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Delegazione del Parlamento Europeo: «Siamo profondamente critici del massacro che ha avuto luogo a Camp Ashraf»

Comunicato stampa

Abbiamo svolto una storica missione senza precedenti a Baghdad e ad Erbil questa settimana per discutere la partnership EU-Iraq. I punti chiave hanno riguardato i diritti umani e in particolare i diritti delle donne, principalmente ad Ashraf; la ‘Primavera araba’ e le sue implicazioni per l’Iraq; la crescita economica e gli investimenti interni; la sicurezza; e la situazione politica generale.
Abbiamo incontrato tutti i politici di più alto livello eccetto il Primo Ministro Nouri Al Maliki che era in Sud Corea: Al Nujeifi e il Consiglio dei Rappresentanti; il ministro degli Esteri Zebari, il Presidente Talabani; e in Kurdistan il Presidente Barzani, lo speaker del Parlamento curdo e il Primo Ministro del Kurdistan. Abbiamo inoltre incontrato il dottor Saleh Al Mutlak e il dottor Ayad Allawi. Venerdì incontreremo alcuni membri del gruppo di opposizione Goran (‘Cambiamento’).

Riguardo ad Ashraf, siamo stati profondamente critici del massacro che ha avuto luogo l’8 aprile. Si è trattato di una violazione dei diritti umani fondamentali e di un diretto disprezzo per il Parlamento Europeo che aveva rese note due risoluzioni specificamente su Ashraf, sostenute da una larga maggioranza di membri, che chiedevano al governo iracheno di rispettare i diritti umanitari delle 3.400 persone di Ashraf e di non ricorrere alla violenza.

Ho detto che la nostra delegazione è pronta a tornare a Bruxelles e mediare una soluzione di lungo termine per la crisi di Ashraf, cercando l’accordo del Consiglio dei Ministri Europeo e della Commissione Europea sul trasferimento dei residenti di Ashraf in Europa, negli Stati Uniti e possibilmente in Canada. Ma non siamo disposti a negoziare fissando la canna di una pistola. Non inizieremo a mediare una soluzione finché il governo iracheno non ritiri le sue truppe da Ashraf, non fornisca urgenti cure mediche alle persone gravemente ferite, non cessi l’assedio del campo e non ristabilisca pace e normalità. Potremo allora iniziare a mediare un accordo con Unione Europea, Stati Uniti, UNAMI [Missione di Assistenza delle Nazioni Unite in Iraq], UNHCR [Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati] etc, ma questo è totalmente condizionato all’accoglimento di tali richieste, insieme all’avvio di un’inchiesta indipendente sul massacro avvenuto l’8 aprile e al procedimento nei confronti dei responsabili dell’uccisione di 35 civili disarmati.

Abbiamo chiesto al ministro degli Esteri Zebari il permesso di visitare Ashraf, ma egli ha detto bruscamente che questo era fuori discussione.

Struan Stevenson
Erbil, 29 aprile 2011

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