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I tentativi del regime per celare le reali dimensioni dei danni della distruttiva alluvione e le scioccanti confessioni del comandante della forza terrestre nei riguardi del lassismo del regime

Dopo 16 giorni dalla prima alluvione il regime disumano iraniano nasconde le reali dimensioni dei danni, mentre cerca con spettacolari visite e false notizie degli aiuti governativi e dei pasdaran e dell’esercito, arginare la rabbia popolare.

Pasdar Pakpuor, comandante della forza terrestre, oggi in un rapporto telefonico al capo dello stato maggiore, generale pasdar Bagheri, ha rivelato parte delle disastrose dimensioni distruttive dell’alluvione e il lassismo del regime nell’affrontare questo catastrofe. Pasdar Pakpuor ha detto che: “Sono due tre giorno ordiniamo di evacuare senza nessun tipo di assistenza, senza fornirgli una tenda o altro. Se abbandonano le loro case dove devono andare? In montagna è freddo, dopodiché tutto è distrutto, non ci sono più strade. C’è solo un tubo di gas … molti villaggi non hanno più alcuna strada, non c’è più nulla. Solo con elicotteri gli portiamo un poco di cibo … la corrente elettrica è interrotta e tutti i fili distrutti”. Pasdar Pakpuor ha aggiunto che: “Ci sono molti problemi, non c’è alcuna coordinazione e nessun funzionario governativo trova il coraggio di avvicinare alla popolazione. È terribile, Dio sa! Sono tutti esasperati, io ho potuto in qualche modo sfuggire dalla loro rabbia. Sono irritati perché hanno una situazione catastrofica”.

(Agenzia Tasnim, 2 aprile 2019) Mentre qualche ora prima Rahmani Fazli, ministro degli Interni con una palese menzogna ha dichiarato che: “Da ieri e in modo istantaneo seguo la situazione degli soccorsi a Pole-dokhtar … a mezzanotte s’è verificato che tranne alcune difficoltà dovuta all’alluvione e l’evacuazione di alcune abitazioni a causa dell’allagamento a pole-dokhtar, non ci sono gravi danni sulle perdite umane”. Nello stesso tempo pasdar Morteza Kashculi comandante dei pasdaran a Lorestan ha detto che: “Sono allagate completamente circa 600 abitazioni a sud di Maàmilan. Il 30% della città di Pole-dokhtar da ieri sera è accerchiata dell’acqua…”. Questi in una vergognosa menzogna ha aggiunto che: “Nonostante tutte queste difficoltà abbiamo avuto solo una vittima”, e incolpando la popolazione ha detto che: “La causa principale dei danni dovuti all’alluvione sono gli errori di costruzioni e coltivazioni nelle vicinanze o nel letto dei fiumi”. (Agenzia governativa Ilna) Il ministro degli Interni ha dichiarato che: “Alcune zone nei margini dei fiumi in Khuzestan, in particolare nelle zone di Sussangherd e Susa e Dezful, devono essere evacuate”. Ma non si sa che questa povera gente dove deve andare! Il ministro ha incriminato con la sfrontatezza la popolazione e ha detto che: “Nonostante le previsioni e informazioni e attrezzare alcuni luoghi sicuri, alcuni per paura dell’alluvione hanno preferito di rimanere nelle loro case oppure rifugiarsi in montagna”.

L’agenzia Fars dei pasdaran ha scritto che: “È stato emesso l’ordine di evacuazione della città di Fath al-Mobin e tutti i villaggi nei margini dei fiumi a Susa e Sushtar e Dashte Azadegan. È stato chiesto alla popolazione di rifugiarsi nei luoghi sicuri e nei campi”. Però né i pasdaran né il ministro hanno precisato dove siano questi fantomatici luoghi e campi sicuri! La signora Maryam Rajavi ha descritto la devastante alluvione come una catastrofe nazionale. Ha individuato il regime disumano dei mullà e i suoi capi e pasdaran come responsabile di questo catastrofe, che distruggendo l’ambiente e disboscando in maniera discriminata e ruberie e spese il patrimonio nazionale nella repressione e nel terrorismo e nell’accensione delle guerre, ha messo l’Iran indifeso in balia della catastrofe ambientale. Maryam Rajavi ha aggiunto che le risorse dei pasdaran e dell’esercito e di tutto lo Stato devono essere messe a disposizione della popolazione. Il regime dei mullà deve aprire la via degli soccorsi internazionali, ma finora la via agli aiuti nazionali e soccorsi internazionali è rimasta chiusa.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza iraniana

2 aprile 2019

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