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Il Primo Ministro iracheno chiede un mandato d’arresto per avvocati iracheni dei residenti di Ashraf

CNRI – Secondo le segnalazioni ricevute dall’interno della Forza terroristica Qods, il Primo Ministro iracheno, al fine di soddisfare le richieste del fascismo religioso al potere in Iran, ha emanato nuove disposizioni per intensificare la repressione e la pressione contro i residenti di Ashraf. Tra le altre hanno deciso di emettere mandati di arresto nei confronti degli avvocati iracheni dei residenti di Ashraf e l’annullamento delle denunce dei residenti.

A questo proposito, Abdul-Hussein Shemmari, capo della polizia della provincia di Diyala, in una lettera datata 6 febbraio 2011 indirizzata alla polizia di Khalis (la città vicino a Ashraf), sulla base delle direttive del Premier iracheno del 31 gennaio, ha annullato tutte le denunce dei residenti di Ashraf presentate alla polizia Khalis e ha ordinato di arrestare gli avvocati dei residenti di Ashraf con l’accusa di aver presentato reclami dei residenti al giudice del tribunale Khalis. La denuncia della residenti di Ashraf è contro gli agenti del regime dei mullah che sono stati coinvolti nella repressione, nell’assassinio e nella tortura psicologica dei residenti negli ultimi due anni.
 
Gli avvocati iracheni dei residenti di Ashraf hanno assunto il potere di rappresentanza per loro legalmente e ufficialmente. Negli ultimi due anni, il governo iracheno e l’esercito, in violazione di tutte le leggi attinenti, hanno impedito agli avvocati di entrare Ashraf e di visitare i loro clienti.
 
Nella sua disposizione, il capo della polizia di Diyala, ha fatto riferimento all’ordine del Primo Ministro nel 2008 e ha ribadito: “La cooperazione con l’organizzazione terroristica della PMOI, da parte qualsiasi organizzazione, partito politico, istituzione, e individuo iracheno o straniero in Iraq è vietata e chiunque tenti di cooperare sarà trattato secondo la legge anti-terrorismo e, quindi, deve essere consegnato alla magistratura irachena “.

È interessante che Shemmari sia stato accusato di crimini contro la comunità internazionale e convocato dalla Corte di Spagna per aver ordinato l’assalto criminale Ashraf il 28-29 luglio 2009, avrebbe dovuto comparire davanti al giudice a Madrid l’8 marzo del 2011.
 
Misure repressive, come l’annullamento delle denunce dei residenti di Ashraf e l’ordinare l’arresto dei loro avvocati, con atti paragonabili solo a quelli che si possono trovare nell’Iran governato da chierici fascisti, svela le dimensioni di sottomissione della sede del Primo Ministro iracheno e la sua Commissione per reprimere Ashraf per il regime iraniano ed i suoi piani sinistri per creare una catastrofe umanitaria ad Ashraf.
La Resistenza Iraniana condanna il silenzio di fronte a tali barbarie e la follia della legge, e ricorda al governo degli Stati Uniti ed  alle Nazioni Unite la loro responsabilità di proteggere i residenti di Ashraf.

Chiede al Segretario Generale delle Nazioni Unite e al suo rappresentante speciale in Iraq, all’Alto Commissario ONU per i Diritti Umani, all’ambasciatore degli Stati Uniti ed al comandante delle forze Usa in Iraq di assumersi le loro responsabilità nel proteggere i residenti di Ashraf e di stanziare una squadra permanente dell’UNAMI ad Ashraf per evitare un’altra catastrofe umana da parte delle forze irachene.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

10 Febbraio 2011