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Iran: Slogan anti-governativi nelle università di Teheran e Saveh 

Proteste del 6 Dicembre – 2

Distribuzione di opuscoli che dicevano “Perché il massacro del 1988?”  

Slogan come: “Morte al dittatore”

 Centinaia di studenti dell’Università di Teheran hanno trasformato la cerimonia della Giornata dello Studente in un teatro di protesta contro le politiche repressive del regime.

Questa manifestazione ha coinciso con la presenza del mullah Rouhani all’auditorium dell’universtà ed è avvenuta nonostante le molte misure di sicurezza prese dagli agenti degli organi repressivi, come il Ministero dell’Intelligence, e dalle unità speciali di sorveglianza dell’università.

Gli studenti, a cui è stato impedito di entrare nell’auditorium, hanno marciato per tutto il campus. Durante la marcia hanno cantato Yar-e Dabestani e gridato: “I prigionieri politici devono essere liberati”, “Uno studente muore ma non accetta umiliazioni”, “Nobili studenti! Appoggiateci! Appoggiateci!”, “Gli studenti prigionieri devono essere liberati” e “La security nell’università deve essere abolita”.

Gli studenti hanno anche protestato contro la legge finanziaria dell’università e la legge chiamata 

Sanavat (anni), applicate per estorcere denaro agli studenti. Inoltre hanno distribuito depliant che dicevano: “L’università non è una caserma!”, “Il carcere non è un posto per studenti” e “Perché il massacro del 1988?”.

Le misure repressive delle forze Basij per disperdere gli studenti hanno provocato scontri e gli studenti sono riusciti a far fuggire le forze Basij.

Nonostante la massiccia presenza delle forze repressive e anti-sommossa all’interno dell’Università di Teheran, di fronte al suo ingresso e nelle strade di accesso all’università, gli studenti sono riusciti a svolgere la loro manifestazione di protesta. Le macchine della polizia hanno bloccato l’entrata dell’università, impedendo alla gente di unirsi alla protesta degli studenti.

Anche gli studenti dell’Università Allameh Tabatabi di Teheran hanno gridato “I prigionieri politici devono essere liberati” e “Gli operai prigionieri devono essere liberati” durante la manifestazione.

Gli agenti degll’intelligence, detti Harasat, all’Università Azad di Saveh hanno aggredito e picchiato gli studenti per impedire loro di entrare nel campus. Gli attacchi dei mercenari del regime sono diventati scontri con gli studenti. Gli studenti hanno gridato “L’università non è una caserma” e “Morte al dittatore”.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

6 Dicembre 2016

 

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