sabato, Gennaio 28, 2023
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Iran: Lettera di protesta contro il viaggio del presidente del Consiglio italiano del prigioniero politico Saleh Kohandel dal carcere Gouhar-dasht

Egregio Presidente del Consiglio, abbiamo appreso la notizia della Sua visita in Iran insieme ad una delegazione di imprenditori. Questa visita avrà luogo in un momento in cui non è più un segreto che la fonte principale di tutte le sofferenze del Medio Oriente, dalla Siria all’Iraq fino allo Yemen, è il regime dei mullà al potere in Iran. Lo sa anche la gente comune e Lei, in qualità di capo di governo di un grande Paese come l’Italia, non può non saperlo. Egregio Presidente del Consiglio, abbiamo appreso la notizia della Sua visita in Iran insieme ad una delegazione di imprenditori. Questa visita avrà luogo in un momento in cui non è più un segreto che la fonte principale di tutte le sofferenze del Medio Oriente, dalla Siria all’Iraq fino allo Yemen, è il regime dei mullà al potere in Iran. Lo sa anche la gente comune e Lei, in qualità di capo di governo di un grande Paese come l’Italia, non può non saperlo. L’odore del petrolio, purtroppo, dà uno stato di ebrezza che fa chiudere gli occhi di fronte alle evidenze e rende sordi alla voce di milioni di profughi siriani, iracheni e yemeniti. Ma forse, per Lei non hanno alcuna importanza i più elementari diritti del popolo iraniano? Si può mettere la testa sotto la sabbia, sognando vantaggiose commesse economiche dall’Iran, ma io che sono un prigioniero politico da decenni nelle carceri del regime Le dico ad alta voce che tutti i contratti commerciali che si faranno con gli uomini di questo regime oppressore non hanno alcuna validità per noi iraniani. Quelli che Lei si appresta ad incontrare sono i macellai del popolo iraniano che hanno preso in ostaggio settanta milioni di iraniani. Egregio Presidente Renzi nella nostra cultura il reato del ricettatore è molto più grave di quello del ladro. Egregio Presidente del Consiglio in che lingua Le dobbiamo dire che questi mullà non rappresentano il popolo iraniano? Perché vuole essere annoverato tra i sostenitori dei dittatori? Se Lei potesse solo per un attimo ascoltare la voce degli oppressi anziché prestare orecchio solo all’oppressore! Il popolo iraniano gliene sarà riconoscente nel futuro Iran libero e democratico e non lo ricorderà, al contrario, come una pagina nera da condannare. A causa di questa nefasta politica di appeasement la nostra pena è così grave che d’ora in poi non Vi chiederemo di smetterla; Vi urleremo la nostra rabbia e diremo alle Vostri genti ciò che state combinando. Prigioniero politico Saleh Kohandel dal carcere Gouhar-dasht, Karaj copia: al ministero degli Esteri italiano al Palazzo Chigi all’ambasciata italiana a Teheran

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