domenica, Novembre 27, 2022
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Iran: Khamenei riconosce la crisi e tenta disperatamente di minimizzarla

Attenzione alle bande interne del regime contro la disperazione e intensificare della lotta per il potere
 
Khamenei, leader supremo del regime iraniano, mercoledì, solo pochi giorni dopo la crisi valutaria e la protesta diffusa dei commercianti di Bazar, in un discorso nella città di Bojnoord  nella provincia del Nord Khorasan ha riconosciuto la crisi e la disoccupazione diffusa in tutto il paese e ha detto che questo problema è tra le principali preoccupazioni del popolo. Tuttavia, Khamenei ha disperatamente cercato di minimizzare le proteste delle persone che scandivano”abbasso Khamenei e abbasso il dittatore” e protestavano contro la mortale crisi economica. Egli ha detto: “alcune persone sono uscite per la strada facendosi chiamare Bazari (commercianti) per creare disordine … Per 2 o 3 ore alcune persone sono venute per le strade di Teheran per dare alle fiamme bidoni della spazzatura, e dall’altra del mondo chi esprime la felicità e dice di “sì, ci sono le proteste”; è meglio la nostra situazione (negli Stati Uniti e in Europa) o la vostra situazione? … La Repubblica Islamica non si piega in ginocchio con questi problemi. “Ha detto l’ingannevole e la stupidaggine che gli Americani sono poveri sofferenti e intrappolati, e sono di classe bassa.

Riconoscendo la crisi e la lotta interna da iene tra i funzionari del regime, lui ha sottolineato ai suoi incaricati “di fronte a una serie di nemici” e per poter superare “Strettoie” essi non dovrebbero disperare o perdere la pazienza e la resistenza, non dovrebbero cadere in stato d’animo frettoloso o dimenticare di far piani per il futuro o cadere in confusione.”

Le fazione interne del regime nella loro lotta crescente svelano alcuni dei loro saccheggi e rapine ogni giorno. Secondo un membro del parlamento del regime “ogni anno circa $ 30 miliardi merce di contrabbando viene importato nel Paese che risulta in perdita di posti di lavoro e di produzioni da parte di fabbriche nazionali” (Agenzia di Stampa Fars, 5 ottobre 2012).

Ora, a causa di politiche distruttive dei mullah che hanno portato alla chiusura degli stabilimenti principali del Paese e alla distruzione dell’agricoltura, milioni di lavoratori, contadini e operai nelle città e nelle zone rurali vivono sotto la soglia della povertà e sono condannati a una morte lenta.
 
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
11 OTTOBRE 2012

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