HomeNotizieIran NewsIran: scioperi nelle città di Arak, Haft Tapeh e Gachsaran

Iran: scioperi nelle città di Arak, Haft Tapeh e Gachsaran

La rivolta in Iran – N. 154
Lunedì 14 maggio i lavoratori della Heavy Equipment Production Company (HEPCO), ad Arak, hanno smesso di lavorare per il secondo giorno in segno di protesta per il mancato pagamento dei loro salari arretrati, le condizioni di vita molto dure e la mancata attuazione delle ingannevoli promesse del datore di lavoro governativo.

Gli scioperanti hanno chiuso la linea ferroviaria da Arak per Teheran e hanno appeso una bandiera nera all’ingresso della fabbrica in segno di lutto. Ieri uno degli operai della fabbrica, particolarmente colpito dall’insostenibilità della situazione, era pronto a suicidarsi, ma è stato salvato dai suoi colleghi.
Con 42 anni di esperienza, HEPCO è il più grande produttore di macchinari per lavori stradali nel Medio Oriente; è stato abbandonato per importazioni estranee e consegnato a funzionari del regime e alle loro famiglie con il pretesto della privatizzazione.
I lavoratori della canna da zucchero dell’azienda Haft Tapeh hanno protestato contro il mancato pagamento delle loro retribuzioni nel sito della fabbrica. Per la maggior parte essi provengono da villaggi immiseriti della provincia di Khorramabad e si sono ridotti al pesante lavoro di taglio della canna; ma i datori di lavoro governativi, dopo avere imposto termini di lavoro schiavistici e con la fine della stagione di taglio della canna, rifiutano di pagare i loro stipendi.
Contemporaneamente, 1.000 operai e impiegati della centrale elettrica e della diga Cham Shir nella provincia di Gachsaran hanno protestato per il terzo giorno per il mancato pagamento di sette mesi di stipendio e benefici.
Lo stesso giorno, i lavoratori della Traverse Railway Company di Mashhad hanno scioperato per protestare contro il mancato pagamento di quattro mesi di stipendio e diversi mesi delle loro prestazioni assicurative e per le loro condizioni di povertà. I lavoratori delle ferrovie di Islamshahr, Zanjan, Tabriz, Damghan e Bafgh si sono rifiutati di andare a lavorare nei giorni precedenti.
I dipendenti della Shiraz Vegetable Oil Company, che non hanno ricevuto alcuna retribuzione per il loro lavoro per quattro mesi, hanno protestato contro la fame e l’incapacità di fornire i loro mezzi di sussistenza mettendo un tavolo vuoto per strada. Hanno cantato “Il nostro tavolo è vuoto, è a sostegno dei beni iraniani”, prendendo in giro gli slogan di Khamenei, il leader corrotto e rinnegato del regime clericale.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran
14 maggio 2018

La rivolta in Iran – N. 155
Manifestazioni a Kazeroon, con gli slogan:
“Attenti al giorno in cui saremo armati; il nostro nemico è qui, e dicono mentendo che siano gli USA”
Appello per il sostegno ai manifestanti e solidarietà con le famiglie degli arrestati

Mercoledì 16 maggio, ancora una volta, vari settori della popolazione di Kazeroon hanno organizzato una manifestazione e si sono radunati dirigendosi verso l’ufficio del locale governatorato per protesta contro il piano di divisione della città. Le forze repressive hanno impedito ai manifestanti di avvicinarsi all’ufficio del governatorato.
I manifestanti hanno gridato: “Il nostro nemico è proprio qui, e dicono mentendo che sono gli Stati Uniti; Non abbiate paura, non abbiate paura, siamo tutti insieme; Attenti al giorno in cui saremo armati; Ferventi abitanti di Kazeroon, siate uniti; Siamo pronti a difendere Kazeroon”…
Gli agenti dell’intelligence hanno arrestato almeno 30 manifestanti. Le famiglie degli arrestati si sono riunite di fronte all’ufficio dell’intelligence di Kazeroon per chiedere il rilascio dei loro congiunti.
Anche i venditori e i commercianti di Kazeroon hanno scioperato e oggi hanno rifiutato di aprire i loro negozi. Di conseguenza, il mercato cittadino è stato chiuso.
Mentre saluta con ammirazione la popolazione che manifesta a Kazeroon, la Resistenza Iraniana chiede a tutto il popolo, specialmente ai giovani coraggiosi nelle città circostanti, di sostenere la rivolta popolare di Kazeroon e di mostrare solidarietà alle famiglie degli arrestati. Invita inoltre tutte le autorità internazionali per i diritti umani a intraprendere passi immediati ed efficaci per chiedere il rilascio incondizionato delle persone arrestate durante le recenti proteste a Kazeroon.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran
16 maggio 2018