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Iran-Iraq:impedire l’abuso della dittatura iraniana dalla nuova Costituzione irachena

Martedi 13 settembre 2005
ImageIl CNRI 12,sett – Lettera del prof. Eric David, docente dei diritti internazionali, presidente del Centro dei Diritti internazionale all’università di Brusseles e primo Consigliere del Comitato internazionale della Croce Rossa al Presidente iracheno Jalal Talebani
La redazione della bozza della nuova Costituzione irachena  suscita molte speranze, che dopo la sua approvazione finale, sarà come una mappa che porterà alla democrazia  e alla prosperità tutta la popolazione irachena, che ha sofferto molto per lunghi anni. Tutto il mondo Vi auspica ogni successo.

La nuova Costituzione irachena, come un documento storico, deve essere in armonia con i diritti internazionali e con direttivi dei diritti umani. Io Le scrivo per esprimere la mia profonda preoccupazione riguardo un articolo della bozza della Costituzione che a mio parere è in contrasto con il contenuto delle convenzioni internazionali per i rifugiati politici e i diritti dei rifugiati.
Sto parlando del articolo 21, comma 3 della bozza in cui dice: “lo status di rifugiato non sarà concessa a coloro che sono accusati di crimini internazionali o al terrorismo o a coloro che hanno danneggiato l’Iraq”.
È, sicuramente diritto dell’Iraq non concedere lo status di rifugiati ai criminali internazionali che sono stati condannati per il  reato del terrorismo, ma la composizione di questa comma lascia spazio agli abusi contro i rifugiati e rifugiati politici, il che è in contrasto con le convenzioni internazionali ad esempio con la Convenzione di Ginevra 1951 per i rifugiati politici. È in contrasto con il Comunicato 1967 dell’ONU riguardo rifugiati territoriali e con la comma “non discriminazione” inserita in tutti trattati dell’estradizione.
Lei sa molto bene che il regime iraniano negli ultimi due anni ha tentato continuamente  e usando tutti i mezzi di costringere le autorità irachena per estradizione dei membri del gruppo principale dell’opposizione iraniana, cioè i Mojahedin del Popolo, all’Iran. Recentemente sono stati rapiti due membri dei Mojahedin del Popolo a Baghdad e c’è stato un tentativo per rapirne altri sette, che stato neutralizzato. Ci sono state anche delle relazioni del rapimento e l’uccisione dei rifugiati curdi iraniani in Iraq da parte degli elementi del regime iraniano.
In questa situazione il regime iraniano tramite i suoi elementi in Iraq tenterà di sfruttare tutte le parole poco precise della comma 3 del articolo 21 per arrivare ai suoi nefasti obiettivi, cioè all’eliminazione dei suoi dissidenti.
Mentre l’Iraq percorre la strada delle sfide per arrivare alla democrazia, un segnale principale per la comunità internazionale è che il nuovo governo dell’Iraq come si affronta la questione dei rifugiati e rifugiati politici. Perciò io credo fermamente, a titolo di un amico del popolo iracheno e della sua neonata democrazia, che si debba cambiare in modo che il suo contenuto sia in linea con quello precisato dalle convezioni internazionali.
Questi cambiamenti chiuderà la strada agli abusi che il regime iraniano è intenzionato ad effettuare.
Evento della democrazia in Iraq deve offrire un nuovo modello per tutto il Medio Oriente. Se la mappa di questo modello è la Costituzione, lascia aperta la possibilità che il regime iraniano possa abusarne, l’evento non avrà luogo.

La ringrazio anticipatamente della Sua attenzione

Con rispetto
Eric David
Copia

All’egregio  Presidente degli USA George W. Bush
All’egregio Primo ministro della Gran Bretagna
All’egregio Primo ministro dell’Iraq Ibrahim Jaafari
All’egregio ministro degli Affari Esteri Hoshiar Zibari
All’egregio ambasciatore statunitense Zalami Khalil Zad

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