mercoledì, Febbraio 1, 2023
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Iran: I mullah temono le proteste popolari durante la Festa del Fuoco e gli appelli del PMOI ai manifestanti

Viene proibita la Festa del Fuoco definendo questa cerimonia “vietata dalla religione” mentre vengono adottate massicce misure militari per la sicurezza

L’anti-iraniano regime dei mullah, temendo che la Festa del Fuoco si trasformi in una rivolta popolare contro il fascismo religioso al potere, sta facendo ricorso a massicce misure militari e di polizia in varie parti del paese, in particolare a Tehran.

A questo proposito il mullah Ahmad Khatami, membro dell’Assemblea degli Esperti, parlando durante la preghiera del venerdì a Tehran della cerimonia tradizionale dello Chaharshanbe Suri (la Festa del Fuoco, che si celebra l’ultimo mercoledì prima del Nowruz) ha detto: “Dal punto di vista legale questi giochi di fuoco sono una violazione ai diritti degli altri. Allo stesso modo dal punto di vista della Sharia sono una minaccia ai credenti e sono vietati dalla religione”. Ha avvertito che “oltrepassare il limiti imposti da Dio non è gioioso, ma spazza via la gioia”.

Taqi Mehri, capo del NAJA, la Polizia per la Prevenzione (le forze di sicurezza dei mullah) ha detto: “Tenere dei raduni per la Festa del Fuoco è stato proibito e non è permesso”. Ed ha aggiunto: “Come negli anni scorsi e in base alla legge anche quest’anno, le forze di sicurezza affronteranno quelli…. che cercheranno di bloccare le vie principali”. (Asriran.com – 22 Febbraio)

Il 13 Marzo un esponente del regime sul sito web Journalists Club, affiliato alle guardie rivoluzionarie, ha scritto: “Purtroppo negli ultimi anni la Festa del Fuoco ha deviato dalla sua natura tradizionale ed è divenuta violenta”. Per nascondere la sua paura per la popolarità di questa festività e per intensificare l’atmosfera di terrore ai danni dei giovani, ha detto: “Il numero dei feriti durante l’ultimo mercoledì dell’anno ha visto una crescita negli ultimi anni e dal 2009, facendo un balzo di 5,2 punti”.

Ed ha aggiunto: “La maggior parte dei feriti sono stati studenti tra i 15 e i 25 anni”.

Il comandante della sicurezza della provincia di Kerman, Hossein Chenarian, si è soffermato sull’attuazione di speciali misure di sicurezza dicendo: “Le forze di polizia tratteranno duramente i venditori di fuochi d’artificio e quelli che disturberanno la quiete pubblica negli ultimi giorni dell’anno”. Definendo i dimostranti “teppisti e delinquenti” ha detto: “Le forze di polizia controlleranno costantemente i teppisti e i delinquenti già identificati”. Ha poi avvertito che, per garantire la sicurezza nei giorni della festività del Nowruz, quelli che verranno arrestati in questo periodo verranno trattenuti fino all’ultimo giorno di festa. (media di stato – 10 Marzo)

Queste misure repressive vengono adottate a seguito di un appello dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK) del 26 Febbraio, a trasformare la Festa del Fuoco in una rivolta e in una protesta contro il regime teocratico, accolto con grande favore e che spaventa oltremodo il regime.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

16 Marzo 2015

 

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