sabato, Dicembre 3, 2022
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Il regime iraniano modificherà il suo budget in base al prezzo del petrolio di 40 dollari al barile

Dato che la tendenza al ribasso del prezzo del petrolio sui mercati mondiali continua, il regime iraniano sta abbassando il prezzo del greggio per il budget di quest’anno a 40 dollari al barile.

“Il governo sta rivedendo la sua bozza di budget presumendo un prezzo base di 40 dollari, dai precedenti 72”, avrebbe detto oggi il Ministro dell’Economia Ali Tayebnia, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Fars.

Il regime iraniano ha basato il suo budget per l’anno in corso, che secondo il calendario iraniano finisce il 20 Marzo, su un prezzo del petrolio di 100 dollari al barile ed un’esportazione di circa un milione di barili al giorno.

La netta caduta del prezzo del petrolio, ora sotto i 50 dollari al barile, ha drammaticamente peggiorato il deficit nel budget del regime.

Il governo di Hassan Rouhani prevede un deficit di budget di 9 miliardi di dollari per gli ultimi mesi dell’anno fiscale che si concluderà il 20 Marzo.

Il presidente dell’Organizzazione per la Gestione e Programmazione, Mohammad Bagher Nobakht, mercoledì ha detto: “La nostra previsione è che per la fine dell’anno, ci sarà una mancanza di ricavi per 9 miliardi di dollari, comunque gestiremo il paese”.

Secondo i dati ufficiali, un terzo dell’economia iraniana dipende dal petrolio. Inoltre, secondo gli esperti, oltre due terzi delle entrate in valuta estera proviene dalle esportazioni di petrolio iraniano.

Hassan Rouhani il 7 Dicembre ha presentato ai legislatori un budget basato su un prezzo del petrolio di 72 dollari. Da allora, il Brent crude è calato del 32%.

Secondo i dati pubblicati dalla Banca Centrale Iraniana, i ricavi del petrolio iraniano ammontavano a 119 miliardi di dollari nel 2011 e a 68 miliardi di dollari nel 2012. Perciò, in un anno, i ricavi del petrolio iraniano sono crollati di quasi la metà. Questo crollo improvviso ha aggravato la crisi economica in Iran e, in particolare, ha provocato la diminuzione del 6% delle attività economiche del paese.

Secondo i dati ufficiali pubblicati dalla Banca Centrale Iraniana, i ricavi del petrolio del paese negli ultimi dieci anni sono stati i seguenti (le cifre sono in miliardi di dollari):

2004:   36,30 miliardi di dollari

2005:   53,82 miliardi di dollari

2006:   62,01 miliardi di dollari

2007:   84,55 miliardi di dollari

2008:   86,62 miliardi di dollari

2009:   69,96 miliardi di dollari

2010:   90,19 miliardi di dollari

2011: 118,86 miliardi di dollari

2012:   68,14 miliardi di dollari

2013:   64,79 miliardi di dollari

Nel 2015, presumendo che l’Iran esporterà un milione di barili al giorno e che il prezzo del petrolio si attesterà attorno ai 40 dollari al barile, i proventi del petrolio iraniano saranno intorno ai 15 miliardi di dollari (meno di un quarto, paragonato a quelli del 2013).

La ragione principale del perdurare della crisi economica in Iran è che il regime teocratico spende una considerevole porzione dei proventi del paese per sostenere il regime siriano, gli Hezbollah libanesi e i gruppi paramilitari sciiti controllati dall’Iran in Iraq.

Secondo una notizia recente, il regime iraniano spende ogni mese tra 1 e 2 miliardi di dollari per sostenere la dittatura di Bashar Assad in Siria.

 

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