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Iran:Teheran prepara l’arma del terrorismo

Lo rivelano fonti dell’intelligence americane raccolte dal Washington Post
In caso di attacco americano agli impianti nucleari iraniani, Teheran risponderebbe con attacchi terroristici pesanti e dolorosi

ImageCorriere della Sera  02 aprile 2006
WASHINGTON – In caso di attacco americano agli impianti nucleari iraniani, Teheran risponderà anche con l’arma segreta del terrorismo. Informazioni in questo senso sono state raccolte dall’intelligence Usa – e come precisa ieri il «Washington Post» – sono valutate con grande attenzione nella capitale americana.

 In più di una occasione i dirigenti iraniani hanno lanciato minacce di ritorsioni pesanti e «dolorose». Esperti statunitensi citati dal quotidiano indicano come la punta di lancia di un’offensiva terroristica sarà rappresentata dagli sciiti libanesi dell’Hezbollah (partito di Dio).

CORPI SPECIALI – In realtà le frecce nell’arco degli ayatollah sono molte e acuminate. In base a dati da noi raccolti tra gli oppositori l’Iran può mobilitare tre fronti.
1) L’Armata Qods. E’ il corpo speciale e semi-clandestino legato ai pasdaran (i guardiani della rivoluzione). Ha uomini in Occidente e in Medio Oriente, così come in America Latina. Ha una struttura gerarchica, divisa in «fronti». Le cellule possono collaborare con i servizi segreti khomeinismi o con i diplomatici di Teheran. Da anni uomini di fiducia dell’Armata vivono in Italia, Francia, Germania coprendo la loro vera attività con lavori normali e commerci.
2) I volontari. Da mesi in Iran esistono centri che arruolano aspiranti kamikaze che firmano un documento dove si impegnano al sacrificio supremo. Le «reclute» possono infiltrarsi in Occidente come persone comuni e quindi agire quando e dove vogliono, senza attendere ordini.
3) L’Hezbollah. Il movimento politico nasconde all’interno una componente clandestina con estensioni in tutti i continenti. Questa struttura terroristica ha già colpito, a metà degli anni ’90, in Argentina con due sanguinosi attentati.
L’Hezbollah può operare in modo indipendente oppure in collegamento con la Vevak, l’intelligence iraniano. Sempre il gruppo libanese, che dispone nel suo arsenale di migliaia di razzi, è in grado di attaccare tutto il nord di Israele. Una mossa per allargare il conflitto e proporre lo scontro tra il mondo musulmano e i «nemici di Dio».
 

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