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Il regime iraniano è la causa di una catastrofe ambientale a livello nazionale

Rivolte in Iran – No. 110

Un gran numero di abitanti di Isfahan, nell’Iran centrale, hanno organizzato una manifestazione nel centro della città sabato mattina 10 Marzo 2018, per protestare contro la repressione del regime sui poveri contadini della zona orientale di Isfahan e per dimostrare la loro solidarietà.

Gli abitanti di Varzaneh, Ejiyeh e Ziyar (ad est di Isfahan), venerdì 9 Marzo hanno organizzato enormi manifestazioni di protesta che sono proseguite per tutta la notte.

La popolazione di Isfahan si è riunita a Khajoo Bridge, lungo il Zayandeh Rood, per protestare contro le politiche anti-popolari del regime teocratico che hanno portato al prosciugamento di questo grosso fiume dell’Iran centrale. I manifestanti hanno gridato: “Oggi è il giorno in cui i poveri contadini piangono!” e “Se non date (ai contadini) una parte dell’acqua, noi daremo le nostre vite per questo!”.

Maryam Rajavi, la Presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, ha salutato il popolo di Isfahan in rivolta, in particolare i poveri contadini della provincia orientale di Isfahan. Ha detto che il prosciugamento dello Zayandeh Rood, che minaccia la vita e i guadagni di centinaia di migliaia di persone nella regione, fa parte del disastro ambientale che attanaglia tutto il paese e che è conseguenza delle politiche e della condotta del regime teocratico negli ultimi quattro decenni. Tutto il patrimonio e le risorse del paese sono state saccheggiate dai leaders del regime, compreso tutto il quartier generale di Khamenei e il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie (IRGC), oppure sperperato nella repressione interna, nella attività belliche, nel terrorismo e nell’antipatriottico progetto nucleare.

La distruzione delle foreste, il prosciugamento dei laghi, degli stagni e delle lagune, l’espansione dei deserti, le tempeste di sabbia, la deviazione dei fiumi e la costruzione di dighe che vanno a beneficio solo dell’IRGC, fanno parte dell’irreparabile disastro ambientale imposto nel nostro paese, direttamente o indirettamente, questi mullah criminali. Fino a che il corrotto regime dei mullah resterà al potere, la distruzione e l’estinzione delle risorse naturali del nostro paese proseguirà, così come la povertà, la disoccupazione e la grave inflazione.

Maryam Rajavi ha sottolineato che la protesta dei contadini di Isfahan, proprio come le proteste dei lavoratori delle acciaierie, di quelli dello zuccherificio Haft Tappeh e lo sciopero della gente di Baneh, fanno parte delle rivolte contro un regime che ha portato alla miseria il popolo iraniano e le masse lavoratrici. Oggi, le quote di acqua per i contadini di Isfahan e i salari arretrati dei lavoratori dipendono dalla caduta di questa dittatura teocratica e dal ristabilimento della democrazia e della sovranità nazionale.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

10 Marzo 2018

 

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