venerdì, Febbraio 3, 2023
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Iran: La campagna di disinformazione dei mullah sulla presunta collaborazione del Mojahedin del Popolo con l’ISIS Si prepara il terreno per un massacro dei residenti di Liberty

Comitato Affari Esteri

Continua la campagna del regime teocratico iraniano per la diffusione di false informazioni sulla collaborazione dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI) e del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI) con l’ISIS, iniziata sin dai primi giorni della recente crisi irachena.

L’obbiettivo è, ovviamente, preparare il terreno per un massacro su larga scala dei rifugiati iraniani membri del PMOI, ora a Camp Liberty. La Resistenza Iraniana ha avvertito di questa possibilità con diverse lettere e comunicati (come quelli del 5 e 7 Luglio).

La posizione del PMOI, del CNRI e dei residenti di Liberty contro il terrorismo, l’estremismo e il fondamentalismo è sempre stata molto chiara negli ultimi tre decenni. Nessuno di questi ha mai avuto alcuna relazione con gruppi come al-Qaeda e ISIS e tutti hanno ripetutamente condannato i crimini commessi da questi gruppi terroristici. Lanciando una campagna del terrore, i mullah cercano di etichettare qualunque opposizione alla crescente ingerenza del regime teocratico in Iraq e il riconoscimento dei diritti del popolo oppresso dell’Iraq, come un appoggio all’ISIS. Fingendo di combattere l’ISIS, i mullah cercano di giustificare e legittimare la loro ingerenza in Iraq. Non è una coincidenza che dopo il gran raduno della Resistenza Iraniana del 27 Giugno a Parigi e le decise posizioni espresse dalle più illustri figure politiche americane, europee e arabe contro l’ingerenza del regime iraniano in Iraq, i mullah abbiano intensificato la loro campagna di disinformazione, anche attraverso l’uso di agenti non iraniani.

Il sito web ufficiale di una TV e radio di Stato nota come  “News Network” (Shabakeh Khabar), in un servizio intitolato “Dietro l’alleanza tra gli ipocriti (PMOI) e l’ISIS”, ha citato un noto agente francese del regime, Thierry Mayssan, il quale ha detto: “Elementi del PMOI stanno combattendo da tre mesi al fianco dell’ISIS in Siria ed Iraq e il governo francese invia ufficiali francesi per addestrare il gruppo terrorista del PMOI e l’ISIS in Siria e Iraq… Il servizio segreto francese, insieme alla CIA e al Mossad, intende diffondere l’insicurezza entro i confini iraniani utilizzando il PMOI e Takfiris”.

Thierry Maysan, che il regime teocratico definisce “un esperto francese”, si reca regolarmente in Iran e in passato ha affermato che gli attacchi dell’11 Settembre 2001 contro gli Stati Uniti sono stati organizzati dai servizi segreti americani. Nel suo incontro del Dicembre 2012 con l’Associazione “Habilian”, ramificazione del MOIS, con una ridicola bugia affermò che la moglie di François Mitterrand aveva ordinato di vendere sangue contaminato dal virus dell’AIDS ai membri del PMOI per sterminarli!

Alla fine di Giugno, i media dei mullah hanno diffusamente citato “fonti dell’intelligence iracheno” dicendo: “120 membri del PMOI insieme all’ISIS e a ciò che resta del regime di Saddam, stanno combattendo a Mosul… Sono arrivati a Mosul dalla Francia e da diversi paesi occidentali”. Abbas al-Bayati, membro del parlamento iracheno, vicino a Maliki, ha ripetuto queste menzogne il 1° Luglio ed ha aggiunto: “Il governo iracheno darà loro una risposta decisa”. Il 5 Luglio Awad Al-Awadi, un altro agente dei mullah nel parlamento iracheno, ha detto: “L’unione tra il PMOI e l’ISIS è una minaccia alla sicurezza dell’Iraq”, e “.. il governo iracheno ha il diritto di emettere un mandato di cattura internazionale attraverso l’Interpol contro la leadership del PMOI”. Il 6 Luglio, il giornale iracheno “Al-Alam”, legato a Maliki, ha scritto: “Membri del PMOI combattono al fianco dell’ISIS in Siria e Iraq da tre mesi”.

Il Comitato Affari Esteri del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, con riferimento a questa diabolica campagna, vuole attirare la pubblica attenzione verso i seguenti punti: 

1 – Come già detto, il PMOI, il CNRI e i residenti di Liberty non hanno mai avuto nessuna relazione con l’ISIS. La Resistenza Iraniana non ha mai interferito con gli affari interni dell’Iraq e ritiene che il popolo iracheno debba decidere del suo futuro. Perciò la Resistenza Iraniana si è sempre opposta all’ingerenza del regime iraniano in Iraq ed ha continuamente denunciato questa ingerenza distruttiva del regime in Iraq. La Resistenza Iraniana sa discernere le legittime aspirazioni del popolo iracheno oppresso e i gruppi estremisti che approfittano di questa situazione.

2 – Le affermazioni di Maryam Rajavi, Presidente eletta della Resistenza Iraniana al gran raduno degli iraniani del 27 Giugno a Parigi, tenutosi alla presenza di 600 parlamentari ed illustri personaggi politici, in particolare ex-alti funzionari americani, non lasciano spazio ad alcuna ambiguità. Ha detto infatti: “Il regime iraniano sta facendo dei vani tentativi per contrastare le rivolte del popolo iracheno, definendo la ribellione di milioni di iracheni ‘terrorismo e azioni di gruppi estremisti’. E ciò nonostante i leaders tribali e il popolo dell’Iraq per settimane abbiano ripetutamente condannato qualunque forma di estremismo e di terrorismo, nonché qualunque attacco o aggressione a danno dei civili. Hanno inoltre sottolineato che loro stessi hanno mosso guerra al terrorismo e ad al-Qaeda in Iraq in passato e che sono pronti a rifarlo di nuovo. Ma non si può ignorare il terrorismo del governo di Maliki e del regime iraniano, causa prima di questa situazione. Ed ha aggiunto: “C’è un vasto consenso a livello internazionale sul fatto che l’attuale stato di cose in Iraq sia stato generato dalle politiche autoritarie e repressive di Maliki. Perciò c’è solo una soluzione, ed è cacciare Maliki, cacciare il regime iraniano dall’Iraq e creare al suo posto un governo democratico e omnicomprensivo”.

3 – Per il PMOI, sciita esso stesso, storie come “il Califfato Islamico” e crimini come gli attentati ai luoghi di culto degli sciiti e delle altre religioni, non sono solo disumane ma servono solo agli scopi del regime dei mullah e ad infiammare il conflitto tra sunniti e sciiti. Il Presidente del network televisivo “Al-Arabiya”, il 6 Luglio ha scritto: “Secondo la nostra opinione, sia in Siria che in Iraq il regime dei mullah al potere in Iran è un finto nemico e un alleato segreto dell’ISIS. Tutti sanno che Al-Qaeda e l’ISIS, nonostante la loro cultura ampiamente anti-sciita, non hanno mai colpito gli interessi del regime teocratico da nessuna parte”.

4 – Le summenzionate falsità sono parte integrante della cospirazione dei mullah tesa alla distruzione dei residenti di Camp Liberty. Il 26 Giugno, Maliki ha inviato una delegazione a Tehran per richiedere assistenza militare e appoggio al suo terzo mandato da primo ministro. In cambio gli esponenti del regime iraniano hanno chiesto di riprendere la repressione contro Camp Liberty. Tre ufficiali che hanno partecipato ai massacri ad Ashraf del 2009, 2011 e 2013, insieme ad agenti dell’intelligence iracheno, sono stati dislocati in prossimità di Camp Liberty. Un gran numero di agenti della forza terroristica Quds che non parlano arabo, si trovano in questo centro insieme a loro. Recentemente le forze irachene e gli agenti del regime iraniano hanno creato dei check-points in 14 punti attorno a Camp Liberty e le mitragliatrici che vi si trovano sono puntate contro i residenti all’interno del campo.

5 – La campagna di demonizzazione dei mullah contro la Resistenza Iraniana non è cosa nuova. Il 14 Giugno 2014 la Fars, l’agenzia di stampa dell’IRGC, ha scritto che nella crisi irachena non si deve “…dimenticare la potenza e l’efficacia di una operazione psicologica. Una tattica grazie alla quale anche il regime siriano ha ottenuto buoni risultati”. In questo periodo, come ha sempre fatto, il regime iraniano ha tentato di far credere a Stati Uniti, ONU e paesi europei, attraverso il governo iracheno ed altri “intermediari”, che il PMOI appoggia l’ISIS e che ha con esso dei legami. Proprio come un decennio fa, quando per mantenere il PMOI sulla lista delle organizzazioni terroristiche, il regime teocratico affermò che i residenti di Ashraf mandavano le donne in operazioni suicide a Karbala e che stavano progettando di far saltare in aria le strutture americane nella Green Zone. E’ stato provato nei tribunali americani che queste assurdità erano prive di fondamento. Nel 2003 e anche prima, il regime iraniano aveva affermato che le armi di distruzione di massa irachene erano nascoste nelle basi del PMOI. Prima ancora l’uccisione di pastori cristiani nel 1994, l’attentato al santuario dell’Imam Reza a Mashhad dello stesso anno, il massacro alla Mecca e l’incendio di Kabeh del Luglio 1987, nonché centinaia di altri crimini tutti commessi dall’intelligence iraniano e dall’IRGC, furono addebitati al PMOI.

Il Comitato Affari Esteri del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana mette in guardia ancora una volta contro i pericolosi complotti del regime dei mullah tesi a compiere un altro bagno di sangue a Camp Liberty. Visti i ripetuti impegni presi per iscritto dagli Stati Uniti e dalle Nazioni Unite riguardo alla sicurezza e all’incolumità dei residenti di Camp Liberty, chiede un’azione urgente per la protezione di Camp Liberty.

Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, Comitato Affari Esteri

13 Luglio 2014

 

 

 

 

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