mercoledì, Febbraio 1, 2023
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Iran: “Vi svelo i loschi traffici dei pasdaran”

La minaccia dell'Iran

Parla un ufficiale delle Guardie della rivoluzione islamica fuggito all’estero. I miliziani sono coinvolti nel traffico di droga e nella tratta di donne, anche minorenni. 
Imageil Tempo, 6 febbraio – Parla a rischio della sua vita e quella dei familiari. Fuggito dall’Iran 18 mesi fa, prima delle elezioni che hanno visto la riconferma di Ahmadinejad, Ehsan Soltani, 25 anni, più volte premiato come «pasdaran dell’anno», ha deciso di raccontare per la prima volta all’Occidente, i loschi traffici delle Guardie della rivoluzione islamica. E le attività terroristiche per colpire i Paesi nemici. Da una località protetta il giovane pasdaran squarcia con il suo racconto il velo di mistero intorno alla temutissima milizia della Rivoluzione khomeinista.

Soltani che ruolo aveva nei pasdaran?
«Nel 2002 entrai nell'accademia militare dei Pasdaran. Ho completato i miei studi nel settore specifico per la raccolta di informazione e per la sicurezza. Dopo la laurea, ed i vari corsi di specializzazione, mi hanno assegnato in diversi uffici tutti nell'ambito dell'intelligence. Ho lavorato nei vari uffici come quello situato nel sud-ovest di Teheran, la sezione seyedolshohadah, a Teheran. La sezione 1300, 400 e altre, che spiegherò le loro utilità più tardi. Negli ultimi tempi ero il vice responsabile dell'ufficio di raccolta dati e le informazioni, e quello di sicurezza dell'aeroporto di Teheran. Essendo un pasdaran, ero sempre in borghese».
 
Quale ruolo aveva?
«Ero il vice direttore della struttura di sicurezza e informazioni, uno degli uffici più importanti dei pasdaran: lì lavoravo io. In quest'ufficio si controlla qualsiasi cosa passa per l'aeroporto. Merci persone e aerei. In Iran qualsiasi cosa accade è sotto il controllo dei pasdaran. I pasdaran sono sopra a tutti».

Cosa ha potuto vedere durante il suo incarico all'aeroporto di Teheran?
«Quasi tutti i traffici che i pasdaran gestiscono. Loro controllano tutto e naturalmente tutti i documenti o i fascicoli finiscono nell'ufficio di raccolta dati».
 
Che tipo di traffici?
«Quello che racconto posso provarlo con documenti che confermano quanto le dico. I pasdaran hanno il controllo del traffico di droga, oro, antichità».
 
Traffico di droga? «Gli aerei vengono da Bangkok a Teheran. Trasportano anche "shisha" una sostanza trasparente che poi in parte smistano verso Dubai. Un'altra parte viene spacciata in Iran. Acquistano oro a Dubai e lo importano in Iran senza dazi e senza controlli».
 
 E le donne?
«I pasdaran gestiscono la tratta di ragazze iraniane verso i Paesi del Golfo. Anche di nove, undici, quattordici anni. Le prendono e le vendono a Dubai». Ma come se le procurano? «Vanno negli orfanatrofi. Prendono vagabonde. A volte quando arrestano alcune ragazze le schedano e poi le ricattano. Ci sono anche delle donne che sono complici dei capi della tratta, che collaborano con i pasdaran. Le ragazze vengono prese anche tra quelle che vanno in cerca di un lavoro. Poi a piccoli gruppi vengono fatte partire con gli aerei delle compagnie gestite dei pasdaran. Verso Dubai».
 
E nessuno si accorge di nulla?
«Alle ragazze viene detto che a Dubai troveranno un lavoro come segretarie o cameriere. Uno dei casi, più complicati è stato quando su un volo da Dubai a Teheran sono morte 6 ragazze,sicuramente le hanno uccise per tapparle la bocca. È stato aperta un'inchiesta ma dopo un iter di processi falsi, lo stesso giudice è stato ammazzato dai pasdaran».

Questo traffico continua?
«Certo. L'averlo scoperto mi ha fatto rivedere le mie convinzioni. Quando durante una di riunione degli ufficiali della Sepah ho chiesto delle spiegazioni e delle risposte valide al capo di alti ufficiali di Sepah, Sardar Nejat, che per l'altro è il commandante di "Sepah Valiye amr" che si occupa tra l'altro della sicurezza personale di Ali Khamenei. Ho anche ho espresso vari dubbi sull'operato di Sepah pasdaran. A questo punto sono stato messo sotto inchiesta e poi arrestato, mi hanno rilasciato dopo aver pagato una cauzione».
 
Così hai deciso di scappare?
«Sì. Sono fuggito dall'Iran attraverso la frontiera con la Turchia». Cosa sai del programma atomico dell'Iran? «Per ora preferisco non dire nulla. Posso però confermare che ci sono dei argomenti interessanti. Ne potrò parlare più avanti».

Quanto sono reali le minacce di Ahmadinejad al mondo?
«Dietro i suoi discorsi c'è un clerico, Mesbah Yazdi. È lui il suggeritore delle sue dottrine. È lui che sostiene che non basta il voto del popolo per governare ma è necessario che il Dio dia l'investitura come è accaduto per Khomeini. Tutto questo è ridicolo. Solo i profeti parlano con Dio e Khomeini non è un profeta. Dal 2005 poi è cambiata la "Dottrina della sicurezza nazionale". Con Ahmadinejad la parola d'ordine è "Daste Deraz", colpire per primi. Sempre, anche con le parole. Ecco quegli attacchi a Israele e al mondo».

È vero che l'Iran sostiene il terrorismo?
«I pasdaran addestrano diversi gruppi. Dopo Hezbollah e Hamas ora sono concentrati sullo Yemen».

Che vuol dire?
«L'Iran finanzia e addestra la guerriglia contro il governo di Sanaa e contro la dinastia saudita».
 
In che modo?
«Esiste una sezione che si chiama Sepah Qods, il settore dei pasdaran che si occupa delle attività terroristiche all'estero, sono loro che stanno addestrando gli sciiti yemeniti. Circa tremila persone sono state trasferite da Sanaa a Dubai e da lì a Teheran, a piccoli gruppi, dove ricevono l'addestramento necessario».

Dove?
«A Mirazi, un centro di addestramento a sud ovest di Teheran, vicino Parandak. Lì vengono istruiti per colpire il governo dello Yemen».

Maurizio Piccirilli
06/02/2010

 

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