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IRAN: CONFERENZA DELL’ASSEMBLEA NAZIONALE FRANCESE

Maryam Rajavi: “Cambio di regime e democrazia in Iran, la soluzione alla crisi in Medio Oriente e la vittoria sull’estremismo”

Settanta parlamentari francesi hanno subordinato il miglioramento delle relazioni con il regime iraniano al miglioramento della situazione dei diritti  umani

In una conferenza svoltasi martedì 27 Ottobre all’Assemblea Nazionale Francese, la Presidente eletta della Resistenza Iraniana, Maryam Rajavi, ha asserito che le sistematiche e palesi violazioni dei diritti umani in Iran sono l’altra faccia della medaglia, segnata dall’esportazione del terrorismo e del fondamentalismo del regime iraniano che ha portato il Medio Oriente sull’orlo di una guerra. “Il Medio Oriente ha bisogno di pace e di tranquillità e questo è possibile solo con un cambio di regime in Iran e la soluzione è nelle mani del popolo iraniano e della Resistenza”, ha annunciato.

“Qualunque coinvolgimento con questo regime religioso e fascista e con il suo presidente, impedisce il cambiamento in Iran e lavora contro la democrazia e i diritti umani”, ha aggiunto Maryam Rajavi. “Inoltre è dannoso per la pace e la tranquillità nella regione ed alimenta l’estremismo”, ha detto. “Gli investimenti economici in questo regime ormai vacillante, sono solo un miraggio”.

La conferenza è stata sponsorizzata dal Comitato Parlamentare per un Iran Democratico presieduto da Dominique Lefebvre, membro dell’Assemblea Nazionale Francese.  Molti deputati come Bruno Le Roux, presidente del Gruppo Socialista; Michel Terrot; Stephane Saint-André; Martine Carrillon-Couvreur; Pierre Aylagas; Jean-Patrick Gille; Jean Lassalle; Catherine Quéré e il Senatore Jean-Pierre Michel vi hanno partecipato e alcuni hanno parlato alla conferenza. Anche Nazir Hakim, segretario del comitato politico della Coalizione Nazionale Siriana; il Dr. Alejo Vidal Quadras, ex-Vice-Presidente del Parlamento Europeo e Presidente del Comitato In Search of Justice; Taher Boumedra, ex-direttore dell’ufficio diritti umani della Missione di Assistenza delle Nazioni Unite in Iraq – UNAMI, incaricato di seguire il caso di Campo Ashraf alle Nazioni Unite, hanno parlato alla conferenza

Il Comitato Parlamentare per un Iran Democratico ha annunciato a questa conferenza che 70 deputati dell’Assemblea Nazionale, di vari partiti, hanno rilasciato una dichiarazione chiedendo al governo francese di subordinare le sue relazioni diplomatiche con il regime iraniano al miglioramento  della situazione dei diritti umani, alla fine delle esecuzioni, alla liberazione dei detenuti politici e al rispetto delle libertà democratiche in Iran. I firmatari della dichiarazione ritengono che un Iran democratico sia il requisito essenziale per la stabilità regionale e che, a questo scopo, la Resistenza Iraniana e il piano in dieci punti di Maryam Rajavi per un Iran democratico, non-nuclearizzato, basato sulla separazione tra religione e stato e sull’uguaglianza delle donne, debbano essere appoggiati.

Maryam Rajavi ha parlato delle recenti dichiarazioni di Rafsanjani, il quale ha ammesso che il regime teocratico ha avviato il suo programma nucleare con lo scopo di produrre una bomba. Rafsanjani ha detto che il progetto è stato seguito personalmente da lui stesso e da Khamenei. Rafsanjani ha detto inoltre che il regime non ha avuto altra scelta che accettare l’accordo sul nucleare. Ecco perché i mullah hanno intrapreso una politica più aggressiva, per compensare la loro ritirata. L’aumento astronomico delle esecuzioni, l’escalation bellica in Siria, il continuo assedio e la repressione nei confronti dei rifugiati iraniani a Camp Liberty sono esempi di questa politica.

La Presidente eletta della Resistenza Iraniana ha detto: “Molti in Occidente pensano che la bellicosità dei mullah scaturisca dal loro potere. Per questo cercano di coinvolgere il regime nella risoluzione della crisi nella regione, della quale essi stessi sono la prima causa. Ignorano le debolezze fondamentali del regime e non riescono a vedere gli elementi di cambiamento in Iran. Se non fosse per il totale supporto dei mullah ad Assad e a Maliki, l’ISIS non si sarebbe sviluppato, 300.000 siriani non sarebbero divenuti le vittime di questa guerra e non ci sarebbe stata questa marea di rifugiati che ha sommerso l’Europa”.

Maryam Rajavi ha dichiarato: “Questa politica, che fa finta di non vedere le ingerenze del regime nella regione, deve cessare. La soluzione alla crisi in Siria è cacciare il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Iraniane (IRGC) e dare un sostegno concreto all’opposizione per la conquista di una Siria senza Bashar al-Assad”.

La Presidente eletta della Resistenza Iraniana ha chiesto alla comunità internazionale, ed in particolare all’Unione Europea e agli Stati Uniti, di rispettare le promesse fatte sulla protezione di Camp Liberty e la fine di questo disumano blocco sanitario.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

27 Ottobre 2015

 

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