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Iran: proteste e sciopero della fame dei prigionieri politici e delle loro famiglie

La Resistenza Iraniana chiede alle organizzazioni internazionali per i diritti umani di condannare gli abusi perpetrati sui detenuti dalla dittatura religiosa al potere in Iran. 

I detenuti politici della sezione 2 della prigione di Gohardasht, nella città di Karaj, ad ovest di Tehran, hanno iniziato a gridare slogans come “A morte l’autarchia” e “A morte il dittatore”, domenica 18 Ottobre mentre il responsabile delle carceri di Tehran, Sohrab Soleimani e il direttore della prigione di Gohardasht, Mardani, ispezionavano la struttura. I detenuti politici gridavano così forte che hanno costretto i funzionari del regime a sgombrare la prigione, dicono le notizie. I detenuti hanno protestato contro le autorità che non rispettano le norme che impongono di separare i detenuti in base ai loro crimini. Per torturarli sempre di più e sottoporli a sempre maggiori pressioni, il regime dei mullah tiene i detenuti politici insieme a criminali comuni e ad individui che soffrono di malattie pericolose e contagiose.

Intanto Mohammad Ali Taheri, detenuto politico nella prigione di Evin, si trova in pessime condizioni di salute dopo 70 giorni di sciopero della fame. Sta protestando per la disumana condanna a morte emessa contro di lui.

Un’altra notizia di lunedì 19 Ottobre parla di centinaia di madri dei martiri, di familiari dei detenuti politici e di difensori dei diritti umani che si sono radunati nella Vanak Square di Tehran, per protestare contro le terribili condizioni in cui si trovano i loro parenti in carcere. Gli agenti del Ministero dell’Intelligence dei mullah, travestiti da operai edili e da tassisti, sorvegliavano i dimostranti. Sono state dispiegate le forze di repressione per impedire che la folla s’ingrandisse e alle 11:30 hanno chiuso la zona, impedendo a qualunque passante di unirsi alla manifestazione.

Sabato 17 Ottobre, un’altra manifestazione di protesta si è svolta fuori dalla prigione di Evin. Gli agenti dell’intelligence del regime sono stati visti arrestare molti manifestanti.

La Resistenza Iraniana chiede all’Alto Commissario dell’ONU per i Diritti Umani, all’Inviato Speciale sulla Situazione dei Diritti Umani in Iran, agli altri inviati competenti e ai difensori dei diritti umani, di condannare il fascismo religioso al potere in Iran per le sue pratiche repressive e criminali adottate nei confronti dei prigionieri ed in particolare dei detenuti politici. Inoltre chiede a questi organismi di costringere il regime iraniano a riconoscere i diritti dei detenuti.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

21 Ottobre 2015

 

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