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Iran: 4.400 negozi di abbigliamento chiusi per aver violato le norme sul dress-code obbligatorio

Sajedi Nia, comandante delle forze di polizia, ha annunciato che “più di 4.400 negozi di abbigliamento sono stati chiusi”, solo l’anno scorso, “perché offrivano abbigliamento indecente che offende la moralità pubblica”.

Parlando ad un incontro su “virtù e velo”, Nia ha ammesso il fallimento delle misure repressive del regime nei confronti delle donne iraniane, aggiungendo che “lo stato attuale dell’hijab e della virtù, non è conforme ad una società islamica. Il monitoraggio delle donne che indossano il velo negli ultimi 15 anni, indica che la situazione è andata gradualmente peggiorando”. 

In un meeting svoltosi il 12 Agosto, per trovare nuovi modi di opprimere le donne, anche il procuratore generale di Teheran, Jaafari Dolat Abadi, ha ammesso che il regime ha fallito le sue campagne repressive. Abadi ha detto che nell’ambito della castità e della pubblica moralità “vi sono 24 dipartimenti responsabili… Nonostante siano stati creati tribunali appositi a Teheran per affrontare questo tipo di reati, la mancanza di coordinamento tra i dipartimenti competenti ha impedito un reale progresso”.

Dolat Abadi ha detto che la presenza di persone che non si sottomettono alle norme repressive del regime “è predominante nei luoghi pubblici come parchi, ristoranti ecc. ed è necessario  sconfiggere questa atmosfera fornendo soluzioni”.

Riferendosi agli ordini di Khamenei sul velo per le donne, il procuratore di Teheran ha chiesto agli esponenti del regime di combattere “le offese alla castità e alla moralità pubblica” (agenzia di stampa ufficiale ISNA – 12 Agosto 2016). Il 20 Luglio 2016 Khamenei ha detto: “Qualunque discussione sulla natura volontaria o obbligatoria dell’hijab (il velo per le donne) è deviante e non trova posto nella Repubblica Islamica… Se viene fuori che qualcosa è illegale dal punto di vista religioso (haram), il regime islamico ha il dovere di combattere contro questo haram”.

Il Comitato delle Donne del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana condanna le posizioni retrograde e repressive del regime iraniano nei confronti delle donne. Non c’è alcun dubbio che, temendo le crescenti proteste del popolo iraniano e delle donne, questo regime misogino cerchi di rimediare con un’ulteriore escalation nella repressione delle donne. Ma i mullah sanno che questo fomenterà soltanto la furia del popolo iraniano contro il regime, come dimostrato dalle proteste organizzate dai vari strati della società.

Comitato delle Donne del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

17 Agosto 2016

 

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