice-comandante in capo delle forze armate del regime all’epoca dei massacri e, dal 1982, membro del Consiglio Supremo di Difesa del regime, perciò fu totalmente consapevole di questo crimine e ad esso pienamente conforme.

In un altro rapporto del 2009, Amnesty International si è rivolta alle “autorità iraniane perché fermino la distruzione di centinaia di tombe e fosse comuni senza nome a Khavaran, a sud di Tehran, per assicurare che il sito venga preservato e per iniziare una indagine forense sul sito stesso come parte di una tardiva, approfondita, indipendente ed imparziale indagine sulle esecuzioni di massa iniziate nel 1988, alle quali spesso si fa riferimento in Iran come ai “massacri delle prigioni”. Questa organizzazione teme che questi atti delle autorità iraniane abbiano lo scopo di distruggere le prove di violazioni dei diritti umani, privando le famiglie delle vittime delle uccisioni del 1988 del loro diritto alla verità, alla giustizia e al risarcimento.

Nel 25° anniversario di uno dei più mostruosi crimini contro l’umanità dalla Seconda Guerra Mondiale, è giunto il momento di domandare che i responsabili siano chiamati a risponderne.

Struan Stevenson è il Presidente dell’Interguppo “Friends of a Free Iran” al Parlamento Europeo. Il FoFI  si è formato nel 2003 e gode del supporto attivo di oltre 300 MPE