sabato, Dicembre 10, 2022
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L’accordo sul nucleare finanzia una conglomerata di Khamenei – Reuters

L’accordo sul nucleare raggiunto il 14 Luglio tra il regime iraniano e le maggiori potenze mondiali deve ancora essere attuato, ma una conglomerata controllata dal leader supremo dei mullah, Ali Khamenei, ne avrà un vantaggio finanziario.

“Khamenei non ha ancora approvato pubblicamente quest’accordo che alleggerisce alcune sanzioni imposte all’Iran in cambio di una limitazione del suo programma nucleare, ma egli ne trarrà vantaggio, grazie al suo stretto controllo su una delle organizzazioni più potenti e segrete dell’Iran: ‘Setad Ejraiye Farmane Hazrate Emam’ o più semplicemente Setad”, ha riferito la Reuters martedì.

L’accordo, che probabilmente entrerà in vigore dopo aver superato gli enormi ostacoli posti dal Congresso, rimuove le sanzioni secondarie degli Stati Uniti alla Setad e a circa 40 aziende di proprietà di Khamenei o delle quali è azionista, secondo un conteggio fatto dalla Reuters sugli allegati all’accordo.

“Lo svincolo della Setad, che ha pochi legami con il programma nucleare iraniano ma è vicina all’élite al potere in Iran, alimenta le critiche dei repubblicani americani i quali dicono che questo accordo favorirà gli intransigenti iraniani e contribuirà a finanziare le loro ambizioni nella regione”, afferma il rapporto.

“Ex-funzionari statunitensi dicono che la Setad era solo una delle molte istituzioni iraniane colpite dalle sanzioni perché considerate parte del governo iraniano. Un altro ex-funzionario ha detto che la Setad era stata colpita dalle sanzioni perché gli Stati Uniti la ritenevano molto vicina a Khamenei e ritenevano che le sanzioni potessero indurlo ad appoggiare dei seri negoziati sul nucleare”.

“Con le sue partecipazioni azionarie in quasi ogni settore dell’economia iraniana, la Setad ha costruito il suo impero sulla confisca sistematica di migliaia di proprietà appartenenti alle minoranze religiose, a uomini d’affari, ad iraniani che vivono all’estero, secondo un’indagine della Reuters del 2013, che ha stimato il valore delle proprietà del network in circa 95 miliardi di dollari”.

“Gli iraniani che hanno subito la confisca delle loro proprietà di famiglia da parte della Setad, durante alcune interviste del 2013, hanno descritto come gli uomini arrivassero e li minacciassero di utilizzare la violenza se i proprietari non avessero lasciato subito i locali”.

“Grazie alla Setad, Khamenei ha accesso a risorse che gli consentono di scavalcare i suoi rivali e gli altri rami del governo”, dice la Reuters.

“Le entità svincolate rappresentano una porzione significativa delle proprietà della Setad, sebbene decine di aziende legate alla Setad stessa non siano mai state direttamente nominate dal Tesoro degli Stati Uniti e potrebbero non aver mai subito sanzioni”.

“L’accordo sul nucleare raggiunto a Vienna a Luglio rimuoverebbe la Setad dalla lista delle Specially Designated Nationals (SDN) del Tesoro, permettendo alla conglomerata di aprire conti bancari all’estero e procurarsi finanziamenti per instaurare delle partnerships”.

“Le sanzioni secondarie hanno vietato alle banche straniere che volevano operare negli Stati Uniti di avere rapporti con la Setad. Alle banche, alle aziende e ai cittadini americani sarà ancora vietato avere apporti con la Setad, detta anche EIKO, in base alle sanzioni primarie degli Stati Uniti”.

La rimozione della Setad dalla lista delle sanzioni ha suscitato preoccupazione tra i legislatori americani.

“Permetterà alla losca conglomerata dell’ayatollah di mettere in pericolo il sistema finanziario mondiale”, ha detto il Senatore repubblicano Cory Gardner, che siede nel Comitato per le Relazioni Estere del Senato.

“Questi sono pessimi soggetti che ora stanno ricevendo i benefici dell’accordo dagli Stati Uniti”.

La Setad era stata sottoposta alle sanzioni del Tesoro americano per la prima volta nel Giugno 2013. Questa conglomerata “produce miliardi di dollari di profitti per il regime iraniano ogni anno”, ha detto David Cohen, l’allora sotto-segretario al Tesoro per il contro-spionaggio terroristico e finanziario, ad un’udienza della Commissione Bancaria del Senato quell’anno.

“La Setad”, disse Cohen allora, “controlla massicci investimenti  in nero, nascosti al popolo iraniano e agli organi di vigilanza”.

Tutte i soggetti colpiti da sanzioni perché facevano parte del governo iraniano, sono stati tolti dalla lista delle SDN nell’ambito dell’accordo sul nucleare, chiamato anche Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), sebbene ai cittadini e agli enti statunitensi sarà ancora vietato avere rapporti con essi.

Il Tesoro degli Stati Uniti ha detto con un comunicato alla Reuters che la Setad verrà svincolata solo quando Tehran avrà dimostrato di aver rispettato i suoi impegni in base all’accordo sul nucleare.

“Questo alleggerimento (delle sanzioni) è simile a quello che stiamo fornendo ad altri soggetti economici in Iran come concordato in base al JCPOA”, dice il Tesoro.

Nel 2013 un’indagine della Reuters rivelò che Khamenei esercita un controllo esclusivo sull’impero economico della Setad. “Lui sceglie i suoi dirigenti e ha supervisionato la creazione di un corpo di norme legali a salvaguardia del valore delle acquisizioni della Setad sin dal suo avvio nel 1989”, disse la Reuters.

“Il valore attuale della Setad e delle sue proprietà nelle entità svincolate, non potrà essere determinato, perché molti siti web con questi dati sono stati disattivati dall’inizio dell’indagine della Reuters”.

“Anche se molte proprietà della Setad si trovano in Iran, questa ne ha anche alcune a livello mondiale. Tra le entità legate alla Setad svincolate dalla sanzioni secondarie degli Stati Uniti, ci sono anche alcune aziende con sede in Sud Africa e in Germania”.

“E già un’azienda della Setad sembra si stia muovendo per approfittare dell’accordo. La Ghadir Investment Company, che il Tesoro americano ha identificato come un’azienda legata alla Setad, ha firmato un contratto da 500 milioni di euro (565 milioni di dollari) con il gruppo industriale Finmeccanica, ha detto un portavoce del gruppo legato alla difesa italiana ad Agosto”.

“Sebbene l’accordo stesso avrebbe dovuto avere probabilmente priorità legale rispetto alla rimozione della Ghadir dalla lista delle sanzioni”, hanno detto gli esperti sulle sanzioni, “l’accordo sul nucleare renderà più semplice procurarsi finanziamenti”, ha aggiunto la Reuters.

 

 

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