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Iran: L’uniforme è l’abito obbligatorio per le donne

Il regime iraniano ha approvato un emendamento alla legge misogina detta “Per la protezione della santità dell’hijab e della moralità” che va ad aggiungersi così all’enorme quantità di oppressione e pressioni contro le donne iraniane.

In base a questo emendamento, tutte le donne impiegate devono indossare una uniforme determinata dal regime iraniano (agenzia di stampa di stato IRNA – 2 Novembre).

Questo emendamento è di gran lunga più misogino e repressivo della direttiva del ministro degli interni di Rouhani di metà Giugno inviata a tutti i governatorati provinciali e alle agenzie governative.

Come ha ammesso Laleh Eftekhari, portavoce della fazione femminile del parlamento: “I ministri, la Guida, le agenzie di Intelligence e per la sicurezza del paese, sono stati coinvolti nella stesura di questa legge e anche il governo vi ha pienamente partecipato”.

Secondo gli esponenti del regime iraniano, questa legge non riguarderà solo le agenzie governative ma anche le ditte private, le istituzioni, gli asili, i parchi e i luoghi ricreativi e commerciali.

La legge prevede anche multe, carcere e  tagli allo stipendio delle impiegate con la scusa di essere “mal-velate”.

Secondo questa legge “l’impiego delle donne negli affari…. dovrà osservare la segregazione dagli uomini e l’orario lavorativo dalle 07:00 alle 22:00. La mancata osservanza di questo articolo verrà considerata una violazione e il negozio che avrà violato la legge verrà chiuso per una settimana dalle forze di sicurezza e se si dovesse ripetere, verrà chiuso per un mese”. …

Secondo un altro articolo di questa legge repressiva adottata a metà Agosto dal parlamento del regime, le guidatrici che non osserveranno le leggi medievali dell’hijab imposte dal regime, rischieranno grosse multe e la loro patente verrà sospesa. Inoltre “il guidatore è responsabile di qualunque cosa accada sulla sua automobile e perciò è responsabile anche del modo in cui i suoi passeggeri sono vestiti”. Pertanto persino l’autista del veicolo dovrà pagare una multa per i passeggeri mal-velati.

Sarvnaz Chitsaz, Presidente del Comitato delle Donne del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (NCRI), ha espresso la sua profonda condanna per l’inasprimento della repressione verso le donne giustificata dall’accusa falsa, fabbricata di mullah, di “velo improprio” e l’attuazione dell’apartheid sessuale, dichiarando: “L’aumento della portata della repressione sulle donne e sui giovani, che sono la forza di cambiamento nella società e il ruolo attivo di Rouhani nell’approvazione e l’attuazione di questa legge repressiva, dimostra che la “moderazione” di questo mullah ingannatore, non è altro che una finzione e, per quanto riguarda la popolazione ormai stufa, le varie fazioni di questo regime non sono differenti”.

Sarvnaz Chitsaz ha chiesto alle donne amanti della libertà e ai giovani dell’Iran, che hanno combattuto contro i diversi piani repressivi e le pressioni imposte da questo regime durante il suo governo, di aumentare le loro proteste contro queste politiche repressive. Ed ha detto: “Di sicuro questo regime misogino e medievale, che il popolo iraniano chiama ‘il Padrino dell’ISIS’, verrà rovesciato da queste donne e giovani valorosi.

La Presidente del Comitato delle Donne del CNRI ha anche chiesto a tutte le organizzazioni per i diritti delle donne di condannare queste misure repressive e di non tollerare che questo regime oppressivo, che ogni giorno aggiunge nuova violenza e repressione verso le donne, faccia parte dell’Agenzia UN Women e di chiedere la sua estromissione da questa istituzione.

Comitato delle Donne del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

7 Novembre 2015 

 

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