giovedì, Dicembre 1, 2022
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Iran: Due manifestanti arrestati trucidati nelle carceri di Evin e Arak da inquirenti e torturatori

Rivolte in Iran – No. 43

Il regime ammette che il numero degli arrestati ammonta a 3.700 e che molti di essi sono sotto tortura

Sina Ghanbari, un giovane di 22 anni, arrestato durante le rivolte scoppiate in tutta la nazione, è stato trucidato dagli aguzzini del regime dei mullah nel carcere di Evin. Gli agenti del regime, temendo la reazione del popolo a questo crimine brutale, in maniera ridicola hanno affermato che Sina Ghanbari si è suicidato in carcere.

In un altro episodio Vahid Heidari, un povero commerciante arrestato durante le proteste ad Arak, è stato ucciso a colpi di bastone. La polizia della provincia centrale ha affermato, con una bugia analoga: “Questa persona era stata arrestata perché in possesso di stupefacenti e si è suicidata nel centro di detenzione della stazione di polizia 12 di Arak”, (quotidiano Jahan San’at – 7 Gennaio).

Migliaia di altri prigionieri si trovano in condizioni difficili ed incerte in diverse carceri, molti sono sottoposti a brutali torture. Si dice che anche altri detenuti siano stati trucidati sotto tortura.

Lo scopo di questi crimini disumani del regime dei mullah, è quello di spegnere le fiamme della protesta. Un tentativo che è già stato sventato. Riferendosi ai manifestanti, oggi Khamenei ha detto: “Gli agenti del regime non si arrenderanno” e questo mentre Jaafari, comandante dell’IRGC, aveva annunciato la scorsa settimana che le rivolte erano finite. Anche Rouhani aveva affermato che le proteste sarebbero finite entro due giorni, (notizie dei media – 4 Gennaio).

Martedì 9 Gennaio Mahmoud Sadeghi, membro del Majlis, ha ammesso: “3700 persone sono state arrestate durante le proteste”. Ed ha aggiunto: “Dati diversi sugli arresti degli studenti durante le recenti proteste, sono stati presentati ai rappresentanti del Majlis da diversi istituzioni. Perciò, non possiamo fornire statistiche accurate sugli arresti degli studenti”.

Questi crimini da un lato, aumentano la determinazione dei dimostranti di rovesciare il fascismo religioso al potere in Iran e, dall’altro, accrescono la necessità di un’azione internazionale urgente per combattere i continui crimini contro l’umanità commessi dai mullah. I criminali al potere in Iran devono essere espulsi dalla comunità internazionale e devono rispondere dei loro crimini.

La Resistenza Iraniana chiede a tutto il popolo iraniano, e soprattutto ai giovani, di protestare contro i crimini del regime dei mullah, specialmente quelli commessi nelle carceri, e di sostenere le famiglie dei martiri e dei prigionieri. Chiede inoltre all’Alto Commissario per i Diritti Umani di istituire una missione investigativa che indaghi sulla situazione delle carceri e dei prigionieri politici, soprattutto di quelli arrestati durante le recenti proteste e provveda al loro rilascio senza condizioni.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

 

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