mercoledì, Febbraio 1, 2023
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Iran, lettera agli europarlamentari: “Siamo chiamati a una battaglia comune”

Image"Caro collega – scrive il Ministro per le Politiche europee Andrea Ronchi in una lettera inviata ai 72 eurodeputati italiani – la situazione in Iran appare di giorno in giorno più preoccupante. E’ trascorso un mese esatto dal 'sabato di sangue', da quel 20 giugno che ha rappresentato il momento più terribile della repressione ai danni dei manifestanti scesi in piazza per chiedere trasparenza sull’esito delle elezioni. Da allora una lunga sequenza di violenze fisiche e psicologiche, di intimidazioni, fermi e arresti ingiustificati si è consumata a Teheran e nel resto del Paese. La presenza dei giornalisti stranieri è stata eliminata e così il regime ha potuto agire in maniera silenziosa, facendo affidamento sulla tendenza all’oblio e sulla velocità con cui le informazioni vengono consumate nella società occidentale.

 Ho avuto modo in queste settimane – si legge ancora nella lettera – di avere costanti contatti con le associazioni dei rifugiati iraniani in Italia. Gli aggiornamenti e le notizie che mi hanno girato mi hanno toccato come essere umano ancor prima che come ministro. La preoccupazione per la sorte delle persone che hanno deciso di sfidare il regime è fortissima. E il pericolo maggiore per tutti loro è che l’opinione pubblica internazionale volti lo sguardo dalle loro sofferenze. Per questo io vi chiedo, nella vostra responsabilità di parlamentari europei, di non abbassare la guardia. Vi chiedo di ascoltare questo grido e questa richiesta di aiuto e di percorrere ogni strumento in vostro possesso per non far calare il sipario su una situazione più drammatica di quanto sia possibile immaginare.

L'Europa e l'Occidente devono stare vicino ai cittadini iraniani che lottano per la libertà e la democrazia e hanno il coraggio di sfidare la repressione. Non si può, in nome degli interessi economici, chiudere gli occhi di fronte alla violazione dei diritti umani. E’ arrivato il momento che l'Unione Europea assuma una presa di posizione chiara di condanna e inizi a fornire risposte concrete a livello diplomatico.

Ho appreso – continua Ronchi – con grande piacere che gli eurodeputati, riuniti in sessione plenaria a Strasburgo, hanno sollecitato il ricorso a tutti i mezzi disponibili per spingere l’Iran a riconoscere che quanto accaduto non può essere tollerato, pur mantenendo aperto uno spiraglio di dialogo con Teheran. E’ un primo passo importante. Ma questa azione di sensibilizzazione e pressione deve essere portata avanti a cadenza pressoché quotidiana. In questo senso io credo che gli eurodeputati italiani, senza distinzione di schieramento, possano far sentire con forza la propria voce e impegnarsi in una grande e comune battaglia. Soltanto costruendo una fortissima unità di intenti e producendo un’azione diplomatica intensa, continua e compatta si può pensare di tenere alta la pressione sul regime iraniano. Mi aspetto quindi che i nostri europarlamentari – di cui ho avuto modo di saggiare la grande qualità complessiva – si rendano protagonisti di ogni utile iniziativa politica e di indirizzo a favore della libertà in Iran. Abbiamo il dovere – conclude il ministro Ronchi – di essere all’altezza delle speranze e delle aspettative che quei ragazzi e quelle ragazze ripongono in noi. Grazie a tutti voi per quanto potrete fare".

 

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