mercoledì, Novembre 30, 2022
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Iran: Ahmadinejad in Italia: come accoglieremo il boia di Teheran

Scritto da Miriam Bolaffi    
Secondoprotocollo.org,  31 maggio – Il prossimo 3 giugno il presidente dell'Iran, Mahmud Ahmadinejad, sbarcherà in Italia ufficialmente per partecipare alla riunione della FAO a Roma. Per dargli l'accoglienza che si merita si stanno organizzando diverse manifestazioni tra le quali quelle organizzate dalla resistenza iraniana e dalle donne democratiche iraniane in Italia oltre a quelle di diverse organizzazioni che si occupano della difesa dei Diritti Umani.

Tra queste naturalmente non potevamo mancare noi di Secondo Protocollo, da sempre vicini al Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana presieduto dalla sig.ra Maryam Rajavi il quale nelle ultime settimane si è visto, tra le altre cose, riconosciuto lo status di organizzazione internazionale e non più quello ingiusto di movimento terrorista.

Tuttavia riteniamo che sia poco produttivo mettersi a sfilare di fronte all'ambasciata iraniana di Roma con cartelli che inneggiano ai Diritti Umani, ai Diritti violati delle donne iraniane, al Diritto di Israele di esistere e a quant'altro l'Iran sotto la guida del regime dei Mullah sta facendo di brutto nel mondo. Al contrario riteniamo sia molto più incisivo promuovere iniziative volte a mettere realmente un freno all'espansionismo iraniano e alle violazioni dei Diritti Umani del regime dei Mullah.

Per questo aderiamo con piacere alla nascita della Consulta Politica contro il Fondamentalismo Islamico formata da eminenti esperti iraniani, la quale nasce con lo scopo di offrire dei consigli, suggerimenti e informazioni circa l'identità e i sintomi del fondamentalismo islamico che sta dilagando a macchia d'olio in Europa e in particolare in Italia. In particolare la Consulta intende occuparsi oltre che del fondamentalismo islamico in generale, dell'espandersi del fondamentalismo legato proprio all'espansionismo iraniano, un espansionismo che ha già conquistato il Libano e la Striscia di Gaza e che si appresta a sferrare l'attacco definitivo all'unica democrazia presente in Medio Oriente, quella israeliana.

Oltre a questo la Consulta si occuperà di fornire alla politica italiana consigli e quant'altro serva ad arginare un fenomeno che sempre più sta dilagando nel nostro Paese e in Europa, un fenomeno che tocca da vicino il rispetto dei fondamentali Diritti Umani e che, specie nei confronti delle donne, ha un forte connotato misogino e repressivo delle libertà fondamentali.

Nel contempo ci muoveremo affinché a partire dal nostro Paese per arrivare poi a tutta l'Europa vengano introdotte alcune leggi che proteggano le vittime del fondamentalismo islamico e di quello iraniano in particolare, a partire dall'introduzione del reato di misoginia fino al riconoscimento dello status di rifugiato alle donne in fuga dall'Iran che chiedono asilo ad uno Stato Europeo.

Questo sul piano prettamente legislativo a difesa dei Diritti Umani delle donne e più in generale delle vittime del fondamentalismo islamico così ben rappresentato dall'Iran. Per quanto invece concerne la lotta al regime iraniano e al suo bellicoso ed evidente espansionismo, intendiamo avanzare sia al nostro Ministero degli Esteri che al Consiglio d'Europa alcune obiezioni fondamentali chiedendo chiarimenti in merito ad alcune vicende che coinvolgono Teheran.

In primo luogo intendiamo chiedere cosa l'Europa e l'Italia intendano fare in merito alla lista di spie iraniane legate alle forze Qods diffusa dalla Resistenza Iraniana qualche tempo fa. La lista comprende nomi importanti di uomini politici e d'affari iraniani di cui chiediamo l'immediata espulsione dal territorio dell'Unione Europea. Questo darebbe un segnale molto chiaro a Teheran, un segnale che l'Europa e l'Italia non intendono sottostare ai giochetti sporchi di Ahmadinejad. La lista è scaricabile a questo indirizzo.

In secondo luogo intendiamo chiedere l'applicazione integrale e l'inasprimento delle sanzioni economiche nei confronti del regime iraniano nonché un embargo totale sulle armi e sulle tecnologie belliche, compresi i pezzi di ricambio per gli apparecchi elettronici in grado di aumentare il potere militare di Teheran.

In terza istanza intendiamo chiedere un ampliamento del mandato di UNIFIL 2, la forza di pace delle Nazioni Unite dispiegata nel sud del Libano, un ampliamento che permetta ai militari dell'Onu di intervenire adeguatamente nel contrasto al riarmo del movimento terrorista di Hezbollah, un riarmo gestito e diretto proprio dall'Iran.

Per finire intendiamo chiedere al Governo Italiano di instaurare regolari e pubblici rapporti con il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana riconoscendo tale movimento come un Governo democratico in esilio, con tutto ciò che ne consegue. Questo sarebbe veramente un segnale molto forte che contribuirebbe, a nostro parere, a lanciare un messaggio molto forte alla popolazione iraniana oppressa da questo regime sanguinario e incurante dei fondamentali Diritti Umani che sta esportando il fondamentalismo islamico in tutto il mondo.

La nostra organizzazione ritiene che in occasione della visita del presidente iraniano in Italia, queste siano le azioni importanti da promuovere e da portare avanti senza esitazioni dettate da meri interessi economici. La sistematica violazione dei Diritti Umani perpetrata dal sanguinario regime dei Mullah guidato da Mahmud Ahmadinejad, un regime di chiaro stampo nazista, antisemita e misogino, non possono e non devono essere più tollerate, ne va della sicurezza di tutto il mondo.

Miriam Bolaffi
 

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