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Iran: Khamenei insiste con l’esportazione del terrorismo e del fondamentalismo per mascherare il suo dietrofront sulle condizioni sul nucleare

Quattro giorni dopo il raggiungimento dell’accordo sul nucleare con i P5+1, il leader supremo del regime iraniano Khamenei, parlando durante le preghiere del Eid Fitr, ha tentato di mascherare il suo dietrofront sui limiti che aveva posto all’accordo sul nucleare dicendo che questo accordo non cambierà la politica del regime per l’esportazione del terrorismo e del fondamentalismo in tutta la regione e accennando appena alle ripetute sconfitte dei suoi affiliati in Siria e Yemen.

Approfittando dell’indifferenza della comunità internazionale, in particolare di UE e U.S.A., verso i crimini commessi dal regime iraniano fuori dai suoi confini, Khamenei ha assunto un tono bellicoso e ha detto: “Sia che l’accordo sul nucleare venga approvato o no, noi non permetteremo che i principi fondamentali del sistema islamico vengano danneggiati da nessuno… Sia che venga approvato o no, non ritireremo il nostro appoggio ai nostri amici nella regione, come l’innocente nazione della Palestina, l’innocente nazione dello Yemen, il popolo e il governo della Siria, il popolo e il governo dell’Iraq, l’innocente nazione del Bahrein, i veri mujahedin della resistenza in Libano ( Hezbollah ) e Palestina. Noi li sosterremo sempre…. Le politiche degli Stati Uniti nella regione distano 180 gradi da quelle della Repubblica Islamica”.

Quindi nella sua prima apparizione pubblica dopo l’accordo di Vienna, Khamenei ha deciso di comunicare ai suoi avversari interni e alle sue controparti internazionali, che il suo potere e la sua egemonia all’interno del regime non sono minacciati.

Mentre i suoi accoliti gridavano slogan pre-confezionati come “Morte all’America” e “Morte ai Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK)”, si è poi espresso con una ridicola bugia: “Loro dicono di aver fermato l’arma iraniana. L’arma nucleare iraniana non ha niente a che fare con i colloqui o con i negoziati degli Stati Uniti con gli altri. Secondo i precetti del Corano e della Sharia islamica, sviluppare, detenere ed impiegare armi nucleari è proibito dalla religione e noi non vi ricorreremo”.

Le assurde affermazioni di Khamenei giungono proprio mentre Rouhani, il presidente del regime iraniano, nel suo libro “Sicurezza Nazionale e Diplomazia Nucleare”, ammette che “nell’anno 2000 l’Organizzazione per l’Energia Atomica promise ai funzionari che per Marzo 2003 avrebbero impiegato 54.000 centrifughe con la capacità di produrre 30 tonnellate di carburante arricchito del 3,5%… l’Organizzazione per l’Energia Atomica riteneva di dover prima completare il sito di Natanz e poi informare l’AIEA. Ma l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo, improvvisamente e su ordine degli Stati Uniti, organizzò una conferenza stampa per sollevare false accuse e provocare grande scalpore”.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

18 Luglio 2015

 

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