martedì, Novembre 29, 2022
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IRAN – MARYAM RAJAVI: “QUESTO NOWRUZ PREANNUNCIA LA FINE DELLA DITTATURA RELIGIOSA E L’AVVENTO DELLA PRIMAVERA DI LIBERTA’”

Il discorso di Maryam Rajavi sul Nowruz alla conferenza dei Mojahedin del Popolo Iraniano

Maryam Rajavi ha porto i suoi auguri alle celebrazioni per il Nowruz, il Nuovo Anno iraniano, che si sono tenute a Tirana, in Albania con i membri del PMOI ed ospiti provenienti da Albania, Francia e Stati Uniti.

Auguri per il Nowruz, il fiorire della primavera e l’inizio dell’anno 1396!

Auguri a ciascuno di voi, combattenti per la libertà che avete creato il Terzo Ashraf, contro ogni desiderio del regime del velayat-e faqih!

Vorrei anche porgere i miei auguri da qui, ai miei cari compatrioti per l’inizio del Nuovo Anno.

Mi congratulo con voi curdi, baluci, arabi e azeri iraniani, tutti fiori colorati del giardino iraniano. Saluto i miei compatrioti in tutto il mondo che possono udire la mia voce.

Auguri per il Nowruz e per l’inizio del 1396!

Che la celebrazione di quest’anno possa preannunciare la sconfitta del velayat-e faqih che ha incatenato l’Iran! Possa questo Nowruz segnare l’avvento della primavera di libertà e della sovranità nazionale in Iran!

Possa quest’anno segnare la fine dell’inverno e preannunciare la sconfitta della belligeranza e dell’aggressione dei mullah nella regione, ed in particolare mi auguro la liberazione del popolo della Siria dal giogo di questo brutale regime.

Lo scorso anno è stato di buon auspicio, quando gli uomini e le donne di Ashraf, quelli che porteranno la primavera alla loro nazione, hanno spezzato un assedio che durava da anni e sono riusciti a portare a termine con successo la loro grossa campagna per il trasferimento in sicurezza dei membri della loro organizzazione.

Per 14 anni non abbiamo trascorso insieme le celebrazioni del Nowruz. Quelli sono stati gli anni dell’assedio e dei continui attacchi, gli anni della vergognosa designazione terroristica del PMOI/MEK e di molti altri casi pretestuosi intentati contro di esso, gli anni dell’accondiscendenza.

Il giardiniere ride perché finalmente la primavera è qui.

E l’albero che ha piantato è fiorito.

Ora è tempo di celebrare, celebrare la felicità, la gioia e la gloria. Il PMOI è di nuovo riunito insieme alla presenza di alcuni membri del Consiglio Nazionale della Resistenza ed in presenza di onorevoli sostenitori della Resistenza Iraniana. Tutto questo raddoppia il nostro piacere e la gioia in questa festività, nel celebrare il Nowruz, la promozione di un’alternativa democratica per il rovesciamento della dittatura religiosa al potere in Iran e per l’inizio della marcia di trionfo.

Perciò, ogni iraniano il cui cuore batte per la libertà, oggi è con noi in questa celebrazione del Nowruz.

Nonostante tutto il dolore e la sofferenza, la nazione iraniana ha mantenuto viva la sua speranza celebrando il Nowruz con sempre maggiore passione ogni anno, dimostrando che non avrebbe rinunciato al suo grande sogno fino a che il giardino dei suoi desideri sarebbe fiorito.

In questa nuova fase il PMOI ha costruito una nuova struttura organizzativa con il profumo della primavera nelle relazioni umane. Mantenendo l’onestà e l’altruismo, ha dato freschezza e prosperità al suo movimento. Ha rafforzato la sua volontà di liberare la sua patria, ed è pronto ad intraprendere la massima offensiva per conquistare sempre nuove vittorie per il popolo dell’Iran.

Perciò, a coloro che sono in carcere, a coloro che sono in esilio e a chiunque non si sia consegnato alle tenebre e alla corruzione noi diciamo che l’inverno è finito e che la sconfitta della dittatura religiosa è assolutamente inevitabile.

Ai membri del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, ai membri dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo, a tutti i loro accesi sostenitori in tutto il mondo, a quelli che stanno creando 1000 bastioni di ribellione e libertà e 1000 Ashraf in Iran e al leader della Resistenza Iraniana Massoud Rajavi, voglio dire che il miglior Nowruz sta arrivando per la nostra nazione. Buon Anno Nuovo!

Lasciatemi dare il benvenuto alle illustri personalità che sono giunte qui da tanto lontano per partecipare alla nostra celebrazione del Nowruz.

Salutiamo anche i nostri amici albanesi e li ringraziamo sinceramente per la loro presenza qui. Gli siamo molto grati per aver aperto le porte del loro bellissimo paese al PMOI.

Vorrei dirvi che il vostro sostegno per i diritti umani, per un cambiamento democratico in Iran e la vostra solidarietà alla lotta del popolo iraniano e dei suoi figli che si sono sollevati per la libertà e la democrazia, è molto dignitosa, saggia e responsabile e porrà ognuno di voi tra le fila dei più veri difensori dei diritti umani e della democrazia del nostro tempo. Ogni vostro passo su questa via, va a beneficio di tutto il mondo.

Nella coscienza collettiva e storica della nazione iraniana, il Nowruz è la traduzione di queste parole propizie: libertà e democrazia. Dopo tutto qual’è la filosofia del Nowruz?

Lo spiego per i nostri cari ospiti dall’Albania della Francia e degli Stati Uniti.

Nell’antica leggenda iraniana, il Nowruz simboleggia la caduta di un governante malvagio il cui potere si basa sull’esecuzione quotidiana dei giovani iraniani. E il giorno in cui è stato rovesciato da una protesta di massa e in cui è stato creato un nuovo governo basato sulla giustizia e la libertà, è stato chiamato Nowruz. Sì, il cambiamento è la filosofia del Nowruz e la sua essenza sono la libertà e la giustizia.

E il fatto che gli iraniani amino così tanto celebrare il Nowruz, deriva dalla loro profonda necessità individuale e sociale di esprimere il loro desiderio di libertà e prosperità.

Compatrioti iraniani,

Lo scorso anno ha segnato il glorioso compimento di 14 anni di ferma resistenza. La  Resistenza Iraniana si è brillantemente messa in luce nel felice trasferimento dei membri del PMOI, un’impresa che con la leadership e la supervisione di Massoud Rajavi ha sventato i piani di Khamenei per distruggere il movimento.

Anche il movimento per ottenere giustizia per le vittime del massacro del 1988 ha trovato la sua via verso conferenze e rapporti ufficiali delle Nazioni Unite, nonostante i numerosi ostacoli e l’ostruzionismo del regime.

Lo scorso anno abbiamo anche iniziato una campagna per fare inserire nella lista nera il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane (IRGC) e per imporre un assedio internazionale a questo regime cannibale.

In poche parole, lo scorso anno può essere riassunto come un anno di progresso per la Resistenza del Popolo Iraniano e come l’anno della sconfitta di entrambe le fazioni del fascismo religioso al potere in Iran. Queste sono crollate di fronte alle crescenti proteste degli operai, degli insegnanti, dei pensionati e di altri settori della società. Secondo i più alti ufficiali delle forze di sicurezza dello stato, il nostro popolo ha organizzato dalle 7000 alle 11000 proteste nell’ultimo anno, contro le politiche del regime. Sì, questo è qualcosa che va oltre le manifestazioni di protesta. È piuttosto un’esercitazione quotidiana per sradicare il potere oppressivo e l’ingiustizia dei mullah.

Oggi Khamenei deve affrontare tre grosse questioni che determineranno il destino delle prossime elezioni-farsa.

Primo: i mullah temono la resistenza e le proteste del popolo iraniano.

Secondo: la politica degli Stati Uniti nella regione. Gli esponenti del regime hanno ammesso che i mullah sono estremamente preoccupati e che hanno bisogno di riorganizzarsi per affrontare questo problema.

E terzo, il dilemma della successione di Khamenei, che ha creato una profonda crisi dietro le quinte. I mullah devono affrontare tutti questi problemi e, con la perdita del programma per la costruzione della bomba, la comunità internazionale può togliere questo strumento dalle mani dei mullah.

Non c’è bisogno di dire che le elezioni-farsa del regime sono sempre state boicottate dal popolo e dalla Resistenza iraniana, sin dal 20 Giugno 1981, e questo continuerà fino al rovesciamento del regime e al ristabilimento della sovranità popolare al posto del regime illegittimo dei mullah. Il vero voto del popolo iraniano vuole il rovesciamento del regime del velayat-e faqih in tutto il suo complesso.

Perciò vorrei avvertire i governi occidentali di non cadere negli inganni, nelle elezioni-farsa del regime a scapito del popolo dell’Iran. La politica di ignorare i diritti umani, la libertà e la resistenza del nostro popolo non può più continuare.

Solo poche settimane dopo le elezioni presidenziali americane ho dichiarato: “Il popolo dell’Iran, la Resistenza Iraniana, le nazioni e gli stati della regione, si aspettano una fondamentale revisione delle politiche americane degli ultimi tre decenni, ed in particolare degli ultimi 16 anni”. Ed ho precisato che nulla è stato più utile alla dittatura religiosa al potere in Iran dell’accondiscendenza americana.

Di conseguenza in questi giorni in cui viene discussa la politica sull’Iran, lasciatemi puntualizzare agli Stati Uniti e ai governi dell’UE che qualunque politica sull’Iran e il Medio Oriente che non rispetti la lotta per la libertà del popolo iraniano e che non appoggi le richieste popolari nella regione di una urgente dissoluzione o espulsione dell’IRGC e delle forze del regime, è destinata a fallire.

Sì, il rovesciamento della dittatura religiosa al potere in Iran è totale responsabilità del popolo e della resistenza iraniana. Quindi, ciò che ci aspettiamo è la fine delle concessioni e dell’assistenza che hanno contribuito a mantenere il potere del regime per anni.

Su questa base, le nostre richieste sono le seguenti:

Primo: subordinare le vostre relazioni diplomatiche e commerciali alla fine delle esecuzioni e delle torture in Iran.

Secondo: espellere le forze criminali ed invasive del regime iraniano, che si sono infiltrate nella regione approfittando del silenzio e dell’accondiscendenza dell’Occidente.

Terzo: il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane (IRGC) è il principale autore della repressione e delle uccisioni in Iran e il primo responsabile della guerra e del terrorismo nella regione. Deve essere designato come un’organizzazione terroristica e la sua libertà di azione deve essere contenuta.

Ed infine, rispettare la lotta per la libertà del popolo iraniano.

Cari amici,

Proprio nel momento in cui il vecchio anno si trasforma nel nuovo anno, il popolo dell’Iran fa una preghiera rituale all’Onnipotente, il trasformatore di ogni circostanza. Gli chiede di cambiare le loro nelle migliori condizioni. Prega per una nuova era di libertà, prosperità e di sovranità nazionale.

Questa preghiera e questo desiderio sono una richiesta urgente per la nostra nazione. Sono 39 primavere che il nostro movimento sta resistendo per sconfiggere la tirannia religiosa dei mullah e per conquistare questo destino glorioso.

Sin da quando ci siamo ribellati per realizzare la primavera di libertà Massoud ha detto: “Nessuno può fermare l’arrivo della primavera”, ed ha guidato il movimento di Resistenza nel corso di tutti questi tumultuosi anni, per sconfiggere i nemici della primavera.

Perciò, conquistare il gran Nowruz della libertà è ciò che conta.

Un Nowruz pieno di colori che baluci, curdi, arabi, azeri e gli altri potranno condividere. Un Nowruz ricco, pieno di tolleranza, in cui sciiti e sunniti, cristiani ed ebrei e i seguaci di tutte le religioni e delle varie etnie potranno coesistere in pace, in una società basata sulla separazione tra religione e stato.

Sì, il Nowruz della libertà in cui ognuno sarà libero di esprime e promuovere i suoi pensieri ed opinioni, di eleggere e diffondere le sue tradizioni politiche, di cambiare qualunque governo che non agisca negli interessi della gente, in cui ognuno sarà libero di scegliere il proprio abbigliamento e in cui nessuno sarà soggetto ad obblighi.

Questo è il Nowruz politico e sociale della nazione iraniana. Sebbene sembri un sogno, è raggiungibile. Questa causa gloriosa è imminente. Nonostante le catene e i legami del nemico, l’emancipazione di questa nazione è possibile e noi possiamo e dobbiamo realizzarla. I combattenti per la libertà iraniani, il PMOI e coloro che devono conquistare la primavera dalla nazione, l’esercito del Nowruz, l’esercito della libertà, si è sollevato per questa missione. E come ha detto Massoud: “L’avanguardia resiste e paga il prezzo necessario, in modo che questa catena alla fine si spezzi”.

Sì, questa catena si spezzerà, questo murò crollerà e questo inverno finirà.

E il Nowruz della libertà del popolo iraniano arriverà. 

Viva l’Iran

Viva la Libertà

 

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