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IRAN: Lotta interna senza precedenti tra il Presidente del regime dei mullah e il Capo del Majlis

L’incontrollabile lotta di potere e l’entrata del regime nell’era della sua caduta
Ahmadinejad ha rivelato conversazioni registrate dei fratelli Larijani con il capo dei seguaci del regime, Mortazavi, e Larijani ha accusato Ahmadinejad di cospirazione e comportamento mafioso minacciando di smascherarlo
Domenica 3 Febbraio, la sessione del Majlis (il Parlamento iraniano) per decidere su una mozione di sfiducia contro il ministro del Lavoro e Affari Sociali di Ahmadinejad, Abdulreza Sheikhol-Islam, ha registrato un livello senza precedenti nella lotta di potere tra le fazioni interne al regime. In questa sessione del Majlis, Ahmadinejad ha mostrato un video e si è impegnato a smascherare Ali Larijani, capo del Majlis. E Larijani, in cambio, ha definito l’atteggiamento di Ahmadinejad “mafioso” ed ha minacciato di smascherarlo. Durante la sessione per la mozione di sfiducia contro il Ministro del Lavoro e degli Affari Sociali di Ahmadinejad, interrotta continuamente dalle urla dei deputati, Ahmadinejad ha mostrato il video e il testo delle conversazioni tra Fazel Larijani (fratello di Ali e Sadeq Larijani rispettivamente capo del Parlamento e della Magistratura del regime) e il capo dei seguaci del regime Saied Mortazavi. Mortazavi è uno dei funzionari responsabili degli atroci crimini nella prigione di Kahrizak e dell’uccisione di molti prigionieri politici. A seguito della rivelazione di quei crimini, Mortazavi fu promosso anziché rimosso dal suo ufficio e fu nominato da Ahmadinejad a capo del dell’Organizzazione dei Servizi Sociali.
Nel leggere il testo delle conversazioni dell’incontro tra il fratello di Larijani e Mortazavi, Ahmadinejad ha accusato i fratelli Larijani di abuso di potere, corruzione finanziaria e di aver ricevuto tangenti.
Uno sconvolto Larijani ha avvertito che “l’esistenza stessa della società sta per andare perduta e la società è sul punto di esplodere” ed ha dichiarato che quella rivelazione costituiva una cospirazione contro il capo del potere legislativo. Ha aggiunto che Mortazavi “ha invitato un nostro parente nel suo ufficio e poi ha registrato l’incontro. Perciò è ovvio che è stato un complotto. Sig. Presidente, “non è quest’atto un comportamento mafioso? Una cospirazione?”  Il problema è che il Presidente non rispetta i principi stessi dell’etica. Se il Presidente aveva qualcosa da dire, perché non ce l’ha esposto qui? Avrebbe potuto dirmi di indagare, ma non l’ha detto né a me né alla magistratura e oggi lo ha detto al microfono. Questo va contro la correttezza, contro la giustizia. A che serve parlare sempre di giustizia se poi trasciniamo la vera essenza dell’etica della società alla corruzione?”
Minacciando Ahmadinejad Larijani ha detto: “Se come lei, io avessi registrato l’incontro che suo fratello, Davood Ahmadinejad, ha avuto con me dicendo molte cose sulle persone che la circondano e le correnti deviate, sulle loro connessioni con l’OMPI, la loro corruzione finanziaria e le connessioni con gli stranieri e poi l’avessi mostrato qui oggi, sarebbe stato giusto?” Quando Ahmadinejad ha cercato di rispondere a questi commenti, Larijani non glielo ha permesso dicendo che il suo tempo era scaduto.
L’inasprimento delle lotte interne tra i leaders del regime sta avvenendo nonostante poche settimane fa Khamenei abbia detto che rivelare queste differenze, fintantoché non siano finite le elezioni, è tradimento e che il 28 Dicembre abbia detto: “Fino a dopo le elezioni, qualunque mossa su queste differenze, in qualunque forma, verrà giocata in un campo preparato dal nemico.”
Con l’intensificarsi delle irrisolvibili crisi del regime e le elezioni presidenziali che incombono, la lotta di potere tra le fazioni del regime accelererà e si espanderà ulteriormente nei prossimi mesi. Un processo incontrollabile che, come la Resistenza Iraniana ha già sottolineato, porta notizie di un regime entrato nella sua fase finale e nell’era della sua caduta.
Ieri, in una conferenza internazionale a Parigi Maryam Rajavi, Presidente eletto della Resistenza Iraniana ha detto: “Il regime del Velayat-e Faqih ha perso i suoi pilastri e le sue risorse per continuare il suo governo e l’era del rovesciamento della dittatura religiosa è arrivato”.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
3 Febbraio 2013

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