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I parlamentari esortano il Regno Unito a concentrarsi sui diritti umani nella sua politica verso l’Iran

CNRI – “Un vasto schieramento di parlamentari britannici di tutti i maggiori partiti, lunedì ha preso parte ad una conferenza tenutasi alla Camera dei Comuni britannica per discutere le ragioni inerenti all’aumento delle esecuzioni in Iran e sulle future conseguenze del peggioramento della situazione dei diritti umani nel paese”, ha detto il Comitato Parlamentare Britannico per la Libertà in Iran.

In un comunicato pubblicato sul suo sito web il comitato ha aggiunto:

E’ stato letto un messaggio inviato dalla Presidente eletta della Resistenza Iraniana  Maryam Rajavi alla conferenza, a cui hanno partecipato più di venti parlamentari ed esperti legali e a cui hanno assistito anche illustri difensori britannici dei diritti umani e membri della Anglo-Iranian Youth Society. Gli oratori, di tutti i partiti, hanno chiesto al governo britannico di incriminare il regime teocratico di Tehran e i suoi leaders, per le sistematiche violazioni dei diritti umani e per la sponsorizzazione del terrorismo.

Questi hanno anche condannato con forza l’utilizzo che il regime fa della pena di morte, soprattutto di quelle eseguite sui minorenni per diffondere il terrore nella società. Nel mettere in guardia contro il trend allarmante delle esecuzioni pubbliche che avvengono in Iran, hanno espresso grande preoccupazione per le recenti notizie sul Ministero dell’Intelligence del regime che avrebbe arrestato molti dissidenti politici sostenitori del principale gruppo di opposizione iraniano, il PMOI, familiari dei residenti di Camp Liberty ed ex-detenuti politici.

Questi arresti si aggiungono alle 2.000 esecuzioni avvenute durante i due anni di presidenza di Hassan Rouhani e ai tre attacchi mortali lanciati contro i membri dell’opposizione democratica iraniana, il PMOI, a Camp Liberty, in Iraq. Insieme al recente ordine del leader supremo di aumentare la censura su internet e di inasprire le pressioni sugli attivisti dei diritti umani, sulla società e i prigionieri di coscienza, queste misure testimoniano la debolezza del regime di Tehran.

Gli intervenuti hanno criticato il governo britannico per non essere ancora riuscito ad affrontare in maniera decisa e adeguata le sistematiche atrocità che vengono commesse in Iran, precisando che la repressione in patria e il supporto al terrorismo all’estero sono i mezzi con cui Tehran si garantisce la sopravvivenza.

Hanno poi condannato la presunzione dell’Occidente nel voler dare a Tehran un lasciapassare per decenni di violazioni dei diritti umani, di attacchi terroristici a sfondo politico e di violazioni sistematiche di convenzioni e risoluzioni dell’ONU, sottolineando che è ora di chiedere l’incriminazione per i responsabili, come gli alti esponenti del regime e il leader supremo.

Sir David Amess MP, co-Presidente del Comitato Parlamentare Britannico per la Libertà in Iran (BPCIF) ha annunciato che una dichiarazione del BPCIF, contenente raccomandazioni sull’Iran e indirizzata al governo britannico, ha ora l’appoggio di 200 parlamentari di entrambe le Camere del Parlamento. “Questa situazione (in Iran) potrà solo essere affrontata adeguatamente se il nostro governo e i nostri alleati occidentali cambieranno il loro erroneo atteggiamento verso Tehran e abbandoneranno la loro ricerca di una politica conciliante verso l’Iran, nella speranza che ciò incoraggi il regime teocratico a cambiare volontariamente il suo inaccettabile comportamento”, ha detto nel suo intervento.

“L’Iran è stato e resta, fonte di instabilità nella regione, qualunque altra conclusione è solo una pia illusione. Per amore di questa nazione, del mondo e dei nostri futuri interessi non dobbiamo legittimare un teocrazia orribile stringendo la mano ai suoi rappresentanti, come  Rouhani o (Javad) Zarif. Dobbiamo invece stare al fianco di coloro che vogliono un Iran libero e democratico, garantito dal piano in dieci punti presentato da Maryam Rajavi”, ha aggiunto.

Nel suo messaggio alla conferenza Maryam Rajavi, la Presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI) ha detto: “Abbiamo tante volte sperimentato che qualunque politica che faccia affidamento sul regime iraniano, che è la causa principale dell’instabilità e del genocidio che sta avvenendo nella regione, è destinata a fallire. La politica corretta è sostenere il popolo iraniano e la Resistenza. Io chiedo alla Gran Bretagna e a tutti i governi occidentali di smettere di ignorare le violazioni dei diritti umani in Iran e di subordinare le loro relazioni con il regime iraniano alla fine della pena di morte”.

“Chiedo inoltre a quei governi di rispettare la loro promessa di proteggere i dissidenti iraniani a Camp Liberty, che sono l’obbiettivo principale della repressione e dei massacri del regime iraniano”, ha aggiunto.

L’Onorevole Baronessa Boothroyd, OM, ha detto alla conferenza: “L’accordo sul nucleare non affronta la situazione vergognosa dei diritti umani in Iran. Dobbiamo far sì che il governo britannico non dimentichi i diritti umani. La classe media iraniana vuole democrazia e cambiamento e il regime non è immune da forze di cambiamento”.

Steve McCabe, MP, ha detto: “Dobbiamo chiarire bene all’Iran che noi non tollereremo i suoi abusi dei diritti umani”. Sulla situazione a Camp Liberty ha sottolineato che: “Camp Liberty deve essere dichiarato un campo per rifugiati sotto l’egida dell’ONU, per risolvere il problema una volta per tutte”.

Mark Williams, MP, ha detto: “Il CNRI guidato da Maryam Rajavi è un movimento democratico e legittimo per il cambiamento in Iran”. Citando le dichiarazioni di Maryam Rajavi alla Conferenza di Parigi in occasione della Giornata Mondiale contro la Pena di Morte, il 10 Ottobre, ha detto: “Sì, noi vogliamo un nuovo ordine (in Iran) basato sulla libertà, sulla democrazia e sull’uguaglianza. Ciò che ci spinge a resistere fino alla vittoria non è  la vendetta, ma il nostro amore per la libertà e i diritti umani”.

Il Dr. Tahar Boumedra, ex-capo dell’Ufficio Diritti Umani dell’ONU in Iraq, presentando il suo recente rapporto che indaga la costituzione del regime iraniano, ha detto: “Oggi l’Iran è l’unico paese che ha l’esecuzione obbligatoria nella sua costituzione, una costituzione che rende legale anche la pedofilia. Il regime iraniano si considera una potenza divina e perciò non può essere riformato, deve essere cacciato e rimosso”.

La Prof.ssa Sara Chandler, Presidente della Commissione Diritti Umani della Federazione degli Ordini degli Avvocati Europei, che rappresenta 800.000 avvocati in Europa, ha ribadito che “il Regno Unito deve chiedere miglioramenti tangibili e concreti nella situazione dei diritti umani, la fine dell’uso della pena di morte e il rilascio di tutti i detenuti politici come presupposto a qualunque relazione economica con Tehran”.

Tra gli altri oratori della conferenza c’erano anche: Andrew Rosindell MP; Lord Dholakia; Lord Cotter; Andrew Lewer MEP; il Prof. Bill Bowring, rappresentante del Comitato Diritti Umani dell’Ordine degli Avvocati di Inghilterra e Galles; il Dr Sabah al-Mukhtar, Presidente dell’Associazione degli Avvocati Arabi con sede a Londra; Margaret Owen; Malcolm Fowler, del Comitato Diritti Umani della Law Society; Hossein Abedini, membro del Comitato Affari Esteri del CNRI e i rappresentanti della Anglo-Iranian Youth Society.

Comitato Parlamentare Britannico per la Libertà in Iran

19 Ottobre 2015

 

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