sabato, Dicembre 10, 2022
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Iran: Fermate la sporca guerra contro i residenti di Ashraf

ImageDa più di sei mesi un pugno di agenti del regime iraniano, che si spacciano per “familiari dei residenti di Ashraf”, in realtà sostenuti dal Comitato di repressione di Ashraf – un organo di ispirazione governativa irachena – e dallo stesso governo iracheno, sono radunati all’ingresso del Campo Ashraf e con potenti altoparlanti esercitano un’assordante tortura psicologica nei confronti dei residenti. Questi agenti del regime iraniano operano provocazioni e preparano il terreno a eventuali attacchi e massacri. La situazione è ancora più grave per i ricoverati nell’ospedale del campo, che è situato in vicinanza dell’ingresso.

Impossessarsi dei beni altrui, provocare rumori insopportabili, maltrattare i malati, minacciare di morte e incendiare sono azioni che calpestano ogni più elementare norma di qualsiasi Paese dove ci sia una parvenza di stato di diritto. Queste provocazioni sono senza dubbio contrarie al diritto internazionale e violano palesemente le Convenzioni di Ginevra sui rifugiati: tali comportamenti calpestano le leggi umanitarie e i diritti umani.

Nello stesso tempo, le ambasciate irachene in vari Paesi non concedono il visto ai veri familiari dei residenti di Ashraf che intendono visitare i loro cari. Dall’inizio del 2009, sono centinaia le persone che si sono rivolte alle ambasciate irachene e che si sono viste rifiutare le proprie richieste. Molti iraniani che hanno potuto visitare i loro parenti ad Ashraf tra il 2003 e il 2008, quando le forze statunitensi si occupavano di tutelare il Campo, una volta ritornati in Iran sono stati arrestati ed ora almeno 200 di loro si trovano in carcere, solo per essre stati ad Ashraf. Alcuni di questi – Mohammad Ali Saremi, Jafar Kazemi. Mohsen Danesh-puormgadam, Mohammad Ali Haj – sono stati condannati a morte per avere dei parenti ad Ashraf e averli visitati.

Considerato quanto esposto,

1. Noi condanniamo questa sporca guerra psicologica contro i residenti di Ashraf, e chiediamo all’ONU e all’Amministrazione statunitense di reclamare presso il governo iracheno affinché agisca per porvi fine, ed allontani gli agenti del regime dei mullah dall’ingresso di Ashraf così che termini l’accerchiamento contro i residenti;
2. Chiediamo all’ONU, affinché sia impedito un bagno di sangue, che stabilisca una squadra dell’UNAMI nel Campo Ashraf, e alle forze statunitensi di stabilirsi permanentemente al Campo Ashraf, per garantire i residenti e la squadra UMAMI.

Roma, 24 agosto 2010

Sergio D'Elia

Segretario di Nessuno Tocchi Caino

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