domenica, Febbraio 5, 2023
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IRAN: Gli abitanti di Iranshahr protestano per la morte di due baluci uccisi dalla polizia

Una stazione di polizia e tre macchine date alle fiamme

Domenica 10 Maggio, gli abitanti dei villaggi di Mohammadabad e Karimabad, nei pressi di Iranshahr nella provincia del Sistan-Balucistan, infuriati per la morte di due baluci, hanno attaccato la stazione di polizia di Mohammadabad con mazze di legno e pietre, dandola poi alle fiamme.

Le proteste sono continuate in tutta la regione fino alla tarda notte di domenica e la folla ha distrutto tre veicoli appartenenti alle forze di sicurezza e al comune. Inoltre la strada Iranshahr – Bampour è stata chiusa dai dimostranti.

Le proteste si sono scatenate in seguito ad un atto delle forze di repressione della stazione di polizia di Mohammadabad che hanno sparato direttamente contro un pick up facendolo uscire fuori strada. L’impatto ha fatto incendiare il veicolo, che trasportava carburante diesel e i due passeggeri baluci sono morti tragicamente tra le fiamme. I poliziotti hanno sparato contro il veicolo con la scusa che i due stavano contrabbandando carburante.

Aliasghar Mirshekari, vice-governatore del Sistan-Balucistan ha dichiarato: “Dopo questo incidente molte persone del villaggio di Mohammadan, distante 4 km da Iranshahr…hanno bloccato la strada Iranshahr-Bampour, istigate da alcuni giovani. Queste persone, che erano meno di 500, sono state incitate da questi sabotatori a dare alle fiamme due veicoli del comune e uno della polizia”.

Gli agenti del regime teocratico sparano a raffica contro dei poveri paesani indifesi o li bruciano vivi, con la scusa che stanno trasportando qualche litro di kerosene o qualche lattina di olio, mentre Khamenei e le guardie rivoluzionarie gestiscono e controllano il business del contrabbando. Piccoli frammenti delle cifre astronomiche delle loro ruberie vengono rivelati quotidianamente nel corso della lotta di potere tra le fazioni interne al regime.

Come ammesso dal capo del “Quartier generale per la lotta al contrabbando di merci”, Habibollah Haqiqi, il giro d’affari del contrabbando di merci nel regime dei mullah è due volte il budget di sviluppo del paese. Definendo il contrabbando “la minaccia” e “il tallone d’Achille” dell’economia del regime teocratico ha precisato: “Il business del contrabbando nel 2013 valeva 20 miliardi di dollari o 60.000 miliardi di toman, se un dollaro si calcola a 3000 toman, mentre il budget per lo sviluppo del paese ammonta a circa 30.000 miliardi di toman. (Agenzia di Stampa Fars, affiliata alle guardie rivoluzionarie – 11 Gennaio 2015)

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

11 Maggio 2015

 

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