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Iran -Cosa deve prevalere ?La giustizia o gli interessi ? E chi ne pagherà le spese?

Da Sid-Ahmed Ghozali
(Ex Primo Ministro algerino)
ImageAsharq Al-Owsat, 27 marzo – Come cittadino arabo e responsabile della politica algerina, io mi interesso di ciò che accade tra i paesi occidentali, in particolare tra quelli europei da una parte e quelli arabi e musulmani dall’altra. Di conseguenza mi interesso molto a ciò che accade in Iran e seguo con attenzione tutte le attività della resistenza iraniana e dei mujaheddin del popolo.

Senza dubbio i lettori arabi sanno bene che l’etichetta del terrorismo è uno strumento estremamente efficace per imporre restrizioni pesanti alle attività del movimento di resistenza. E questo è il caso dell’opposizione iraniana. A causa dell’iscrizione da parte di USA ed Europa, dei gruppi di resistenza iraniani tra l’elenco delle organizzazioni terroristiche, le attività delle organizzazioni sono state sensibilmente penalizzate non potendo così adempiere totalmente ai propri doveri culturali, umani e politici. Avendo osservato questa situazione per molto tempo e dopo aver seguito l’evoluzione delle vicende politiche e giudiziarie, ho realizzato questo dossier col quale intendo informare i lettori arabi di quanto ho appreso.

Il 6 marzo scorso ho assistito a Lussemburgo ad una seduta della Corte Europea di Giustizia incaricata di deliberare sulla denuncia presentata dall’Organizzazione dei Mujaheddin del popolo iraniano (OMPI) contro l’Unione Europea per aver inserito il proprio nome sulle liste delle organizzazioni terroristiche. Quello che ho osservato durante questa udienza merita di essere raccontato per dare una lezione di politica, di giustizia e di umanità. Perché in questa vicenda un gruppo di opposizione di un paese del Terzo Mondo basandosi su principi molto saldi è riuscito a far sentire le proprie ragioni all’Unione europea e soprattutto alla Gran Bretagna ed a gridare denuncia contro di loro.

Avevo già assistito il 6 febbraio 2008 ad un’altra udienza del medesimo tribunale. Il tribunale era appunto lo stesso, la denuncia era la stessa, le parti contendenti erano le stesse e ciò che accadde fu molto simile a ciò che è accaduto a marzo. Dieci mesi dopo l’ultima udienza della Corte su questa vicenda, il tribunale ammise il proprio errore e fu deciso che l’OMPI doveva essere cancellata dalle liste delle organizzazioni di stampo terroristico. La marcia indietro da parte del tribunale in merito alla precedente decisione fu esplicita e chiara, il testo che deliberava questa decisione diceva chiaramente che ciò che era stato in precedenza deciso era sbagliato e che per questo veniva annullato. L’ultima parte del giudizio ordinò inoltre all’Unione Europea di pagare i quattro quinti delle spese per le procedure processuali. Questo verdetto non lasciava alcun dubbio: l’unione Europea avrebbe dovuto immediatamente cancellare l’OMPI dalla lista nera del terrorismo.

Recentemente ho potuto osservare con gran sorpresa che l’Unione Europea non ha mai adempito alla decisione presa a fine sentenza, ed ha continuato con la sua politica. L’Unione Europea ad esempio ha affermato che il verdetto esposto non prevedeva comunque la decisione definitiva ( ovvero quella della cancellazione dell’OMPI dalla lista), poiché questa era stata presa nel maggio 2006( ovvero tra la data della prima udienza del febbraio 2006 e quella dell’ultima risalente al dicembre 2006); l’Unione Europea ha dichiarato inoltre che il tribunale non aveva tenuto in considerazione il nucleo reale della questione concernente la “natura terroristica dell’OMPI”ed aveva considerato soltanto le questioni procedurali. L’Unione Europea perciò aggiunse di dover correggere le procedure utilizzate per conformarsi alla giustizia.

Molti eminenti giuristi internazionali, personalità del rango di Lord Slynn of Hadley, primo presidente di quel tribunale, hanno affermato che l’improvviso cambio di direzione da parte della Corte Europea era stata una vera e propria rivoluzione all’interno del diritto europeo poiché era andata a ridefinire e a modificare la procedura d’iscrizione delle organizzazioni e dei membri facenti parte delle liste terroristiche. Gli stessi giuristi hanno sottolineato che l’Unione Europea doveva per forza conformarsi al giudizio della Corte e perciò ritirare il nome dell’OMPI dalle liste terroristiche. Più di mille parlamentari di diversi paesi europei hanno pubblicato una dichiarazione in cui dichiaravano il proprio sostegno alla causa delle OMPI, affermando che la Corte doveva adempiere al proprio compito e eliminare l’OMPI dalla Lista Nera.

Nel contempo altri membri delle commissioni parlamentari, quelli della commissione di Lois del parlamento olandese, la Commissione per gli Affari Esteri del governo italiano, e la Commissione per gli Affari Europei del parlamento danese, hanno ufficialmente richiesto l’eliminazione dell’OMPI dalla suddetta lista nera.

Inoltre importanti personaggi delle politica internazionale come l’allora Primo Ministro inglese Tony Blair, il cancelliere tedesco Angela Merkel, il Presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso e Javier Solana, capo della Diplomazia dell’unione europea insieme a tanti altri ministri degli Esteri del Continente Europeo, affermarono che i governi europei non avevano assolutamente il diritto di mettere in discussione quanto deciso dalla Corte Europea.

Mi è capitato di incontrarmi con numerosi ambasciatori impiegati nella sede dell’Unione Europea a Bruxelles, più precisamente con quelli provenienti da Germania, Polonia, Danimarca Lituania e Repubblica Ceca ed ho detto loro che impedire di applicare questa decisione avrebbe dimostrato che il governo europeo non stesse rispettando la legge. Partendo dal fatto che l’Unione Europea senza i suoi fondamenti giuridici non avrebbe diritto di esistere, le conseguenze di un simile comportamento avrebbero portato a risultati molto gravi e dannosi per la stessa Unione Europea. Ad esempio l’Unione Europea ha cercato da sempre di creare rapporti economici con i paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo ed una simile unione non può non essere basata su dei principi giuridici molto forti. Se l’Unione Europea non rispetta le leggi, su cosa può fondarsi un’eventuale unione con quei paesi? Io ho incontrato svariate volte, Franco Fratini il Presidente del Comitato di Sicurezza e di Giustizia alla Commissione Europea e gli ho spiegato le conseguenze che il rifiuto di questa decisione avrebbe causato.

Un gran numero di membri del Parlamento Europeo e dei deputati dei governi nazionali dei paesi europei, ma anche molti giuristi europei hanno cercato di diffondere ciò che io sostenevo ma purtroppo noi nonostante i tentativi non siamo riusciti a cambiare la decisione della Corte. Per contro anzi durante una riunione del Consiglio dei Ministri per l’Ambiente dei paesi dell’UE, avvenuta a luglio 2007, il nome dell’OMPI ricompariva sulle liste nere del terrorismo.

Tutto è ricominciato da zero ed è andato praticamente a cancellare la sentenza della Corte Europea del 6 marzo 2008, quella di cui parlavo all’inizio di questo articolo.

Ciò che è accaduto durante il periodo del processo dimostra ancora una volta che il comportamento dei Mujaheddin e dei loro difensori è giusto ed irreprensibile. E la parte contraria ( cioè l’Unione Europea e la Gran Bretagna, accompagnate dai ministri britannici degli Affari Esteri, da alcuni membri della Commissione Europea e del Governo dei Paesi Bassi) non hanno saputo rispondere alle questioni di giustizia riguardanti la non applicazione delle decisioni prese in precedenza e della non cancellazione dell’OMPI dalle liste delle organizzazioni terroristiche. Inoltre non hanno dato spiegazioni in merito ad un verdetto emesso dal Tribunale Inglese che sosteneva l’immediata cancellazione dell’OMPI dalle Liste. È ovvio perciò che è stato il governo inglese a proporre l’inserimento dell’OMPI nelle liste delle organizzazioni terroristiche ed è ovvio anche che la decisione del Tribunale inglese di cancellare l’OMPI dalle suddette liste mostra ancora una volta quanto sia ingiusto che, nonostante ciò, questa decisione perduri all’interno dell’Unione Europea.

È necessario rendere noti, per confutare ancora di più ciò che sto affermando, dei dettagli sulla decisione deliberata dal tribunale britannico. L’udienza è durata più di una settimana ed il tribunale ha reso pubblico il proprio verdetto con un documento di 144 pagine e 362 articoli, con la particolarità che la denuncia non è stata deposta dall’OMPI ma da ben 35 parlamentari britannici, della Camera dei Lord e di quella dei Comuni. Il giudizio prevedeva che il Ministero dell’Interno dovesse donare al Parlamento britannico un rapporto sulle modalità di messa in atto del suddetto giudizio. Il governo britannico ha richiesto al tribunale di rivedere questo dossier ma la Corte non ha accettato la richiesta. Di conseguenza il governo britannico ha domandato il rinvio al processo d’appello ,per questa decisione. La corte d’appello non ha ancora emesso il proprio verdetto in merito, ma le udienze che hanno avuto luogo il 18 ed il 20 febbraio scorsi lasciano intravedere nuovamente che l’OMPI si torva in una posizione di giustizia e di innocenza, rispetto alle accuse che gli vengono mosse.

Per quel che concerne l’aspetto giuridico della vicenda, le cose sono abbastanza chiare.

La questione è comunque e sempre questa: per quale motivo l’Unione europea si rifiuta di seguire le leggi della propria giustizia? E ancora, potrà l’Unione Europea continuare in questa direzione allorché di nuovo la Corte d’appello si esprimerà a favore dei Mujaheddin?

Io non credo che il governo europeo possa perseverare ancora per molto tempo con questo atteggiamento, anche perché specialmente negli ultimi anni tutte le azioni dei Mujaheddin sono state condotte secondo le regole della giustizia; essi hanno mostrato di avere molta pazienza, hanno portato avanti le proprie cause per via legale, e perciò hanno tutte le carte in regola per dimostrarsi sicuri e giusti. Credo perciò che prima o poi l’UE e il governo britannico non potranno fare a meno di conformarsi alla decisione del tribunale.

L’Iran si sta incamminando sempre più verso un percorso di cambiamento. La storia dell’Iran e del popolo iraniano meritano che questa decisione vada seguita il prima possibile. Gli unici che si richiamano a questa giustizia e gli unici in grado di riuscire a farla affermare sono i Mujaheddin del popolo iraniano. Tanto l’Occidente continuerà ad impedire la giusta risoluzione di questa vicenda, tanto rallenterà o peggio ancora impedirà il cambiamento che l’Iran merita. Non c’è alcun dubbio infatti che uno dei maggiori ostacoli che l’Occidente ha messo di fronte all’impegno dei Mujaheddin, è proprio l’inserimento della loro organizzazione nella lista nera del terrorismo e l’impedimento di cancellare il loro nome proprio da quella lista.

Nel caso in cui prima o poi l’Unione europea deciderà di rispettare la decisione presa dal Tribunale britannico e di cancellare l’OMPI dalle liste delle organizzazioni terroristiche, chi pagherà il prezzo del non adempimento alle legge durante questi due anni?Il prezzo di questa politica non è duro soltanto per i Mujaheddin del popolo iraniano ma anche per il popolo iraniano. È un prezzo alto da pagare anche per il popolo iracheno e in generale per tutto il mondo mediorientale.

Non voglio entrare nei dettagli per spiegare i danni che il popolo iraniano ha subito durante questi due anni, ma voglio solo sottolineare i punti fondamentali:

-Centinaia di persone sono state impiccate in diverse città iraniane; centinaia di migliaia di iraniani sono stati arrestati con il pretesto d’infrazione del codice vestimentario per non aver rispettato la legge nazionale, in materia di costumi.

-Ogni anno, più di 8 milioni di casi di questo tipo vengono presentati ai tribunali iraniani.

-Più di 105 milioni di dollari del popolo iraniano sono stati sperperati dal governo.

-Più di 40000 persone sono state uccise durante incursioni della polizia, l’Iran per questo batte tutti i record nel mondo. L’AFP ha dichiarato che in questi ultimi 5 anni più di 100000 persone sono state uccise.

-Il Regime iraniano è estremamente avanzato nella produzione di armi nucleari, e il fatto che la Comunità europea non rispetti le proprie leggi a loro fa molto comodo perché ciò porta a screditare il lavoro dell’OMPI e a far sì che rimanga nelle liste delle organizzazioni terroristiche. Il regime iraniano non possiede il potere politico che possa far si che si spengano su di esso le pressioni rispetto al demanio nucleare. Soprattutto il Regime sa che sono stati i Mujaheddin a rivelare i loro progetti segreti sul nucleare.

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