
Il blocco delle cisterne settiche pone il campo di fronte ad una enorme crisi sanitaria
Domenica 3 Luglio, per il 7° giorno consecutivo, il comitato repressivo che controlla Camp Liberty ha impedito l’ingresso ai camion che portavano carburante, generi alimentari, medicine e prodotti igienici al campo, mentre a Baghdad si registrano 50°C durante il mese sacro del Ramadan durante il quale i residenti di Liberty digiunano. Perciò l’assedio disumano imposto a Liberty sta durando da due settimane.
La scusa addotta per questo provvedimento disumano è che i documenti amministrativi dei veicoli delle aziende che riforniscono il campo sono scaduti. Mentre in realtà questi veicoli fanno la spola tra Camp Liberty e la zona dell’Aeroporto Internazionale di Baghdad da anni ormai e l’azienda fornitrice ha, in base alle consuete procedure, rinnovato i documenti necessari per l’anno in corso, informandone gli organi iracheni competenti più di 15 giorni fa.
In un momento in cui tutti i sistemi vitali del campo, come la depurazione dell’acqua, lo scarico dei liquami, il sistema di condizionamento dell’aria e le principali unità di conservazione del cibo si basano sull’elettricità e in cui l’unica fonte di elettricità sono i fatiscenti generatori elettrici del campo, impedire la consegna del carburante ha portato rapidamente al blocco di questi sistemi, creando una pericolosa crisi a Liberty.
Per esercitare ulteriore pressione, sabato 2 Luglio il comitato repressivo ha anche vietato l’ingresso al campo alle cisterne settiche per lo scarico dei liquami. Considerando che il campo ha delle cisterne settiche fatiscenti, questo porterà allo straripamento delle acque nere, alla contaminazione delle zone in cui vivono in residenti e alla fine alla diffusione di malattie varie. Tutto questo avviene in palese violazione del Memorandum d’Intesa firmato da Nazioni Unite e Governo dell’Iraq il 25 Dicembre 2011, nel quale si afferma: “Il Governo dovrà agevolare e consentire ai residenti, a proprie spese, di avere contatti bilaterali con aziende per la fornitura dei beni necessari e delle utenze, come acqua, cibo, comunicazioni, servizi igienici ed attrezzature per la manutenzione e la riabilitazione”.
L’obbiettivo perseguito dal comitato repressivo, con questi provvedimenti disumani presi con una temperatura di 50°C, è quello di esercitare la massima pressione sui residenti, torturandoli fisicamente e psicologicamente.
La Resistenza Iraniana ricorda i numerosi impegni presi per iscritto dalle Nazioni Unite e dal Governo degli Stati Uniti nei confronti dei residenti e chiede il loro intervento immediato per porre fine a questo assedio disumano, facendo in modo che riprenda la consegna dei beni necessari ai residenti e che qualunque ostacolo all’arrivo del carburante, del cibo, delle medicine e dei veicoli settici venga rimosso completamente.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
4 Luglio 2016
