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Iran – Morta Mahin Afzali, la 23a paziente a perdere la vita a causa del disumano blocco sanitario a Camp Liberty

Maryam Rajavi porge le sue condoglianze ai residenti di Liberty ed esorta U.S.A. e ONU a porre fine all’assedio

Alle 06:30 di oggi 13 Gennaio 2015 Mahin Afzali ha avuto un attacco di cuore ed ha perso la vita nell’ambulatorio medico iracheno a Camp Liberty per un arresto cardiaco.

Mahin Afzali, nata nel 1950, era un membro del PMOI con alle spalle 36 anni di lotta contro il fascismo religioso al potere in Iran. Soffriva di problemi cardiaci da molto tempo e così è divenuta la 23a paziente a perdere la vita a causa del disumano blocco sanitario.

Mahin Afzali, membro del PMOI, aveva ottenuto asilo politico dalla Francia. Ma dato che il governo francese si è rifiutato di accogliere i suoi rifugiati, il suo nome era stato inserito in una lista datata 7 Gennaio 2014, presentata al governo finlandese per ottenere il suo trasferimento e le cure mediche necessarie. Inoltre, viste le sue gravi condizioni, il suo nome era anche stato inserito in una lista di pazienti destinata a Jane Holle Lute, Consigliere Speciale del Segretario Generale dell’ONU per il Trasferimento dei Residenti di Camp Hurriya (Liberty), per accelerare il suo trasferimento (Lista di Aprile 2014, numero 31). Il suo nome appare anche nelle liste fornite all’UNHCR (Novembre 2014 e Gennaio 2015). Ciononostante, tutte queste richieste si sono rivelate infruttuose.

Così dal 2009 e dopo che gli Stati Uniti hanno passato la responsabilità della protezione di Ashraf alle forze irachene, ventitré residenti di Ashraf e Liberty hanno perso la vita a causa del blocco sanitario. Molti altri pazienti sono in condizioni precarie a causa di questo assedio.

Se gli Stati Uniti e le Nazioni Unite avessero aderito all’accordo quadripartito dell’Agosto 2012, considerando anche gli altri loro ripetuti impegni presi per iscritto sulla sicurezza e il benessere dei residenti e se avessero costretto il Governo dell’Iraq ad interrompere questo blocco sanitario, questa morte avrebbe potuto essere evitata.

Il blocco sanitario è uno strumento nelle mani del Comitato Governativo incaricato della repressione di Ashraf, per torturare fisicamente e psicologicamente i residenti. Nonostante l’ambulatorio iracheno manchi delle strumentazioni essenziali per gestire i casi di emergenza, sono ormai tre anni che il Governo dell’Iraq impedisce il trasferimento a Liberty delle apparecchiature mediche che si trovano ad Ashraf e che i residenti si sono procurati a loro spese.

I comunicati quotidiani del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, insieme alle lettere e alle molte richieste dei rappresentanti e dei consiglieri legali dei residenti che si trovano sia Liberty che fuori dall’Iraq, testimoniano questa realtà. Come tutti i residenti di Camp Liberty, Mahin Afzali era persona protetta dalla Quarta Convenzione di Ginevra e sotto protezione internazionale in quanto rifugiata.

Maryam Rajavi ha porto le sue condoglianze per la dipartita di Mahin Afzali ai residenti di Liberty, ed in particolare alla figlia Asefeh Heydaryan. Ha esortato il Governo U.S.A. e le Nazioni Unite a rispettare i loro impegni sulla sicurezza e il benessere dei residenti e ad intraprendere un’azione immediata per porre fine al blocco sanitario, un caso lampante di crimine contro l’umanità.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

13 Gennaio 2015

 

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