Appello
Nell’estate del 1988, mentre stava per concludersi la guerra fra l’Iran e l’Iraq, l’ayatollah Khomeini ordinò l’esecuzione di migliaia di prigionieri politici, la maggior parte dei quali membri o simpatizzanti dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo dell’Iran. Furono circa 30.000 le persone massacrate in pochi mesi – inclusi minorenni e donne incinte – poiché definite in blocco da Khomeini ‘mohareb’ (‘nemici di Dio’). Il massacro, ordinato dalla massima autorità dello Stato teocratico ed eseguito attraverso la catena gerarchica con ‘comitati della morte’, si configura come un crimine contro l’umanità, e come tale è stato riconosciuto da Amnesty International.
I crimini contro l’umanità, per il diritto internazionale, sono perseguibili ovunque e senza prescrizione; le Nazioni Unite possono, inoltre, costituire un Tribunale Speciale per casi che, per essere avvenuti prima dell’entrata in funzione della Corte Penale Internazionale, non possano essere giudicati da questa.
Mentre molti dei funzionari responsabili, a vari livelli, di quei crimini fanno ancora parte del sistema di potere del regime iraniano, è necessario che la comunità internazionale chieda e ottenga giustizia. Il Comitato italiano di parlamentari e cittadini Iran Libero chiede all’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani e al Relatore Speciale dell’ONU che, come primo passo, costituiscano una commissione internazionale d’inchiesta sul massacro avvenuto in Iran fra l’estate del 1988 e l’inizio del 1989. Chiediamo, inoltre, al Segretario Generale dell’ONU di istituire una giornata mondiale in memoria delle vittime di quel massacro.
Spetta, infine, ai governi degli Stati democratici, come l’Italia, esprimere una forte condanna di tutti i crimini contro l’umanità e sollecitare il Consiglio di Sicurezza dell’ONU a pronunciarsi su quel massacro, che ha colpito i principî stessi su cui si fonda la comunità internazionale.
Presidente : On. Alessandro Pagano
Co-presidente : On. Elisabetta Zamparutti – On. Carlo Ciccioli
Coordinatore : Antonio Stango
Roma, 13 Agosto 2013
